Povertà educativa
Crescere in periferia: al via il “cantiere educativo” per trasformare la speranza in azione concreta
Da Torino a Catania, "Organizziamo la speranza" mette in campo 50 milioni di euro per costruire una rete di enti pubblici, privati e del Terzo settore per sviluppare progetti concreti di contrasto alla povertà educativa nelle zone più fragili e marginali di 15 città d'Italia. Il presidente di Con i Bambini, Marco Rossi Doria: «Non si tratta solo di un programma, ma di un metodo: ascolto dei territori, alleanze stabili, valutazione dell’impatto e visione di lungo periodo»
di Redazione
«In un tempo attraversato da disuguaglianze profonde e nuove fragilità, abbiamo il dovere di trasformare la speranza in un’azione concreta, strutturata e condivisa». Spiega così, Marco Rossi Doria, presidente di Fondazione Con i bambini, l’obiettivo di “Organizziamo la speranza“, iniziativa che punta a costruire una piattaforma diffusa sul territorio per sviluppare strategie di contrasto alla povertà educativa disegnate sui bisogni e sulle specificità di ciascun contesto». Farlo, ha aggiunto in sede di presentazione del progetto, «significa mettere in rete scuole, Terzo settore, istituzioni, università e realtà civiche per rafforzare le opportunità educative, soprattutto nei territori più vulnerabili».
Realizzata nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’iniziativa poggia su un investimento di 50 milioni di euro e coinvolgerà 367 organizzazioni distribuite in oltre 40 quartieri di 15 città (Bari, Bologna, Cagliari, Caivano, Catania, Firenze, Foggia, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino). Risorse tramite cui si punta a costruire una rete in grado di garantire una presenza concreta e riconoscibile nei contesti maggiormente esposti al rischio di marginalità e devianza.

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«Non si tratta solo di un programma, ma di un metodo: ascolto dei territori, alleanze stabili, corresponsabilità tra pubblico e privato sociale, valutazione dell’impatto e visione di lungo periodo», ha sottolineato Rossi Doria. Un invito a tutto il Paese a riconoscere nell’educazione una priorità nazionale, capace di generare coesione sociale, crescita e democrazia. «Organizzare la speranza significa non lasciare nessun bambino e nessun ragazzo indietro. Significa costruire comunità che si prendono cura, che innovano, che credono nel potenziale di ogni giovane. Un percorso che vogliamo ampio, partecipato e duraturo».
Dopo un anno di lavori a livello locale, l’11 febbraio a Roma si è tenuto l’incontro che ha dato ufficialmente il via all’iniziativa. «Un passaggio fondamentale», ha richiamato Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e Politiche sociali, «in cui prende forma l’approccio collaborativo e partecipativo alla base dell’iniziativa». È proprio questa, ha ribadito, la novità rappresentata da “Organizziamo la speranza”: «Non è un intervento calato dall’alto, bensì un percorso costruito insieme ai territori e a coloro che, quotidianamente, sono accanto ai nostri ragazzi».
Si vuole formare, così, un grande “cantiere educativo”, diffuso in tutta Italia, con progetti cuciti su misura in ogni quartiere, per rilanciare l’alleanza educativa tra pubblico, privato e Terzo settore e assicurare un futuro dignitoso a bambini e adolescenti che vivono in contesti svantaggiati. «La collaborazione tra le diverse realtà locali è fondamentale per costruire una rete di supporto solida e inclusiva.
Insieme possiamo far in modo che i bambini e i ragazzi abbiano accesso alle opportunità che meritano, trasformando la speranza in realtà. Ringrazio tutti i partecipanti per l’impegno e la passione riversati nel progetto. Insieme, stiamo organizzando la speranza e costruendo un domani migliore», la chiosa del direttore di Con i bambini, Marco Imperiale.
Credit foto: Con i bambini
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