Governo
Caregiver familiare, ecco il ddl
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per il riconoscimento e tutela del caregiver familiare. Il testo farà il suo iter parlamentare, ma intanto si inizierà subito a predisporre la piattaforma per presentare domanda. Stanziati 257 milioni di euro annui. Alessandra Locatelli: «Nell’iter parlamentare si potrà fare di più, ma è una legge importante per partire. Non c’era niente prima».
Il Consiglio dei Ministri oggi – 12 gennaio – ha approvato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Già anticipato nei mesi scorsi nei suoi punti salienti, le nuove norme disegnano un pacchetto di interventi strutturali che prevedono il riconoscimento giuridico del caregiver familiare, tutele previdenziali e lavorative e un sostegno economico. Il disegno di legge passerà ora all’esame delle Camere per il completamento dell’iter legislativo. «Non posso dire di essere felicissima, ma sono contenta di mettere questo primo tassello», ha detto la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, nel presentare il testo.
Più volte nel suo breve intervento ha fatto cenno alla possibilità – anzi all’auspicio – che nel percorso parlamentare e in futuro le risposte vengano estese e migliorato, ma con altrettanta chiarezza ha difeso il fatto che si tratta di un intervento che segna una pietra miliare, rispetto ad un dibattito che prosegue da oltre un decennio. «Questo è un punto fisso, da cui non si torma indietro. Per troppo tempo non c’è stata risposta», ha ribadito. «Il limite Isee di 15mila euro», per esempio, per la ministra stessa è «basso»: «Penso che nell’iter parlamentare e in futuro si potrà fare di più», ha detto. E tuttavia «è una legge importante per partire. Non c’era niente prima. Non siamo arrivati, si lavora ancora».

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I capisaldi
Due sono i capisaldi del ddl. Le tutele differenziate, «in modo che possiamo riconoscere tutti i caregiver, sia chi ha un impegno molto importante in termini assistenziali sia quelli che hanno carico minore ma sono ugualmente caregiver» e il «partire» nel dare una risposta economica «da coloro che amano, curano e non vogliono essere sostituti e lo fanno H24». Le risposte più strutturate quindi riguarderanno, come da anticipazioni, i caregiver familiari conviventi che garantiscono un impegno assistenziale di 91 settimanali, pari a circa 13 ore al giorno.

«Abbiamo parlato di numeri perché abbiamo bisogno di fare calcoli per avere delle coperture certe», ha detto Locatelli. Nel corso degli ultimi dieci anni sono naufragate 31 proposte di legge: nessuna è arrivata all’approvazione finale. Non per mancanza di idee, ma perché non era stata individuata la copertura economica, non era stata individuata la platea di beneficiari, mancava un accordo nel punto di vista col mondo associativo». Questo ddl invece è frutto del lavoro di più di un anno di un «tavolo con più 50 soggetti coinvolti». Una proposta – prosegue la ministra – «che non è la migliore per ognuno di loro ma è la proposta con il punto di vista condiviso migliore per tutti».
Cosa prevede il ddl
Per quanto riguarda la tutela economica, ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali, viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente. I requisiti per la tutela economica sono tre: essere familiari conviventi con carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali, avere un Isee familiare non superiore a 15mila euro e un reddito non superiore a 3mila euro annui.
Per quanto riguarda le tutele non economiche, i caregiver familiari potranno:
- Partecipare alla valutazione multidimensionale, alla definizione del progetto di vita e del PAI
- Richiedere che il progetto di vita o PAI includa: sostituzione entro 24h in emergenze, supporto psicologico, visite e teleconsulti medici, accesso prioritario a interventi sanitari e programmazione tempestiva degli interventi.
- Accedere ai dati sanitari della persona assistita, anche se non sono parenti stretti (previo consenso)
- Avere riconosciute le competenze acquisite nella cura per la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, certificabili dagli organismi competenti e dalle normative regionali di riferimento, per favorire il reinserimento lavorativo.
- Modificare l’orario di lavoro (part time) per attività di cura e di utilizzare il lavoro agile.
- Ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro
- Azionare la tutela antidiscriminatoria per condotte discriminatorie subite in ragione dell’attività prestata.
- Se giovane caregiver, richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura; essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie; vedere riconosciuta l’esperienza di cura come credito formativo e nei percorsi di formazione scuola-lavoro
- In caso di minore con disabilità, entrambi i genitori possono essere caregiver anche se non convivono.
Oggi mettiamo un punto fermo, dal quale non si torna più indietro, dal quale poter proseguire e migliorare da qui e per il futuro proposte e misure
Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità
Le risorse
La legge di bilancio per il 2026-2028 stanzia 257 milioni di euro annui da ripartire tra gli aventi diritto nella platea individuata, a partire dal 2027. Le risorse per il 2026 – che sono pari a 1,15 milioni di euro, già oggetto di aspra polemica – servono a costruire la piattaforma Inps in tempi paralleli a quelli dei lavori parlamentari.
La piattaforma dovrebbe essere pronta a settembre 2026, in modo che nel 2027 si possa subito procedere con l’erogazione del contributo. La tutela economica sarà erogata da Inps a tutti i caregiver iscritti alla piattaforma, che avranno i requisiti richiesti.
«Spero che l’iter parlamentare possa essere snello, abbiamo chiesto la procedura di urgenza e faremo il massimo. Sono certa che, grazie ai deputati e senatori che avranno voglia di contribuire in maniera costruttiva al testo, potremo ulteriormente migliorarlo», ha concluso la ministra.
Falabella (Fish): «Il riconoscimento del caregiver familiare non può limitarsi a una dichiarazione di principio»
«Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali», dichiara il presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità – Fish, Vincenzo Falabella. «Il tema dei caregiver familiari rappresenta una questione di grande rilevanza sociale e richiede un’attenzione adeguata e responsabile. Con l’approvazione del testo in Consiglio dei Ministri, si apre ora una fase fondamentale di confronto e discussione parlamentare. In questo percorso, la Fish intende contribuire in maniera attiva e costruttiva al miglioramento del provvedimento, affinché esso risulti realmente rispondente ai bisogni delle famiglie e di tutte quelle persone che, spesso loro malgrado, si trovano a svolgere un ruolo di cura essenziale e altamente impegnativo».
L’auspicio è che il Parlamento sappia cogliere questa occasione per approvare una normativa giusta, inclusiva e realmente capace di incidere sulla vita delle famiglie
Vincenzo Falabella, presidente Fish
Falabella mette l’accento sul fatto che «il riconoscimento del caregiver familiare non può limitarsi a una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in tutele concrete, sostegni adeguati e strumenti efficaci capaci di garantire dignità, diritti e qualità della vita sia alle persone assistite sia a chi se ne prende cura quotidianamente. L’auspicio è che il Parlamento sappia cogliere questa occasione per approvare una normativa giusta, inclusiva e realmente capace di incidere sulla vita delle famiglie». La Fish ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, «affinché il percorso legislativo porti a un risultato all’altezza delle aspettative e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
Speziale (Anffas): «Previdenza e risorse, auspichiamo migliorie nell’iter parlamentare»
«Ottima la notizia che il Consiglio dei Ministri abbia approvato la proposta di legge sul riconoscimento e sostegno alla figura del caregiver familiare. Questo, unitamente al fatto che in legge di bilancio è stato appostato una prima dotazione da ben sperare che, finalmente, questa importante legge possa vedere la luce», afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas.
Rimane da definire tutto l’aspetto previdenziale che è imprescindibile. Anche le soglie attualmente previste andrebbero meglio precisate.
Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas
«Allo stesso tempo l’auspicio è che nel corso dell’iter parlamentare si possa registrare una conferenza trasversale, apportando migliorie. Rimane infatti da definire tutto l’aspetto previdenziale che è imprescindibile per dare risposte anche a questo fondamentale aspetto. Anche le soglie attualmente previste, a mio avviso andrebbero meglio precisate. Rimane infine il tema di implementare, nelle successive annualità le risorse che, se dovessero rimanere quelle attuali, non consentirebbero di dare risposte adeguate ad una più ampia platea di beneficiari rispetto a quelli oggi ipotizzati, anche dal punto di vista economico».
In apertura, la ministra Alessandra Locatelli: foto di Roberto Monaldo / LaPresse
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