Fra profit e non profit

Carta etica spegne 20 candeline: festa per 1.600

Tanti sono stati i progetti sostenuti da Unicredit col Fondo Carta etica, con 45 milioni erogati dal 2005. Nella Torre della banca a Milano, tante testimonianze di come la devoluzione del 2x1000 sugli acquisti di ogni cliente possa aiutare realtà sociali impegnate in diversi campi. Secondo Paolo Venturi (Aiccon), lo strumento «non ha solo sostenuto progettualità sociali nel corso degli anni, ma ha generato impatto sociale, potenziando le comunità e rafforzando il tessuto relazionale che le rende più resilienti e innovative»

di Giampaolo Cerri

La competitività oggi non si misura solo in termini economici, ma è profondamente legata al capitale sociale: alle relazioni, alla fiducia, alla capacità di generare legami significativi»: a ricordarlo, stamane a Milano, è stato un economista come Paolo Venturi, direttore di Aiccon Research. Lo ha fatto nel cuore della torre più bella del capoluogo lombardo ma anche quella più finanziariamente importante della città, essendo la sede di Unicredit. Qui il gruppo bancario celebrava i venti anni del Fondo Carta etica, un’iniziativa che nel 2005 era certamente pionieristica e che ha permesso il sostegno a tantissimi progetti, 1.600, con oltre 45 milioni di euro erogati.  Un’asserzione che lo studioso, allievo di Stefano Zamagni, ha appunto contestualizzato così: «La Carta etica non ha solo sostenuto progettualità sociali nel corso degli anni, ma ha generato impatto sociale, potenziando le comunità e rafforzando il tessuto relazionale che le rende più resilienti e innovative».

Paolo Venturi, a destra, con Remo Taricani, deputy head Italy di Unicredit

Venturi era uno degli ospiti di un evento che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Terzo settore, delle istituzioni e della banca guidata da Andrea Orcel, per la quale, chiarisce una nota, «è stato l’occasione per mettere al centro il valore della progettualità sociale come leva per costruire comunità più coese e inclusive».

Le testimonianze che sono seguite hanno documentato come la longevità positiva di Carta etica, il suo successo, parola che si può spendere senza troppi dubbi, risieda proprio nella capacità di sostenere nel tempo iniziative solide, generative e radicate nei territori.

Il portavoce del Forum e il direttore della Caritas

In un momento di riflessione sul tema  delle alleanze tra istituzioni, Terzo settore e imprese, il neoportavoce del Forum Terzo settore, Giancarlo Moretti, ha ricordato come  lo stesso Terzo pilastro sia «un’antenna sui territori che individua i bisogni delle persone e delle comunità e sa quali sono le migliori risposte da offrire», ma anche come «nel perseguire una reale prospettiva di sviluppo, puntando sull’emancipazione dal bisogno piuttosto che su palliativi alle situazioni più gravi di marginalità, il Terzo settore non possa operare da solo. Molto spesso si costruiscono delle alleanze, sia con gli enti locali che con le imprese del territorio, ma c’è bisogno ora di un salto di qualità, nella stabilità delle relazioni e nella costruzione di obiettivi condivisi, per rendere queste esperienze di collaborazione dei patti stabili». A questo proposito, Moretti ha ricordato Cantieri ViceVersa, una ben rodata iniziativa in cui il Forum (insieme ai “cugini” del Forum della Finanza sostenibile) crea opportunità di dialogo, confronto e riflessione fra Terzo settore e mondi bancari e assicurativi.

Giancarlo Moretti, portavoce Forum del Terzo settore

Fra Pepe e Semi di bene

Del progetto Pepe – Promuovere Engagement di comunità contro la Povertà Educativa di Caritas Italiana, nato nel 2023 dalla collaborazione con Unicredit per contrastare la povertà educativa e favorire l’inclusione dei giovani attraverso reti territoriali diffuse, ha parlato il direttore della stessa Caritas, don Marco Pagniello: «Il progetto», ha spiegato, «tra i suoi obiettivi quello di dimostrare che il contrasto alla povertà educativa è un investimento sociale, oltre che un’opportunità per costruire una società più giusta. Nel lungo termine, il progetto punta a diventare una buona prassi da proporre anche per favorire politiche pubbliche orientate alla creazione di comunità educanti».

In un secondo panel, altre esperienze sostenute dal Fondo Carta etica negli anni. Come Semi di Bene di Csv Net, la rete dei centri servizio per il volontariato italiani (c’era la presidente Chiara Tommasini, foto sopra, ndr), iniziativa nazionale nata per stimolare progettazione e raccolta fondi attraverso la piattaforma ilMioDono.it.  O come Chicchiamo in Corso, della forlivese Cavarei impegnata nel creare opportunità di formazione e lavoro per persone con disabilità, sensibilizzando anche la cittadinanza al valore della diversità.

O, ancora, come Cotti in Fragranza e la Fattoria Didattica Sant’Onofrio, realizzati dalla Cooperativa Sociale Rigenerazioni insieme alla Fondazione Don Calabria: a Palermo e a Casal di Principe (Na) offrono percorsi di reinserimento e formazione per giovani con esperienza di carcere minorili.

Chiara Tommasini, preidente Csv Net

Struggente poi Il Paese Ritrovato, progetto de La Meridiana, cooperativa sociale di Monza, che ha costruito «il primo villaggio in Italia dedicato alla cura di persone con forme di demenza e affette dalla sindrome di Alzheimer», mentre Apogeo, ente di Terzo settore napoletano, con l’Audio Visual Hub offre opportunità di formazione e inserimento lavorativo per i Neet partenopei, avviandoli alla professione di tecnico audio-video cinematografico.

Il 2×1000 che funziona

Tutte realtà sostenute da un meccanismo semplice, quello alla base di Carta etica: per ogni spesa effettuata Unicredit destina il 2 per mille dell’importo al Fondo, senza alcun costo per i titolari. «Si tratta di un modello unico nel panorama bancario italiano», dicono fieri nella torre meneghina, «che rende la solidarietà parte integrante della relazione tra banca e comunità. Le risorse, gestite dal Comitato di Solidarietà Unicredit, sono interamente dedicate a progetti di utilità sociale promossi da enti e organizzazioni del Terzo settore, selezionati in base alla loro capacità di rispondere ai bisogni concreti delle comunità e di generare un impatto duraturo».

Anche il bilancio 2024 è lusinghiero: 80 organizzazioni hanno ricevuto 1,6 milioni di euro per progetti locali. «A questi interventi», fanno sapere da Unicredit, «si aggiungono iniziative come Pay for Success e quelle promosse dalle fondazioni azioniste (come Fondazione Crt, Fondazione Modena, Fondazione Perugia, ndr) – e da UniGens, che ampliano la rete di solidarietà del Gruppo. Anche le campagne nazionali 1 voto, 200.000 aiuti concreti e Dono di Squadra, realizzate tramite la piattaforma ilMioDono.it, restano un punto di riferimento per la partecipazione collettiva, premiando, lo scorso anno, oltre 150 progetti in tutta Italia e coinvolgendo colleghi, clienti e cittadini in un gesto condiviso di responsabilità sociale».

In ottobre, grazie a una donazione del Fondo Carta etica, la Fondazione Ant ha potuto dotarsi di un nuovo ecografo. Nella foto, da destra, Raffaella Pannuti, presidente Ant, una volontaria, e Remo Burchi , responsabile Region Centro Nord di Unicredit

In occasione dei vent’anni del Fondo Carta etica, per l’edizione speciale dell’iniziativa 1 voto, 200.000 aiuti concreti, Unicredit incrementerà il plafond messo a disposizione.

È giustamente soddisfatto Remo Taricani, deputy head Italy di Unicredit:  «Carta Etica è l’espressione concreta del nostro impegno verso le persone e i territori», ha sottolineato, «un progetto che accoglie e valorizza la diversità delle esperienze, dando voce alle piccole realtà locali e alle iniziative di respiro nazionale. La sua vera forza nasce dalla partecipazione condivisa: un ponte che unisce la banca, i cittadini e il Terzo settore in un percorso di solidarietà autentica e collettiva. Celebrare questi vent’anni significa riconoscere un traguardo importante, ma soprattutto rinnovare la nostra convinzione che il progresso economico e quello sociale debbano camminare insieme».

Nella foto in apertura, di Fabio Delfino/LaPresse, il grattacielo di Unicredit a Milano. Le foto interne all’articolo sono dell’ufficio stampa del gruppo bancario, salvo la foto di Giancarlo Moretti e di Chiara Tomassini, rispettivamente degli uffici stampa del Forum del Terzo settore e di quello di Csv Net.

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