Dalla parte dell'ambiente

Difendere gli insetti impollinatori, un problema di intelligenza

Al primo tavolo nazionale degli stakeholder, creato per raccogliere dati ed esperienze per la gestione del progetto Life e la redazione del "Piano di azione nazionale", grande partecipazione e volontà di proteggere questi attori della vita biologica. Il lavoro di Wwf Italia

di Barbara Marini

L’Italia è tra i paesi europei che ospitano una delle più ricche comunità di impollinatori, ma questa ricchezza è fragile e salvaguardarla significa tutelare la biodiversità presente nel territorio e garantire la sicurezza alimentare nazionale.

Per questo è stata importante in questi giorni, la partecipazione con 116 rappresentanti di circa 70 organizzazioni tra Enti pubblici, istituzioni, università, gestori di infrastrutture, organizzazioni agricole, associazioni e altri soggetti, al primo incontro ufficiale del Tavolo degli stakeholder promosso nell’ambito del progetto Life PolliNetwork e coordinato dal Wwf Italia. Si tratta di un progetto rivolto alla tutela degli insetti impollinatori nel nostro paese e a chi è impegnato nel ripristino e nella gestione di ambienti naturali in cui vivono gli apoidei, le farfalle ed i sirfidi che sono le specie chiave per la biodiversità e per la nostra sicurezza alimentare. L’obiettivo della creazione di una rete nazionale per la salvaguardia degli insetti impollinatori è in funzione dell’attuazione dell’articolo 10 del Regolamento Ue 1991/2024 sul ripristino della natura.

Una rete di stakeholder

«La partecipazione al primo tavolo», si legge in una nota del Wwf Italia, «è stata ampia e attiva: sono state illustrate le attività e le aree di competenza che potranno beneficiare del loro contributo diretto. Sono emerse numerose manifestazioni di interesse per future collaborazioni, aprendo un dialogo con progetti affini e ampliando ulteriormente la rete degli stakeholder coinvolti su un tema, quello degli impollinatori, molto sentito. L’intento», conclude il comunicato, «è creare una raccolta di contributi tecnici e osservazioni, utili a rafforzare le azioni progettuali e la redazione del documento tecnico preliminare al futuro Piano di azione nazionale per gli impollinatori».

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Laura Pettiti, della Direzione e Tutela della Biodiversità e del Mare, del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – Mase, e Paolo Siccardi, Programme officer dell’Area Ambiente di Fondazione Cariplo, rappresentanti dei due enti che insieme alla Commissione europea cofinanziano il progetto Life PolliNetwork.

Foto di Olaf Jannerstern per Wwf

Anche Roberto Sannino, responsabile Tecnico del progetto dell’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca ambientale – Ispra è intervenuto: insieme con i partner del progetto hanno chiamato all’appello gli attori istituzionali, scientifici, economici e sociali impegnati nella tutela degli impollinatori in Italia creando una vera e propria mappa che vede la presenza di 64 Enti pubblici (ministeri, regioni, agenzie, enti gestori di aree naturali protette); 89 produttori di conoscenze scientifiche (università, istituti di ricerca e singoli esperti); 39 portatori d’interessi economici direttamente coinvolti ai benefici del servizio ecosistemico dell’impollinazione; 66 rappresentanti della società civile, dell’informazione, dell’educazione e del volontariato. Saranno loro a fornire informazioni, in base alle loro specifiche esperienze insieme a dati, e analisi utili per la gestione del progetto Life e per la redazione del Piano di azione nazionale per la tutela degli insetti impollinatori, previsto dalla Strategia nazionale Biodiversità 2030.

Un tavolo annuale per tre obiettivi da raggiungere

Ogni anno fino al 2030, infatti, gli Stakeholder coinvolti, attiveranno gruppi di lavoro tematici, sarà l’occasione per organizzare specifici momenti tematici dedicati ai tre obiettivi dell’Iniziativa europea per gli impollinatori: il primo, l’aumento della conoscenza dei tre principali gruppi di insetti impollinatori (Lepidotteri, Apoidei, Sirfidi). Il secondo obiettivo sarà quello di appurare l’analisi per la riduzione delle minacce e l’individuazione delle priorità di ripristino degli habitat; Infine, il coinvolgimento dei cittadini nelle azioni per la tutela e il monitoraggio.  

Obiettivo: una rete nazionale efficace entro il 2030

L’intento è quello di costruire una rete nazionale sempre più ramificata, partecipata e solida che favorisca il dialogo, la condivisione di esperienze e dati scientifici e dissemini i risultati del progetto, affinché Life PolliNetwork (un progetto finanziato dal sottoprogramma Natura e Biodiversità del Programma per l’ambiente e l’azione per il clima Life 2021-2027 dell’Unione Europea) possa creare connessioni che continuino anche oltre la fine ed i confini del progetto stesso. Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio quadro della Nature Restoration Law (art.10 Reg. UE 2024/1991), che prevede il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Unione europea entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi che necessitano di interventi entro il 2050.

Il progetto passo dopo passo: cosa e chi

Gli interventi di ripristino degli habitat naturali che verranno attuati sul territorio in 26 siti pilota, con l’adozione di buone pratiche e la definizione di criteri per realizzare interventi sperimentali replicabili in altre aree, creando anche i cosiddetti Buzz Lines, corridoi ecologici per gli insetti impollinatori saranno il canovaccio di tutto il progetto.

Lo scopo finale è quello di proteggere gli insetti impollinatori, oggi minacciati da inquinamento, dalla progressiva perdita dei loro habitat e infine dai cambiamenti climatici.

Il progetto coinvolgerà tecnici, agricoltori, oltre 100.000 studenti e cittadini, attraverso eventi dedicati (anche sfruttando l’estesa rete delle oasi del Wwf sul territorio nazionale) e iniziative di citizen-science che permetteranno alle persone di contribuire attivamente alla raccolta di dati e apprendere le buone pratiche portate avanti da Life PolliNetwork.

In apertura, una foto di Franco Ferroni per Wwf Italia.

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