Cinema dei borghi
Da mandamento a cambiamento, ecco “Karsa” docufilm su una comunità che rinasce
Da domani su RaiPlay c'è "Karsa, un racconto siciliano", docufilm pronto a farci scoprire San Mauro Castelverde, sulle Madonie, nella provincia di Palermo, la cui forza è data soprattutto dalla sua comunità. Per il regista, Vladimir Di Prima, «in un’epoca in cui tutto passa veloce, questo paese ha fatto il contrario: ha rallentato, ha ascoltato, ha partecipato. Il film è anche una restituzione. Non racconta il borgo, lo attraversa». In scena anche il giornalista Marino Bartoletti
Non è facile tornare alla vita di tutti i giorni, con ritmi serrati e non sempre giustificati, quando si attraversa anche per poche ore uno dei borghi delle Madonie. Qui gli scenari spaziano dai vicoli che, soprattutto nella stagione invernale, vengono avvolti dal profumo del pane appena cotto nei forni a legna.
Difficile rendere con strumenti che non sono quelli guidati dai propri sensi la magia di luoghi fortunatamente ancora incontaminati, quindi potrà sembrare una grande sfida quella lanciata dalla narrazione che offre Karsa, un racconto siciliano, che domani, sabato 3 gennaio arriva su RaiPlay con la regia di Vladimir Di Prima.
Ispirato a una novella della raccolta Karsa – racconti di vita siciliana, scritto nel 1969 da Mauro Turrisi Grifeo, il film restituisce, attraverso l’anima di un territorio ricco di memoria, scenari che spaziano in lungo e largo, toccando nello specifico Botindari, piccola frazione incastonata nel Comune di San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo, punto di partenza ideale per visitare le Madonie, area protetta rinomata per la sua straordinaria biodiversità che impone di fermarsi e di abbandonare l’idea che il tempo sia qualcosa di fisico e non una proiezione prettamente mentale.
Un racconto di memoria, identità e rinascita
È la storia di uno sceneggiatore, interpretato da Giuseppe Lo Piccolo, che dopo un periodo di smarrimento personale ritrova se stesso a San Mauro Castelverde. Qui, grazie all’incontro con Marino Bartoletti e all’ispirazione tratta dagli scritti del giornalista e intellettuale, intraprende un percorso di rinascita interiore e riscoperta delle proprie radici.
Un progetto, “Karsa, un racconto siciliano”, che nasce nell’ambito del programma Pnrr “Attrattività Borghi – Linea B” e si intitola non a caso San Mauro Castelverde: dal mandamento al cambiamento, proprio perché da tempo ha ricostruito la sua immagine rifuggendo dalla nomea di Comune “capo di mandamento mafioso”. Oggi è legato a percorsi che la legalità la praticano attraverso azioni quotidiane alla cui base c’è la cultura e, nel caso specifico, il cinema.
Un docufilm frutto di una strategia di carattere culturale
«Un percorso che stiamo seguendo in questi anni con il bando Borghi del ministero della Cultura», afferma il sindaco di San Mauro Castelverde, Giuseppe Minutilla, «all’interno del quale abbiamo previsto 13 azioni, una delle quali è, appunto, la realizzazione di un film, tratto da un libro, un racconto di un nostro autore d’adozione, Mauro Turrisi Grifeo. Il nome Karsa è arabo e vuol dire giardino, perché si tratta di una zona piena di arance, ricca d’acqua, un piccolo paradiso del quale chiunque venga dalle nostre parti si innamora irreparabilmente. L’arrivo del docufilm su RaiPlay, distribuito da Rai Documentari, rappresenta un risultato di grande valore per San Mauro e per l’intera popolazione. Questo film non è soltanto un’opera cinematografica, ma il racconto autentico di un territorio e delle persone che lo abitano, capaci di mettersi in gioco con generosità, tempo e fiducia. Il passaggio su RaiPlay consentirà a un pubblico nazionale e internazionale di conoscere San Mauro Castelverde non come semplice scenario, ma come comunità viva, capace di raccontarsi e di guardare al futuro senza perdere le proprie radici».
Una comunità di 1300 abitanti che partecipa il territorio
«Una delle cose più particolari di questo lavoro è stata l’enorme disponibilità degli abitanti», spiega il regista, Vladimir Di Prima, «che hanno preso parte al film non solo come comunità che si mobilita per rendere facili le riprese del film, ma proprio come protagonisti citati nei titoli di coda. Il risultato è il racconto di un territorio bellissimo, anche se ancora un po’ isolato rispetto ad altri paesi delle Madonie. L’occasione di scoprire questa gemma incastonata tra le montagne dove la gente è veramente compatta e solidale».

Un film che crea connessioni
«Siamo riusciti a dimostrare diverse cose», aggiunge il primo cittadino. «Prima di tutto che non bisogna avere grandi budget per realizzare grandi sogni. Con soli 30mila euro “Karsa” ha visto la luce. Dopo averlo presentato al Senato e in diverse città italiane, ora stiamo lavorando per un evento a Quilmes, cittadina di quasi un milione di abitanti del subborgo urbano di Buenos Aires, dove dal 1928 esiste la Società Cattolica San Mauro. C’è una chiesa dedicata a San Mauro e, soprattutto, hanno realizzato una cosa unica al mondo, l’unica scuola italo-argentina oggi frequentata da oltre mille studenti, in cui si parla il siciliano. Adesso potrei anche dire che ci sono più maurini in Argentina che a San Mauro Castelverde».
I principi di legalità che accolgono
«In questi anni abbiamo lavorato tanto per recuperare e proteggere gli uliveti, gli allevamenti, il nostro ambiente», conclude Minutilla, «ma ci siamo soprattutto intestati una battaglia culturale per non fare passare più l’idea che San Mauro è ancora il paese nel quale domina cosa nostra. Da lì il titolo del progetto del ministero della Cultura “dal mandamento al cambiamento“. Ma noi ci eravamo portati avanti ancora prima dal momento che, all’entrata di San Mauro, ci sono le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il nostro messaggio per dire che prima, ad accogliere chi faceva ingresso nel nostro paese era la mafia, invece oggi è la legalità in tutte le sue forme. Veramente difficile fraintendere».
In apertura Giuseppe Lo Piccolo e Marino Bartoletti (le foto sono state fornite dell’ufficio stampa della produzione)

Quando si parla di territori marginali, la narrazione è appiattita ai poli opposti: declino o rinascita. Sul tema, il numero di dicembre/gennaio di VITA porta un altro racconto: chi sono le persone che scelgono di vivere nella pancia dell’Italia? Un viaggio tra le storie di chi, pur tra fatica e ostacoli, ha deciso di restare, ritornare o arrivare.
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