Libri
Cooperazione, dalla comunità al Governo una storia di crescita condivisa
Cooperazione, spirito riformista, riforma del Terzo settore, selezione delle classi dirigenti, questi i temi sul tavolo emersi nel corso della presentazione ufficiale di "Il ministro con la falce - Storia di un impegno tra cooperazione e competizione", testo di Giuliano Poletti, edito da Rubbettino
di Alessio Nisi
«Sono figlio di un contadino, nato nella bassa Romagna. Per 20 anni ho fatto il contadino, davvero, insieme a mio padre. La falce? Il nostro strumento». Per 8 anni è stato segretario «della federazione del partito comunista di Imola. La falce? Un pezzo della mia vita». Non solo. È stato presidente di Legacoop. «Le cooperative? Il tentativo importante di costruire la democrazia nell’economia».
E non ultimo, dal 22 febbraio 2014 al 1° giugno 2018 è stato ministro del Lavoro e delle politiche sociali prima nel governo Renzi, e poi nel governo Gentiloni. Ha messo la firma al Jobs act, alla legge per il lavoro autonomo non imprenditoriale e il lavoro agile, alla riforma del Terzo settore e del servizio civile.
Perito agrario, classe 1951, Giuliano Poletti ripercorre 50 anni di trasformazioni sociali, politiche ed economiche, portando con sé un’idea semplice e radicale: si cresce solo insieme. Racconti familiari, scelte difficili, cooperazione, militanza e istituzioni sono le tracce di “Il ministro con la falce – Storia di un impegno tra cooperazione e competizione”, libro scritto a quattro mani con Niccolò Guicciardini, edito da Rubbettino.
La selezione delle classi dirigenti
Nel tracciare il percorso di Poletti, il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, si ferma sul come si selezionano le classi dirigenti. «Questo libro racconta come si faceva crescere le persone mettendole nelle condizioni di scalare l’ascensore sociale della rappresentanza. A oggi, credo bloccata. Una riflessione molto attuale. Legacoop un potere forte?», riflette, «nella dimensione in cui rappresenta quasi 8 e mezzo milioni di soci e 10 mila imprese, per un valore di produzione di 90 miliardi di euro, con 1 milione di lavoratori spesso anche soci. Una delle infrastrutture sociali ed economiche del Paese», con un valore aggiunto che si produce sulle comunità «ancora poco riconosciuto». Noi, aggiunge, «rappresentiamo un modello di impresa diverso, che compete sul mercato, per cambiare il mercato stesso».
Dalla comunità al Governo
Dalla selezione delle classi dirigenti alla «spinta riformista» di quegli amministratori (anche dei comuni) «una cultura che poi è entrata anche nell’esperienza di Governo di Poletti» e che emerge nel libro. «Il Giuliano cooperatore? Un’esperienza ventennale, con al centro la cooperazione, che vive se sa costruire relazioni con le società e le persone», sottolinea ancora Gamberini.
Il jobs act e la riforma del Terzo settore
Una storia del riformismo emiliano-romagnolo, sintetizza Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio e commissario europeo, «una bella storia, brillante e interessante in cui Giuliano racconta il passaggio da quella fase, da quella storia, da quei partiti, alla riforma del jobs act, descritta come una riforma di destra che ha indebolito il mondo del lavoro, con grande sobrietà».
Questo, aggiunge Gentiloni, perché la biografia di Poletti con il mondo del lavoro, cooperativo e dell’economia sociale «è coerente con le intenzioni riformatrici di quella legge e di quei governi», così come «la riforma del Terzo settore e il reddito di inclusione».
In apertura e nel testo foto e video di Alessio Nisi
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