Aree interne, l'Italia da scoprire
Con telefono, relazione e allenamento, la montagna friulana si prende cura dei suoi anziani soli
In Carnia, zona montana del Friuli, la cooperativa Cramars ha avviato il progetto "Silver in Alps", grazie al quale più di 60 persone over75 hanno partecipato a un'attività di contrasto e prevenzione del declino cognitivo, attraverso chiamate a cadenza settimanale con un'operatrice che sottoponeva loro le domande di una piattaforma dedicata
Sono molti, in Italia, gli anziani che vivono sostanzialmente soli. E quando manca lo stimolo della relazione, il decadimento cognitivo rischia di colpire maggiormente. Se l’isolamento è sempre un pericolo, per i pensionati che vivono nelle aree interne lo è ancora di più, per la carenza di occasioni di socializzazione. Per questo motivo, la cooperativa Cramars di Tolmezzo, in provincia di Udine, ha messo a punto un progetto dal titolo “Silver in Alps” per sostenere gli anziani della Carnia, zona montana del Friuli, allenando le loro competenze cognitive a distanza, grazie a una piattaforma di training e delle telefonate a orari fissi.
«Il territorio montano è particolarmente frammentato e allenta ancora di più le relazioni di chi è avanti con gli anni, soprattutto se ha difficoltà a muoversi, e questo influisce sul declino cognitivo», spiega Stefania Marcoccio, presidente di Cramars. «Per aiutare gli anziani a mantenere le loro capacità, abbiamo deciso di utilizzare la piattaforma di allenamento Calliope di Optimens, facendoli contattare al telefono a cadenza settimanale da un’operatrice». Il senso di telefonare invece di fornire solamente l’utilizzo della piattaforma è duplice. Innanzitutto, una soluzione di questo tipo permette di raggiungere anche quelle persone che fanno più fatica a gestire la tecnologia; in secondo luogo, avere un contatto con un’operatrice – sempre la stessa – crea una relazione, un rapporto umano, che va al di là del semplice training. «Volevamo superare il digital divide», commenta Marcoccio, «non volevamo lasciare gli anziani soli». Per creare un rapporto con le persone coinvolte, c’è stata grande attenzione anche alla lingua utilizzata: chi ha un’età più avanzata, in Carnia, spesso fatica a parlare italiano, preferendo di gran lunga la variante locale del friulano. Le operatrici, dunque, si rivolgevano agli anziani usando, dove possibile, questo idioma e facendo un lavoro di mediazione per le domande previste solo in italiano.
Una grande partecipazione
La partecipazione all’iniziativa è stata massiccia. Per la sperimentazione erano previsti 30 beneficiari, ma, grazie a un lavoro di rete sul territorio, ad aderire sono stati 65 uomini e donne over75, da nove Comuni della Carnia, Amaro, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Comeglians, Ovaro, Preone, Ravascletto, Prato Carnico, Socchieve. La cooperativa ha lavorato di concerto con le amministrazioni, ma anche coi servizi e con le associazioni locali e alla comunità di Montagna della Carnia (ente pubblico che riunisce i diversi Comuni della zona), per fare arrivare la notizia di questa possibilità a più persone possibile. «Prima di tutto abbiamo fatto degli incontri in cui abbiamo presentato il tema del declino cognitivo», dice la presidente, «perché attorno a questo argomento c’è ancora un po’ di stigma. Quando si parla di salute è più semplice raccomandare di camminare o di stare all’aperto. Se si chiede agli anziani qual è la loro maggior paura, però, rispondono che è perdere la memoria».
Miglioramenti evidenti, nell’umore e nella memoria
Ed è proprio il campo della memoria quello in cui il campione di persone che hanno partecipato al progetto hanno avuto il miglioramento più evidente. L’82% degli anziani coinvolti, infatti, ha ottenuto punteggi più alti nel test finale rispetto a quello iniziale; tra le due misurazioni, dieci appuntamenti di allenamento. «Peggiore era la situazione di partenza, maggiore è stato il miglioramento», commenta Marcoccio. «C’è stata una ricaduta positiva anche sull’auto-percezione: tutti si sono sentiti più sicuri e con un umore migliore, anche grazie all’aspetto relazionale, con l’operatrice. Il valore dell’iniziativa risiede nel fatto che non ci siamo concentrati solo sull’aspetto tecnico e tecnologico, ma anche sulla rete di rapporti e sul dialogo».
Questo è il punto importante per arrivare a una replicabilità dell’iniziativa. «Stiamo cercando di creare attenzione su questo», conclude la presidente. «Possiamo diffondere la piattaforma, ma senza il lavoro sulla comunità l’importanza di questo intervento andrebbe perduta».
Foto in apertura da Pixabay
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