Esperienza condivisa

Cultura, una città accessibile è veramente un patrimonio comune

Il progetto "For all", sostenuto da Unicredit e realizzato da una rete di attori coordinata dalla Fish, ha già realizzato a Roma, in occasione del Giubileo, otto percorsi accessibili. Tra questi, un itinerario da Stazione Termini alla Basilica di San Paolo

di Alessio Nisi

accessibilità

L’obiettivo era chiaro: nei mesi del Giubileo 2025 la direzione era accogliere milioni di pellegrini e visitatori garantendo a chiunque, indipendentemente dalla condizione fisica o sensoriale, il diritto di muoversi in autonomia, sicurezza e libertà. Un’azione che si è concretizzata nella creazione di otto percorsi completamente accessibili.

Il progetto, che non a caso si chiama For all, si è concluso ufficialmente alla fine di febbraio, ma guarda al futuro e si propone ora come modello universale per trasformare Roma in una città dove l’accessibilità non è un adeguamento tecnico, ma un pilastro fondamentale della dignità umana.

A supportare l’iniziativa è stato il fondo carta etica di Unicredit. La realizzazione operativa è stata affidata a una rete di attori coordinata da  Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie – Fish_ets, insieme a Anffas nazionale, Federazione delle associazioni italiane delle persone con lesione al midollo spinale – Faip, Pedius, consorzio La rosa blu, Mav servizi e formazione.

Carta di credito e solidarietà

«Con il progetto Carta etica, Unicredit trasforma un semplice gesto come l’uso di una carta di credito in un atto di solidarietà», spiega Roberto Fiorini, regional manager centro Italia del gruppo.

«Per ogni acquisto effettuato dai clienti e dai dipendenti UniCredit in Italia con una delle carte di credito etiche emesse dalla banca», aggiunge, «Unicredit dona al fondo carta etica il 2 per mille del totale delle spese sostenute, senza costi aggiuntivi per il titolare della carta, destinandole a iniziative di solidarietà promosse dalle organizzazioni del Terzo settore».

Mappatura e analisi dei flussi

Grazie ad una mappatura e all’analisi dei flussi, il progetto “For all” ha collegato le stazioni Termini e Tiburtina e gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino con i siti di maggiore interesse storico e spirituale: Colosseo e Foro Romano, le quattro basiliche papali.

L’approccio va oltre l’abbattimento delle barriere architettoniche, puntando a eliminare anche gli ostacoli senso-percettivi e comunicativi, rendendo la narrazione della città fruibile e inclusiva. I percorsi sono disponibili sul QUI e sull’app.

Uno degli otto percorsi “For all”

Priorità all’accessibilità

«Il concetto di città moderna», spiega Vincenzo Falabella, presidente della Fish, «è intrinsecamente legato a quello di accessibilità universale. In quest’ottica, abbattere le barriere architettoniche, percettive e sensoriali nei luoghi che sono il simbolo di Roma diventa una priorità etica e sociale.

L’obiettivo dell’iniziativa, aggiunge, «è garantire che la partecipazione alla vita culturale e spirituale della Capitale sia un’esperienza condivisa da tutti. Tale impegno è nato, infatti, dalla convinzione che la dignità della persona e il suo diritto alla socialità non debbano mai essere subordinati a limiti fisici, rendendo la città un patrimonio comune davvero aperto e accogliente».

Resta informato su ProdurreBene.

In apertura foto del “Percorso #1 Basilica di Santa Maria Maggiore” da www.inclusive4all.it. Nel testo foto da ufficio stampa FISH

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