Anteprima magazine
Come ribaltare il destino di un Paese sempre più disuguale
I redditi da lavoro pesano sempre meno della ricchezza frutto di patrimoni o di eredità. Un circolo vizioso che limita la capacità produttiva e innovativa. Un circolo vizioso che però non è determinato da fattori esterni, ma il risultato di scelte politiche ed economiche. Come uscirne? Le vie possibili nel servizio di copertina del numero di VITA magazine di febbraio in distribuzione
di Redazione
L’Italia è un Paese sempre più disuguale. Aumentano i ricchi e contemporaneamente aumentano i poveri. Il che significa un tasso di concentrazione della ricchezza come mai nella storia. Oggi il 10% più ricco delle famiglie italiane possiede oltre otto volte la ricchezza detenuta dalla metà più povera dei nuclei familiari del Paese. Una distanza che non è mai stata così larga, come certificano le infografiche di Matteo Riva che accompagnano il primo capitolo del servizio di copertina del numero di VITA magazine di febbraio, in distribuzione in questi giorni, intitolato “Sempre più ricchi e sempre più poveri? Come ribaltare il destino di un Paese sempre più disuguale”.
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Nel primo capitolo (“Le fratture delle città disuguali”), dopo l’introduzione a firma del direttore di VITA Stefano Arduini in dialogo con lo storico dell’economia Giacomo Gabbuti, curatore del libro “Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze” (Editori Laterza”) e con l’economista Salvatore Morelli, si apre una finestra in presa diretta dalle quattro maggiori città italiane: Roma (reportage firmato da Chiara Ludovisi), Milano (Francesco Crippa), Napoli (Anna Spena) e Torino (Daria Capitani). Quattro inchieste che raccontano da dentro e senza retorica come si vive in comunità sempre più divise e come i soggetti sociali stanno provando a ricucire queste ferite.
Il secondo capitolo (“Alle radici delle disuguaglianze”) accende un faro su quali sono i meccanismi sociali ed economici che generano ed alimentano le disuguaglianze. La sociologa Ota De Leonardis inaugura la sezione ragionando sulle connessioni tra disuguaglianze e neoliberismo. Con lei intervengono il professore di Geografia economica alla London School of Economics Andrés Rodriguez-Pose (Disuguaglianze e crisi democratica), Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza (Disuguaglianze e clima), Lella Palladino e Silvia Vaccaro (Disuguaglianze e genere), l’epidemiologo Richard Wilkinson (Disuguaglianze e salute), Simone Cerlini (Disuguaglianze e lavoro), Vanessa Roghi e Chiara Volpato (Disuguaglianze e scuola). Il capitolo si chiude con un’interessantissima analisi di Cerlini su come le disuguaglianze modifichino le forme di vita e il modo di pensare delle persone.
“Disuguaglianze, come uscire dal vortice” è infine il titolo del terzo capitolo. Le “ricette” sono firmate dal sociologo Mike Savage, la sociologa Chiara Saraceno, l’economista Azzurra Rinaldi, i presidenti di Legacoop e Confcooperative Simone Gamberini e Maurizio Gardini, l’economista Salvatore Morelli, il presidente di Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio e lo scienziato della politica Maurizio Ferrera. Il capitolo si chiude con una tavola rotonda sulla funzione del Terzo settore come ricucitore di disuguaglianze a cui hanno preso parte i sociologi Michele Sorice e Andrea Volterrani e il ricercatore Mattia Zunino. Tutti e tre docenti della scuola di formazione per i quadri del Terzo settore Fqts.

La chiosa finale è del presidente della Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo, Andrea Giuseppe Tiberti, con un pezzo titolato “Mutuo soccorso, la polizza contro le disuguaglianze”.
Nelle 128 pagine del magazine, oltre al servizio di copertina, trovate tanti altri contenuti, fra cui la nuova rubrica sui libri di Eraldo Affinati e il grande ritorno sulle pagine di VITA di Gavino Sanna. Nella sezione Communitas potete leggere anche un’anticipazione dell’undicesima edizione dell’Italy Giving Report, il consueto rapporto sulle donazioni degli italiani che quest’anno per la prima volta le abbonate e gli abbonati possono leggere in versione Focus Book digitale.
Cover di Lavinia Fagiuoli
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