La settimana parlamentare
Dall’Europa più strumenti contro green e social washing
In discussione nelle Commissioni un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde. Si punta cioè a migliorare le tutele nei confronti delle pratiche sleali e della cattiva informazione. Con le modifiche al Codice del consumo potenziati i diritti. Tra gli obiettivi far sì che i cittadini usino il portafogli per premiare le aziende responsabili Esg
Anche per questa settimana parlamentare vi propongo un provvedimento (AG 345) che recepisce una direttiva dell’Unione Europea riguardo “la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela delle pratiche sleali e della cattiva informazione”.
Nel decreto legislativo in discussione nelle Commissioni parlamentari vengono inserite norme volte a contrastare le pratiche commerciali sleali che ingannano i consumatori e impediscono loro di compiere scelte di consumo sostenibili.
Le pratiche da contrastare
In particolare sono citate le pratiche associate alla obsolescenza precoce dei beni, le asserzioni ambientali ingannevoli (green washing), le informazioni false sulle caratteristiche sociali dei prodotti, i marchi di sostenibilità non trasparenti e non credibili.
Vengono altresì introdotti alcuni strumenti specifici denominati “avviso armonizzato” (un promemoria obbligatorio che i venditori devono fornire ai consumatori per informarli sui loro diritti riguardanti la garanzia legale di conformità sui beni) ed “etichetta armonizzata” da esporre sulle confezioni dei prodotti per indicare i contenitori dei rifiuti nei quali devono essere smaltiti, un beneficio ambientale ottenuto con l’aumento della raccolta di materiale riciclabile.
Il ruolo dei consumatori e l’economia green
Al centro del provvedimento sta il ruolo dei consumatori ritenuto fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e per promuovere l’economia green. Verranno maggiormente tutelati rafforzando gli obblighi di informazione dai rischi creati dal c.d. green claims ingannevole (affermazioni di marketing che indicano i benefici ambientali di un prodotto), dal green washing (strategia di marketing che consiste nel presentare in modo ingannevole un prodotto come ecologico e sostenibile, quando in realtà non lo è) e dalle pratiche di obsolescenza precoce.
Vengono ampliate le categorie delle pratiche sleali rispetto alle norme nazionali attualmente in vigore, arricchite dei riferimenti alle caratteristiche ambientali o sociali dei prodotti e agli aspetti inerenti alla circolarità.
Gli articoli
Il decreto legislativo si compone di tre articoli e di un allegato che interviene principalmente sul Codice del consumo attualmente in vigore.
L’articolo 1 racchiude in sé tutte le modifiche che vengono apportate al Codice del consumo tese a rafforzare i diritti dei consumatori contro le pratiche sleali e a potenziare i presidi informativi.
Si tematizzano meglio le azioni ingannevoli: ne cito alcune a mo’ di esempio. Sono anzitutto quelle contenute nella descrizione delle principali caratteristiche del prodotto: la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l’esecuzione, la composizione, le caratteristiche ambientali o sociali, gli accessori, gli aspetti relativi alla circolarità quali la durabilità, la riparabilità e la riciclabilità, l’assistenza post vendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione, la consegna, le origini geografiche o commerciali del prodotto.
Le azioni ingannevoli
Più precisamente è ingannevole la formulazione di un’asserzione ambientale (è una dichiarazione esplicita fatta da un’azienda su un prodotto che afferma un impatto ambientale ridotto, positivo o neutro) relativamente a prestazione ambientali future senza includere impegni chiari e oggettivi pubblicamente disponibili; è ingannevole esibire un marchio di sostenibilità non basato su un sistema di certificazione o di riconoscimento pubblico, o un’asserzione ambientale generica per la quale non si è in grado di dimostrare l’eccellenza riconosciuta dal prodotto.
È ingannevole presentare come necessario un aggiornamento del software che si limita in realtà a migliorare solo alcune funzioni; o presentare un bene riparabile quando non lo è. Ingannevole è la pubblicazione come vantaggio per i consumatori di elementi irrilevanti che non derivano dalle caratteristiche del prodotto. Sono contemplate anche le omissioni, informazioni rilevanti che vengono però presentate in modo poco chiaro e incomprensibile.
Una conclusione
Bene, il provvedimento va nella direzione giusta. Ma perché dia frutti occorrono soprattutto cittadini consumatori (non semplicemente consumatori come recita il testo) che utilizzino il portafoglio per fare politica attiva premiando le aziende responsabili Esg e punire quelle sleali e disoneste.
Cittadini e movimenti di consumatori attivamente impegnati con il portafoglio in mano (il voto con iI portafoglio proposto da Leonardo Becchetti) che utilizzando la leva del consumo possono contribuire a ridisegnare un sistema economico più sostenibile e giusto, e consentitemi più umano, più attento alla vita tutta, più attento alla bellezza che ci circonda.
In apertura photo by Hanson Lu on Unsplash
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