Modelli di sviluppo

Economia sociale, il Governo vara il Comitato di esperti presso il ministero dell’Economia e delle Finanze

Il Comitato sarà composto da profili nominati con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, tra i rappresentanti degli enti di rappresentanza dei diversi soggetti dell’economia sociale; uno dei componenti sarà individuato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Soddisfatte le centrali cooperative

di Redazione

«Accogliamo positivamente l’approvazione dell’emendamento in commissione Bilancio del Senato presentato dal ministero dell’Economia e delle Finanze in sede di approvazione della legge di bilancio che avvia il percorso di attuazione del Piano dell’Economia Sociale. È un primo passaggio concreto che riconosce la necessità di strumenti dedicati e di un metodo fondato sul confronto tra istituzioni e corpi intermedi, condizione essenziale per politiche efficaci e durature». Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, commenta l’istituzione presso il ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di esperti sui profili di studio e ricerca in materia di enti dell’economia sociale.

«Un passo importante che testimonia il ruolo e la funzione degli enti dell’economia sociale nel Paese,  tra i quali le imprese cooperative, anche in vista della definitiva approvazione del Piano per l’economia sociale già posto in consultazione pubblica e  frutto di un grande lavoro condiviso con gli enti di rappresentanza; piano d’azione che dovrà guidare lo sviluppo futuro e la promozione dell’economia sociale motore centrale per il welfare e la crescita sostenibile e inclusiva della nostra società», aggiunge il presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini.

Il Comitato sarà composto da esperti nominati con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, tra i rappresentanti degli enti di rappresentanza dei diversi soggetti dell’economia sociale; uno dei componenti sarà individuato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. 

Prosegue Gardini: «Non si tratta solo di mettere a fuoco temi fiscali o normativi, ma di un insieme articolato di questioni che riguardano, tra l’altro, l’accesso alla finanza, la disciplina degli appalti e del lavoro, la vigilanza, le politiche di promozione cooperativa e il pieno raccordo con l’articolo 45 della Costituzione. Ambiti che richiedono competenza tecnica, visione strategica e coerenza istituzionale. È importante sottolineare che questo non è un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase attuativa che dovrà mantenere lo stesso metodo partecipativo che ha caratterizzato la costruzione del Piano».

«Esprimiamo -conclude Gamberini, riflettendo anche il pensiero il Confcooperative- un sentito ringraziamento alla sottosegretaria di Stato al Ministero dell’economia e delle finanze, Lucia Albano, per il costante e concreto sostegno assicurato nel corso di questo lavoro, che ha contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo importante risultato».

Foto archivio VITA: sede del ministero dell’Economia e delle Finanze

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