Il progetto

Dona capelli e parrucche, beni preziosi per le pazienti oncologiche

"Hair Smile" è un progetto di raccolta dei capelli donati che consente alle donne l'acquisto di parrucche al solo costo di fabbricazione. "Banca della parrucca" è una catena di solidarietà dove le donne donano ad altre donne la propria parrucca. Ecco le due iniziative di Tricostarc e Fondazione Prometeus

di Nicla Panciera

Si donano tempo e denaro, sangue, organi e tessuti. Quando si pensa al dono, i capelli non sono la prima cosa che viene mente. Eppure, sono un bene commercialmente molto prezioso e, sopratutto, importante per chi li perde come effetto collaterale di alcuni trattamenti oncologici. Mostrarsi agli altri, durante e dopo la malattia, non è affatto semplice. Lo specchio riflette una diversa immagine di sé e spesso la mancanza di capelli rende ancora più complicata la ripartenza. Le parrucche, soprattutto se di capelli naturali, hanno un notevole costo che spesso le donne, già impoverite dalla malattia, non riescono a sostenere. In questo contesto, la donazione dei capelli e della parrucca non più utilizzata acquisiscono grande valore.

Il progetto Hair Smile

Sono state 11.477 le donazioni di capelli raccolte dal progetto Hair Smile tra il 2018 e il 2021, una media di 52 donazioni a settimana. Nel periodo c’è stata una crescita costante, passando negli anni da 588, a 3.144, a 3.776 fino a 3.969 donazioni che, nel 90% dei casi proviene da privati e solo per il 2% da parrucchieri. Il progetto Hair Smile, ideato nel 2009 da Tricostarc ETS e sostenuto dall’Azienda Tricologica Italiana Tricostarc, specializzata in parrucche di capelli veri, infoltimenti e ricostruzioni della chioma, e dalla Fondazione Prometeus ETS, che opera per la ricerca e la formazione in ambito oncologico e ha contribuito attivamente non solo alla diffusione di consapevolezza sull’importanza di questo dono, ma anche alla raccolta dei capelli. Il progetto consente l’acquisto alle pazienti oncologiche di parrucche di capelli veri al solo costo della fabbricazione, in capo a Tricostarc. Come funziona in pratica? «Chiunque può donare, si può farlo a tutte le età, anche i capelli grigi vanno bene, anzi sono molto rari. Nella maggior parte dei casi, riceviamo capelli di bambini o di ragazze sui trent’anni» ci spiega Amelia Iuliano, vicepresidente di Tricostarc. «Quando veniamo contattate da una donna, le fissiamo un appuntamento online con un nostro tecnico che sceglierà per lei i capelli più adeguati tra quelli raccolti nella nostra tricoteca. Seguirà una secondo appuntamento online, una volta ricevuta la parrucca a casa, per insegnarle come indossarla».  Il prossimo passo, spiega Iuliano, sarà quello di ampliare la rete di acconciatori, per aumentare il dono e fornire riferimenti locali alle donne portatrici di parrucche non sintetiche.

Oltre metà dei capelli donati rientra nella fascia 21–30 cm, mentre i colori prevalenti sono castano e biondo. Dal punto di vista territoriale, il Lazio emerge come regione più virtuosa in valori assoluti, per quantità di donazioni spedite, mentre la percentuale della donazione nel Centro-Italia è del 51,17%. Seguono Veneto e Lombardia e, rapportando i dati alla popolazione residente, si distinguono dal 2021 anche Marche e Umbria. «Sul piano economico, invece, le donazioni hanno generato, nel quadriennio, un risparmio complessivo stimato di 3 milioni di euro per i pazienti oncologici. Il progetto ha richiesto oltre 5.000 ore di lavoro e ha sostenuto costi pari a 255.000 euro. L’Indice di Bontà della Donazione Ibd, che misura il rapporto tra parrucche realizzate e realizzabili, è pari al 56,64%, evidenziando margini di miglioramento lungo la filiera» spiega Tricostarc in una nota, in cui sottolinea anche «la necessità di una normativa nazionale che regoli raccolta, gestione e destinazione delle donazioni, vista l’assenza di dati sistematici in Italia e all’estero».

La Banca della Parrucca

Completamente gratuita per la donna è, invece, una seconda iniziativa: «La banca della parrucca», un servizio presente dal 2011 al San Giovanni Addolorata di Roma in collaborazione con Fondazione Prometeus che lo descrive come «vera catena di solidarietà attraverso la quale le parrucche, donate da donne che non ne hanno più bisogno o da Tricostarc». Attualmente la banca ha a disposizione oltre 600 parrucche che vengono fornite in comodato d’uso gratuito a chi ne ha bisogno, generando nei primi 10 anni di attività un risparmio di oltre 500.000 euro per le pazienti oncologiche e le loro famiglie.

Le parrucche sono ausili fondamentali eppure rimangono a carico delle pazienti. Secondo il questionario validato Proffit (Patient Reported Outcome for Fighting Financial Toxicity) che indaga la tossicità finanziaria del cancro, in Italia sono acquistate da due donne su cinque. Molte associazioni di pazienti, infatti, cercano di fornirle gratuitamente.

Foto di Ces Granado su Unsplash

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