Milano-Cortina 2026

Caso Heraskevych, Malynskyi difende l’omaggio ai caduti ucraini: «Una vera scelta di coraggio»

Ihor Malynskyi, presidente della sezione del Comitato Olimpico Nazionale Noc dell'Ucraina nella regione di Kyiv, difende Vladyslav Heraskevych: «Ha sacrificato le proprie ambizioni sportive in nome della memoria degli atleti caduti, dimostrando così che la vera forza di uno sportivo non risiede solo nelle vittorie, ma nella capacità di difendere la dignità e la vita umana. La sua scelta trasforma lo sport in un linguaggio di coscienza e di resistenza»

di Cristina Giudici

Per il suo omaggio alla memoria degli atleti uccisi in guerra, ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi invernali. Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, squalificato dal Comitato Olimpico Internazionale perché voleva competere con un casco che omaggiava 22 atleti uccisi in guerra, ha spiegato sui social media che ne valeva la pena. Dopo essere tornato a casa – nel Paese piegato dagli attacchi russi, i blackout energetici, il freddo- ha detto in un reel:  «Ora tutto il mondo ricorda la nostra tragedia. Stiamo combattendo non solo sul campo di battaglia. Non dobbiamo permettere che la propaganda russa si diffonda nello sport. Sono anche convinto che dobbiamo sostenere le famiglie dei caduti non solo con le parole». 

Ihor Malynskyi, presidente della sezione del Comitato Olimpico Nazionale Noc dell’Ucraina nella regione di Kyiv, ha detto a VITA: «Questo gesto è una vera misura di coraggio. Vladyslav Heraskevych ha sacrificato le proprie ambizioni sportive in nome della memoria degli atleti caduti, dimostrando così che la vera forza di uno sportivo non risiede solo nelle vittorie, ma nella capacità di difendere la dignità e la vita umana. La sua scelta trasforma lo sport in un linguaggio di coscienza e di resistenza». Allenatore emerito dell’Ucraina e docente, ha aggiunto: «L’onorificenza statale conferitagli dal presidente Volodymyr Zelensky è un riconoscimento per la sua forza d’animo che ispira il mondo perché il coraggio non significa sempre arrivare al traguardo, ma talvolta avere la forza di sapere fermarsi per valori più alti». Sulla decisione del Comitato Olimpico Internazionale di squalificare Vladyslav Heraskevych, l’ex allenatore di wrestilng e ora presidente della sezione olimpica nell’oblast di Kyiv, ha spiegato: «La decisione è stata presa nell’ambito delle regole vigenti stabilite dal Comitato Olimpico Internazionale, che richiedono neutralità durante le competizioni. Perciò è importante sottolineare che l’intenzione di Vladyslav Heraskevych non era politica né mirava a violare tali principi. Quello che è successo dimostra quanto sia complessa la partecipazione degli atleti provenienti da Paesi che vivono conflitti armati nello sport globale. L’Ucraina ha rispettato le regole internazionali e la tregua olimpica va intesa come un appello alla riduzione delle tensioni e alla salvaguardia della sicurezza degli atleti, non come uno strumento di valutazione o pressione politica».

Ma l’omaggio alla memoria degli atleti uccisi dai russi prosegue in altre forme. Ihor Malynskyi patrocina il progetto Athlètes Of Art che unisce arte, sport e memoria, nato dall’esperienza di Ukrainian Art in Italy: una piattaforma culturale impegnata a raccontare la guerra in Ucraina attraverso la creatività degli artisti e dei giovani talenti ucraini. Promosso dalle associazioni VitaworldI, in collaborazione con VitaukrI, Terre des Hommes Italia, il progetto artistico inserito nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 coinvolge studenti e artisti sia ucraini e sia italiani. «Le Olimpiadi a Milano sono un’occasione unica per riflettere sui valori olimpici attraverso lo sguardo degli artisti ucraini e italiani», afferma Natalia Siassina, curatrice dei progetti artistici di Vitaworld e Vitaukr. «La storia di Athlètes of Art inizia a settembre 2025, durante Fashion For Freedom – MFW25, quando Milano diventa palcoscenico di un dialogo intenso tra arte, moda e impegno civile. In quell’occasione vengono presentate le collezioni delle università e dei fashion college ucraini, insieme ai primi lavori di giovani designer emergenti che, nonostante la guerra, continuano a progettare il futuro», ci ha spiegato. 

Dipinto della mostra realizzato da Vita Vasiukevich del collettivo ArtBat di KharKIv

Tra loro, Olga Nikitenko, artista e designer del collettivo femminile ArtBat di Kharkiv, che ha realizzato cinque opere d’arte circolari per ritrarre atleti in movimento che appaiono come tracce luminose osservate attraverso un visore termico, uno strumento oggi tristemente legato al contesto bellico. «Il corpo umano si trasforma in energia, resistenza, ritmo vitale; il cerchio si afferma come simbolo universale di continuità e vita», spiega ancora Natalia Siassina. Il progetto coinvolge studenti sia fuggiti dalle zone occupate, come Mariupol sia provenienti da altre zone dell’Ucraina. Dopo la serata inaugurale allo Sheraton di Milano San Siro il 4 febbraio dove gli artisti hanno mostrato le loro opere, fra cui quella della campionessa paralimpica Oksana Masters nata in Ucraina nel 1989 con gravi malformazioni dovute alle radiazioni di Chernobyl (una leggenda dello sport paralimpico con 17 medaglie in 4 discipline differenti) ritratta da Luda Green, ora si va avanti con la collaborazione multimediale di un gruppo di studenti del liceo artistico di Brera e di diversi istituti ucraini come l’Università Nazionale di Kharkiv che ha portato alla realizzazione di un docu-film Occhi dell’Umanità. E si procede con le opere che coniugano arte, sport e memoria. La terza esposizione allestita presso al Centro Civico “Castelli” di Pieve Emanuele raccoglie le opere degli oltre 70 artisti partecipanti, incluse quelle realizzate durante il workshop del 27 gennaio a Bucha, guidato dall’artista e deputata Halyna Yerko, con la partecipazione di atleti e paratleti ucraini alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Nazionale Ucraino di Kyiv, Ihor Malynskyi che ha ricordato il gesto potente di Vladyslav Heraskevych. 

Per commemorare il quarto e nefasto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, saranno presentate le migliori collezioni create dagli studenti di oltre 140 scuole di moda ucraine, insieme ad alcune scuole italiane partner del progetto. Arte, sport e memoria:  Athlètes Of Art intreccia il linguaggio dell’arte con quello dello sport per affermare che i valori olimpici – pace, rispetto, dignità e lealtà – non possono essere separati dalla memoria e dalla responsabilità civile. Ihor Malynskyi ha detto su Athetes of Art: «Serve a raccontare al mondo la forza dello sport ucraino e la tragedia che il nostro Paese sta vivendo. In un momento così significativo a livello internazionale, la sua presentazione in Italia assume un valore simbolico e morale particolarmente importante. Crediamo che lo sport non sia soltanto competizione e risultati, ma anche responsabilità, memoria e testimonianza dei valori universali di dignità, libertà e pace. Questo progetto dimostra che gli atleti ucraini sono ambasciatori non solo di eccellenza sportiva, ma anche di coscienza, resilienza e speranza». E infatti Athlètes Of Art,  dopo la squalifica Vladyslav Heraskevych,  è stato simbolicamente dedicato all’eroe, artista e atleta ucraino e pittore Artem Azarov ucciso al fronte il 5 marzo 2022. 

Nella foto di apertura l’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych tiene in mano il suo casco protettivo mentre si trova fuori dal centro di slittino alle Olimpiadi invernali del 2026, a Cortina d’Ampezzo, in Italia, giovedì 12 febbraio 2026. (AP Photo/Alessandra Tarantino)/LaPresse

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