Mobilitazioni
E le Acli portarono la pace in Confindustria
La Carovana della Pace delle, partita da Palermo lo scorso 2 settembre, è arrivata nel capoluogo lombardo, incontrando le imprese nella sede di Assolombarda. Il presidente degli industriali, Alvise Biffi: «La costruzione di una società più giusta e solidale richiede la partecipazione di tutti: cittadini, associazioni, istituzioni e anche del mondo produttivo». Oggi l'incontro con l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini
di Redazione
La “Carovana della Pace”, l’iniziativa itinerante promossa dalle Associazioni cristiane lavoratori italiani – Acli, ieri a Milano ha toccato l’ultima tappa italiana del 2025. Nella sede dell’Assolombarda che, lo ricordiamo, è la Confindustria di Milano, Monza, Pavia e Lodi, si è tenuto un evento istituzionale rilevante, culminato nell’incontro tra i presidenti di Assolombarda, Alvise Biffi, e delle Acli, Emiliano Manfredonia, alla presenza dei delegati territoriali Acli di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia.
La scelta di Palazzo Gio Ponti (nella foto) ha evidenziato la necessità di impegno congiunto tra il mondo dell’impresa e la società civile per la costruzione di una cultura di pace, giustizia e solidarietà.
Biffi (Assolombarda): «Economia e valori civili non sono mondi separati»
«Per noi la pace non è solo assenza di conflitti, ma è anche condizione necessaria per lo sviluppo, per la libertà d’impresa e per la crescita delle persone e dei territori», ha dichiarato il presidente Biffi. «Le imprese hanno un ruolo importante: quello di creare lavoro, coesione sociale e opportunità, ma anche di promuovere rispetto, dialogo e responsabilità. Accogliere questa tappa in Assolombarda dimostra, ancora una volta, che economia e valori civili non sono mondi separati, ma parti di uno stesso progetto di società. La Carovana della Pace, in tal senso, ci ricorda che la costruzione di una società più giusta e solidale richiede la partecipazione di tutti: cittadini, associazioni, istituzioni e anche del mondo produttivo. È un messaggio che oggi, di fronte a un mondo attraversato da guerre, divisioni e crisi, sentiamo con particolare forza e responsabilità. Perché la pace, come il lavoro, si costruisce ogni giorno, insieme».

Manfredonia: «La pace nasce dalla responsabilità condivisa»
«La pace è il primo dei diritti, è un bene indivisibile», ha ricordato Manfredonia. «La Carovana della Pace non è stato un atto simbolico, ma una scelta politica e culturale forte: rimettere al centro il lavoro, la dignità, la legalità e la comunità come strumenti capaci di disarmare i cuori e costruire futuro. Attraversare l’Italia incontrando lavoratori, studenti, imprese e territori ha significato riaffermare che la pace non nasce dal silenzio, ma dalla partecipazione e da una responsabilità condivisa. In questo senso, il mondo dell’impresa può e deve svolgere un ruolo decisivo. L’economia di guerra non genera sviluppo, erode capitale umano, crea insicurezza e compromette il futuro delle comunità, oltre ai ben noti problemi etici. L’economia di pace, invece, è ciò che rende possibile un vero sviluppo: crea occupazione stabile, valorizza i territori, rafforza i legami sociali e permette alle imprese di innovare in un contesto di sicurezza e cooperazione internazionale. Per questo la Carovana della Pace porta con sé un messaggio chiaro: lavoro e impresa sono parte della costruzione della pace, non spettatori esterni. Serve coraggio per dirlo ad alta voce, per assumersi la responsabilità di un impegno che non riguarda solo la diplomazia, ma la vita quotidiana delle persone e la direzione che diamo al Paese e all’Europa».

L’edizione 2025 della Carovana della Pace, che si svolge sotto lo slogan Peace at Work – L’Italia del lavoro costruisce la pace, intende riaffermare il ruolo della società civile come attore di pace e mediatrice internazionale, in un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche.
«L’eccezionale tragitto», sottolinea una nota Acli, «iniziato a Palermo il 2 settembre, in questi mesi ha attraversato l’Italia intera in un lungo viaggio tra scuole, aziende, cooperative, cantieri, università, ospedali, teatri e campi agricoli. L’iniziativa, che oggi contempla un’altra giornata milanese con la partecipazione dell’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, si concluderà a Strasburgo e non rappresenta solo un atto di sensibilizzazione, bensì un percorso concreto di raccolta di testimonianze, di incontri con istituzioni e associazioni, di elaborazione di proposte che saranno consegnate ai decisori politici europei. L’arrivo nella capitale sede del Parlamento europeo, in quest’ottica, rappresenterà il culmine di un’azione corale indirizzata a un coinvolgimento della società civile per un contributo teso a disinnescare i conflitti in corso».
Le foto sono dell’ufficio stampa Acli.
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