L'arcivescovo di Palermo

Corrado Lorefice: «Scelte disumane e propaganda, così sono morti i mille migranti nel Mediterraneo»

Il messaggio inviato a "Mediterranea saving humans": «Italia e Ue sanno solo legiferare contenimento e abbandono, criminalizzando quelli che prendono il largo come "pescatori di uomini di donne" in balia delle onde». L'invito a identificare tutti i corpi: «È un dovere da adempire con la cenere in testa»

di Redazione

I circa mille migranti morti nel Mediterraneo durante le tempeste causate dal ciclone Harry sono «l’ennesimo frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono». Per questo, i loro corpi restituiti dal mare sono sono una chiara denuncia di chi per mera propaganda populista rivendica il risultato della riduzione degli sbarchi». È un duro sfogo quello dell’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, nel suo messaggio inviato a Mediterranea saving humans ieri, 22 febbraio, giorno in cui nel porto di Trapani si sono commemorate le persone che hanno perso la vita durante percorsi di immigrazione.

«Abbiamo negato loro il diritto a una vita dignitosa, alla mobilità, alla libertà. Non li abbiamo accolti. Non siamo andati a cercarli sulla rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo ora il dovere», ha ammonito Lorefice «di porre in essere le procedure necessarie per l’identificazione dei corpi riaffiorati e di dare certa e degna sepoltura alle vittime. Non possiamo disattendere la richiesta dei familiari che, dilaniati dalla sofferenza, cercano i propri cari». Un compito da adempire «con la cenere in testa».

L’attacco politico dell’arcivescovo è forte. «Le martoriate acque del Mare Nostro sono ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche – di ieri e di oggi – colpevolmente dimentiche dei diritti inalienabili dell’essere umano, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni sul soccorso» e che colpevolizzano come criminali «prendono il largo come “pescatori di uomini di donne” in balia delle onde».

È davanti a questa strumentalizzazione che Lorefice invita a reagire: «Non come esponenti di un partito o tifosi di una squadra, ma come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell’umano. È l’umanità a essere in gioco simbolicamente nel Mediterraneo, quell’umanità che pare progressivamente sparire dall’orizzonte della politica contemporanea, dominata dalle derive nazionalistiche, dalla competizione spietata, dalla guerra ai poveri e ai migranti, dal rifiuto dell’altro. Sembrano essere questi oggi i principi dell’azione politica, esibiti senza vergogna, sbandierati come valori. Non cessiamo di dare voce, con il nostro impegno concreto e operoso, a quanti nel Mediterraneo continuano a trovare morte piuttosto che vita. Diamo forma ai loro sogni».

In apertura: Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo (Alberto LoBianco/Lapresse)

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