Arte, giovani e cittadinanza attiva
Da Utrecht a Bologna, l’Europa che i ragazzi vorrebbero
Sotto le Due Torri è stata allestita la mostra “Room with a view”, momento culminante del programma Erasmus+, sul tema dell’accoglienza in Europa. Un progetto che ha visto la partecipazione di studenti italiani e olandesi, e che accoglierà, nella sua prossima edizione, anche Germania e Francia. Inaugurata in Olanda a novembre, nella città petroniana la mostra è stata aperta dal 21 al 27 gennaio. VITA l’ha visitata per voi
Qual è l’Europa che vorresti? A questa domanda hanno risposto studenti italiani e olandesi, protagonisti di un progetto europeo, quest’anno alla sua prima edizione, che ha tradotto in mostra il tema dell’accoglienza, ritenuto dagli studenti valore fondante dell’Unione europea.
Alla mostra hanno partecipato studenti italiani, a Bologna, e olandesi, a Utrecht, provenienti da istituti professionali e di un’età compresa tra i 15 e i 19 anni. Gli studenti hanno tradotto in arte e rappresentato in mostra-con illustrazioni, disegni, oggetti, video installazioni- il tema dell’ accoglienza, che è emerso come valore più importante dell’Ue per gli studenti, insieme al valore del fare sentire o non fare sentire a casa.
Sono state realizzate due mostre parallele, una inaugurata a Utrecht a novembre 2025, l’altra a Bologna nella centralissima biblioteca Salaborsa , dove è stata aperta al pubblico dal 21 al 27 gennaio.
Per l’Italia hanno partecipato al progetto gli studenti e le studentesse dell’istituto Keynes di Castel Maggiore e quelli dell’Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme, istituti professionali, entrambi in provincia di Bologna, che hanno collaborato con un gruppo di studenti e studentesse a Utrecht, nei Paesi Bassi. La mostra Room with a View è il momento finale di un grande progetto internazionale dal titolo Erasmus+ ideato dalle ong olandesi ClickF1 e Kopa, in collaborazione con Archilabò e Biografilm, il festival cinematografico internazionale interamente dedicato alle biografie, che si tiene ogni anno dal 2005 a Bologna. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea e patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, ed è inserito all’interno di Biografilm Campus, il dipartimento educativo di Biografilm.

All’inaugurazione della mostra in Olanda, a Utrecht, a novembre, ha partecipato una delegazione di professori italiani, mentre all’inaugurazione della mostra a Bologna sono stati presenti docenti olandesi. «Questa prima edizione prevede la mobilità solamente dei docenti, quindi abbiamo fatto viaggiare in Olanda i professori dell’Istituto Scappi e del Keynes, per conoscere e vedere i risultati del progetto olandese e della scuola gemellata. E i docenti olandesi sono venuti a vedere la mostra qui a Bologna e a fare il tour delle scuole che hanno partecipato alla mostra. Nelle prossime edizioni il progetto prevederà anche uno scambio di studenti», spiega Chiara Boschiero, coordinatrice di progetto e responsabile dei progetti educativi di Biografilm.
Perché sono coinvolti nel progetto europeo studenti di scuole professionali di periferia? L’idea dell’Europa è di fare sentire europei anche ragazzi provenienti da istituti professionali di periferia, che in una percentuale molto bassa riusciranno ad andare all’università e a partecipare al progetto Erasmus. Questi studenti potranno lo stesso sentirsi europei attraverso progetti creativi come “Room with a view”. « Il processo artistico serve a sviluppare il senso critico, e a fare vedere che questi ragazzi hanno qualcosa da dire», afferma Chiara Boschiero.
«Sono stati i nostri partner olandesi, Kopa e ClickF1, con cui avevamo già lavorato, a proporci di partecipare insieme a questo progetto europeo. I nostri partner sono rimasti molto colpiti dal nostro progetto realizzato a Bologna nel penitenziario giovanile, (ne abbiamo parlato qui) e quindi ci hanno invitati a fare parte di questo progetto europeo con loro», dice Chiara Boschiero.
«La mostra è il risultato di laboratori nelle scuole sui valori europei», spiega Angelica Voluttoso, coordinatrice di progetto di Biografilm, e responsabile dei workshop. «Noi ci siamo occupati principalmente, come Biografilm, dei laboratori all’istituto Scappi con la video artista Chiara Trivelli, mentre l’’Istituto Keynes ha lavorato sul tema dell’illustrazione, insieme all’artista Cristina Portolano».

Sono emerse tante storie, storie di ragazzi che inizialmente nei workshop erano timidi, non riuscivano ad aprirsi e a raccontarsi, e che invece poi si sono lasciati andare e si sono aperti, raccontando la loro storia; «storie di ragazzi migranti, storie di giovani ucraini che sono venuti in Italia a causa della guerra e che hanno raccontato il loro viaggio, e ancora storie di giovani che hanno raccontato episodi di razzismo nei loro confronti o della loro famiglia», spiega Angelica Voluttoso. Alcuni studenti, poi, hanno deciso di raccontare nella videoinstallazione non la propria storia, ma la storia di un altro studente, per mettersi nei panni dell’altro.
In mostra le classi degli studenti e delle studentesse coinvolte invitano il pubblico a interrogarsi su quali azioni facciano o non facciano sentire una persona a casa, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di ascolto, confronto e partecipazione,
«Per questo motivo, le opere sono collocate all’interno di un soggiorno simbolico, uno spazio domestico che accoglie esperienze personali tradotte in immagini, illustrazioni e contenuti audiovisivi, realizzati attraverso le tecniche apprese durante i laboratori partecipativi guidati dalle artiste curatrici della mostra. Ne nasce un dialogo attivo con chi attraversa lo spazio espositivo, con il desiderio di innescare un circolo virtuoso di riflessione e di azioni concrete volte alla solidarietà e a esplorare, attraverso l’arte, i valori fondanti dell’Unione europea nei quali riconoscersi, mettendo in dialogo esperienze personali e dimensione collettiva e traducendo tali riflessioni in linguaggi espressivi condivisi, con un focus sui temi dell’inclusione e della cittadinanza attiva», spiega una nota di Biografilm. All’ingresso della mostra, il pubblico è accolto da un disegno di grande formato dedicato al concetto di “casa”, che apre immediatamente la riflessione su cosa significhi sentirsi a casa e su come immaginare una casa capace di contenere i valori europei di accoglienza, sicurezza e condivisione. Il disegno è stato realizzato dagli studenti dell’istituto Keynes. «La casa emerge come spazio desiderato e promesso, verso cui si tende. È proprio per entrare a far parte di questa casa che molte persone intraprendono un viaggio, spesso lungo e pericoloso, anche attraverso il mare», spiega Biografilm.

Questo passaggio del percorso espositivo è segnato da un tavolo sul quale sono disposte coperte e giubbotti di salvataggio, «oggetti che richiamano esperienze reali e drammatiche, rendendo tangibile il costo umano del viaggio e la fragilità che accompagna la ricerca di un futuro migliore», dice Biografilm.
Proseguendo, si entra in un salottino, cuore simbolico dello spazio domestico, dove i visitatori sono invitati a sedersi e a guardare un video realizzato dagli studenti e dalle studentesse. In mostra due poltrone, un tavolo e due tazzine di caffè, con la scritta: “Mi inviti a prendere un caffè?” Le immagini e le voci restituiscono riflessioni intime e dirette su ciò che fa sentire a casa, e su ciò che, al contrario, genera esclusione, distanza o insicurezza. “In questo ambiente raccolto, il pubblico non è più semplice osservatore, ma parte attiva di un dialogo emotivo e collettivo”, spiega Chiara Boschiero. Il percorso continua con un’opera degli studenti e delle studentesse incentrata sul simbolo della valigia, che compare in mostra come oggetto fisico e come protagonista di un disegno. La valigia è un oggetto simbolo del partire, del portare con sé l’essenziale, della memoria e dell’identità in movimento. Diventa metafora di un viaggio non solo fisico, ma anche interiore, carico di aspettative, paure e speranze. Una scritta in inglese campeggia nel disegno, è l’articolo 45 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che così recita: “Ogni cittadino dell’Unione europea ha il diritto di muoversi e di risiedere liberamente all’interno del territorio degli Stati membri”.
Il percorso si conclude con un ulteriore disegno di grande formato, che riflette sulla giostra della vita, evocando i cicli dell’esistenza, i cambiamenti, le partenze e i ritorni. ≪L’immagine sottolinea come il concetto di casa non sia statico, ma in continua trasformazione, così come l’Europa immaginata dagli studenti e dalle studentesse: uno spazio da costruire insieme, attraverso scelte quotidiane e azioni concrete di solidarietà≫, afferma Biografilm.

Questo progetto è una tappa di un progetto più ampio, che coinvolgerà nella prossima edizione anche Francia e Germania. È già aperto il bando europeo per partecipare nuovamente al progetto. Biografilm proporrà un finanziamento triennale, e un progetto più ampio, con scambio di studenti. Quindi gli studenti coinvolti viaggeranno gli uni nel Paese degli altri, durante il processo creativo, e non durante l’inaugurazione della mostra, in modo che possano entrambi partecipare al processo artistico dell’altro gruppo. In questo modo le mostre saranno anche espressione dello scambio culturale che hanno gli studenti tra di loro. La previsione è che a partire da questi progetti si possano ampliare le reti di scambio tra le scuole professionali europee.
Lo scopo di questo progetto europeo? «Restituire valore e uno spazio di espressione ai giovani di oggi all’interno della politica e della cittadinanza attiva, far vedere che anche i ragazzi e le ragazze delle periferie, che fanno una scuola professionale, e che si può pensare che siano meno preparati, hanno invece qualcosa da dire», afferma Chiara Boschiero. «Abbiamo bisogno, in un momento di crisi a livello europeo come questo, di coinvolgere maggiormente le giovani generazioni in una costruzione di progetti sostenibili, di ascoltarli di più e dare loro più spazio di azione. L’arte ci collega, crea connessioni e comunità».

In apertura: l’inaugurazione della mostra Room with a view. Credit: Biografilm
Vuoi accedere all'archivio di VITA?
Con un abbonamento annuale puoi scaricare e leggere più di 100 numeri del nostro magazine: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.