Comitato editoriale Intersos

Trame di vita: l’uncinetto come cura, nel segno dello stilista Valentino

Dal centro Safespace che l'ong ha aperto a Torrespaccata, Roma, alle sale della mostra "Venus": la storia delle donne che, intrecciando fili e speranze, hanno dato forma alla monumentale Valchiria di Joana Vasconcelos. Un viaggio collettivo dove l'uncinetto si trasforma in uno strumento di dignità, bellezza e riscatto

di Redazione

All’inizio erano solo piccoli lavoretti all’uncinetto. Poi, mano a mano che il risultato finale prendeva forma alla semplice curiosità sono subentrati lo stupore e l’orgoglio di partecipare alla realizzazione di un’opera d’arte collettiva. Alcune ospiti del safespace Intersos24 che l’ong ha aperto nel quartiere Torrespaccata a Roma (un centro protetto dedicato a donne, ragazze e bambini in situazioni di vulnerabilità) hanno contribuito alla fabbricazione artistica della Valchiria Venus, la monumentale opera che dà il nome alla mostra di Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e Joana Vasconcelos che mette in dialogo 33 capi dello stilista con 12 opera dell’artista portoghese. Un’opera sociale, che trasforma la creatività artistica in impulso di riscoperta per identitaria, riscatto e vitalità sociale per le fasce più fragili della città.

La Valchiria è esposta al centro della mostra Venus – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos, aperta al pubblico nello spazio PM23 di Roma il 18 gennaio scorso, un giorno prima della scomparsa del celebre stilista. L’opera, pensata come “estensione” artistica di alcuni abiti iconici di Valentino, è stata veicolo di un progetto sociale e corale che ha coinvolto oltre 200 partecipanti di ogni età in tutta Roma, che in un totale di 756 ore di laboratorio hanno realizzato più di 200 chilogrammi di moduli di stoffa lavorata all’uncinetto, che poi Vasconcelos ha messo insieme, trasformando il gesto manuale in cura, creatività e coesione sociale, dando forma e voce all’opera.

«L’idea di partecipare ci è piaciuta tantissimo, perché per la prima volta veniva proposta una cosa diversa dal solito», spiega Luisa Silvestri, l’operatrice di Intersos che ha seguito le donne ospiti del safespace di Torrespaccata che hanno partecipato al progetto. Non è stato un semplice corso, ma un’occasione in cui queste donne hanno potuto essere «centro, partecipanti attive, realizzatrici e agenti nella realizzazione di un’opera d’arte». L’acquisizione di consapevolezza del proprio ruolo e del valore artistico del proprio lavoro è andata di pari passo con il lavoro di ricombinazione dei vari pezzi di stoffa da parte di Vasconcelos. «Quando mostravamo step by step i video dell’assemblaggio pian piano si è creata la consapevolezza di star prendendo parte a qualcosa di molto più grande e collettivamente forte», ribadisce Silvestri. Per una delle partecipanti, vedere il risultato finale è stata un’esperienza «emozionante», per un’altra ancora «una cosa da far venire la pelle d’oca». Per tutte, un progetto unico di partecipazione, riconoscimento e condivisione.

Oltre a Intersos, al progetto hanno partecipato altri otto partner sociali e sanitari. Hanno ospitato nelle loro sedi dei laboratori di uncinetto rivolti a pazienti, famiglie, detenute e comunità la Casa circondariale femminile di Rebibbia con Fondazione Severino; l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, con i centri di Gianicolo, Palidoro e Hospice Pediatrico di Passoscuro; l’hospice Gemelli medical Ccenter; e Differenza donna, associazione impegnata nell’empowerment femminile e nella lotta contro la violenza di genere.

Un progetto umano e artistico di “intelligenza artigianale” raccontato nel documentario Trame #73 di Daniele Luchetti, regista e direttore artistico del corso di Regia al Centro sperimentale di cinematografia. Il video, esposto in mostra, presenta le testimonianze di studenti, detenute, insegnanti di uncinetto, artigiane e anche dell’artista stessa, spaziando dal valore del fare insieme a quello della bellezza come veicolo di trasformazione, dalla creatività come strumento di cura ed empowerment all’importanza della trasmissione dei saperi.

La mostra termina il 31 maggio.

In apertura: una sala della mostra (FVG Services/Soqquadro via Intersos)

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