Filantropia
Cosmogonia, a Firenze un’esperienza immersiva che conduce alle origini dell’universo
La Andrea Bocelli Foundation propone dal 13 al 16 dicembre una innovativa mostra nella Sala della musica del Complesso di San Firenze, a cura dell’associazione Start Attitude e di Gian Guido Grassi; le opere sono degli artisti 108, Moneyless e Muz. I ragazzi di Abf Globalab hanno partecipato a un workshop, inserito come percorso di avvicinamento al mondo dell’arte
di Redazione
Si chiama Cosmogonia il nuovo progetto artistico promosso da Andrea Bocelli Foundation con il programma Abf Globalab e destinato a sfociare in una mostra allestita nella Sala della musica del Complesso di San Firenze, dal 13 al 16 dicembre. Il percorso, firmato dall’associazione lucchese Start Attitude e curato da Gian Guido Grassi, è un’esperienza immersiva totalizzante grazie alle opere degli artisti 108, Moneyless e Muz, che si allacciano con le musiche di Demetrio Cecchittelli. All’esposizione è legato anche il worskshop che si è tenuto con le ragazze e i ragazzi di Abf Globalab e inserito come percorso di avvicinamento al mondo dell’arte.

È uno spazio fluido in condizione di metamorfosi costante. Le dimensioni del presente e del passato che dialogano fino a compenetrarsi. Materiali contemporanei che si fondono con quelli, nobili, della tradizione. Come una danza che segue cadenze ancestrali e nuove, riflettendo sulle origini dell’universo. Non a caso, Cosmogonia è un termine che deriva dalla composizione delle parole greche “universo” e “generazione”.
All’interno dell’Oratorio la mostra segue uno sviluppo verticale, ponendo subito lo spettatore in rapporto con il cielo e le stelle e, dunque, con una dimensione spirituale in sintonia con l’architettura della chiesa, valorizzando ulteriormente uno spazio già iconico come quello di San Firenze. Le musiche scandiscono il tempo della nuova generazione alla quale si assiste. Anche la scelta del periodo dell’esposizione è coerente rispetto a questa logica: tra dicembre e gennaio si consuma il solstizio d’inverno e sorge il nuovo anno, quello che i Romani celebravano con la festa del Sol Invictus, e che coincide, non a caso, con il nostro Natale.
«La mostra compie al suo interno un rito ciclico e generativo che aggancia in un’unica ecumene tutta l’umanità», spiega il curatore Grassi. «Si tratta di un’esperienza che segna un rapporto tra terra e cielo immediato, un’opera d’arte totale in cui architettura, spazio, scultura, pittura e musica si fondono insieme».

Sul pavimento dell’Oratorio, 108 trasforma la superficie in un paesaggio cosmico. La sua installazione “Prima del ritorno del sole” è composta da due campi di colore bianco e nero (grazie all’utilizzo di marmo di Carrara e basalto) che dialogano come poli complementari, simbolo di un equilibrio in costante trasformazione. Sulle pareti, Muz costruisce una nuova architettura dentro l’architettura. Con “Geometrie morali” inserisce cinque gruppi di sagome lignee nelle nicchie barocche, ridefinendo lo spazio con un linguaggio essenziale e calibrato. L’opera di Moneyless introduce un magnetismo nuovo nel cuore dell’Oratorio: una grande figura circolare, intreccio ipnotico di linee bianche su fondo nero, che domina la sala come un portale simbolico. È un varco concettuale che invita a oltrepassare la soglia tra il visibile e l’invisibile. Intorno, il paesaggio sonoro di Demetrio Cecchitelli accompagna il percorso come se fosse il respiro invisibile dell’universo, fondendo la luce e la pietra circostanti in una dimensione immersiva e sinestetica.
Un vernissage con musica live inaugurerà la mostra il prossimo 12 dicembre, dalle 19 alle 22. Per partecipare occorre registrarsi. Dal 13 al 16 dicembre accesso dalle 14:30 alle 19:30, con ingresso gratuito.

Attivo in Italia dal 2021, Abf Globalab accompagna ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni nello sviluppo delle competenze socio-emotive e trasversali, fondamentali per affrontare con consapevolezza il percorso scolastico e professionale, orientarsi nel mondo del lavoro e costruire il proprio progetto di vita. Il programma promuove la cittadinanza attiva e si fonda su metodologie innovative ed esperienziali – learning by doing, peer education, cooperative learning, design thinking – secondo un approccio partecipativo e inclusivo che valorizza la voce e il protagonismo dei giovani.
«Abf Globalab è anche un polo culturale attivo, dove formazione ed espressione si intrecciano», sottolinea Laura Biancalani, direttore generale di Abf. «Laboratori, mentoring, workshop, eventi, viaggi esperienza e masterclass musicali diventano strumenti per sviluppare competenze trasversali, esplorare talenti e sperimentare la cultura come occasione di crescita. I linguaggi del digitale, dell’arte e della musica guidano questo processo, dando forma a un ambiente dove l’educazione si fa esperienza e la cultura diventa pratica quotidiana. Abf Globalab è un luogo dove la cultura diventa esperienza, dove chi partecipa cambia e fa cambiare ciò che lo circonda. Le ragazze e i ragazzi si trasformano, e con loro si trasforma anche il programma: ogni edizione cresce grazie alle loro proposte, competenze e visioni. È una trasformazione reciproca, che nasce dal fare insieme».

Credit: la foto d’apertura (Complesso di San Firenze) è del sito Fondazione Franco Zeffirelli; le foto delle opere sono di Abf
Nessuno ti regala niente, noi sì
Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.