Europa a diritti alternati

Elena Mistrello, ecco chi è l’illustratrice-attivista che spaventa Macron

Sbarcata a Tolosa perché invitata al festival "BD Colomiers", la giovane disegnatrice italiana è stata respinta in aeroporto e costretta a rientrare a Milano. Il motivo? La segnalazione del ministero dell'Interno francese che la considera una «grave minaccia all'ordine pubblico» ma di cui lei non sa spiegarsi il motivo. VITA l'ha incontrata

di Francesco Crippa

Grave minaccia per l’ordine pubblico. È in forza di questa accusa che a Elena Mistrello, illustratrice e fumettista italiana, venerdì 21 novembre è stato impedito di entrare in Francia, dove si era recata per motivi di lavoro. Dal 21 al 24, infatti, a Tolosa si è celebrato il festival di fumetto BD Colomiers, dove Mistrello avrebbe dovuto partecipare alla presentazione della traduzione francese di Sindrome Italia, il libro che ha pubblicato nel 2021 (BeccoGiallo) con Tiziana Francesca Vaccaro e che da poco è stato stampato in Francia dall’editore PresqueLune. «Ci tenevo tantissimo. Collaboro spesso con case editrici estere, ma questa è la prima volta che un mio lavoro viene tradotto ed è una cosa diversa», racconta Mistrello a VITA. Invece, appena sbarcata a Tolosa è stata costretta a tornare in Italia.

Mentre camminava lungo il tunnel che collega l’aereo all’aeroporto, tre agenti della polizia, che l’aspettavano, l’hanno fermata, «Erano lì a chiedere i passaporti e quando ho dato il mio hanno detto: “Ah, sei tu Elena. Vieni con noi”. Quindi abbiamo fatto pochi passi e mi sono ritrovata vicino alla porta dell’aereo». È successo tutto lì, senza bisogno di andare in una sala privata. Gli agenti le hanno spiegato che non poteva entrare in Francia a causa di una segnalazione del ministero dell’Interno che la identifica come «grave minaccia all’ordine pubblico». La prima reazione di Mistrello è stata di stupore misto a disagio: «Sono rimasta sorpresa e, seppur un po’ tesa, ho pensato fosse un disguido». Ha quindi provato a spiegare che era lì per motivi di lavoro, esibendo l’invito di partecipazione al festival BD Colomiers, ma non c’è stato verso di cambiare la situazione. «Quando ho capito che non mi stavano minimamente ascoltando, senza leggere i documenti che fornivo, e che non avrei avuto il tempo di trovarmi un avvocato, mi sono spaventata». Il tutto è durato quindici minuti circa: davanti all’insistenza degli agenti, che le intimavano di imbarcarsi di nuovo sull’aereo e tornare a Milano, Mistrello si è arresa.

Quello che non le torna è il perché della segnalazione. In passato, non ha mai avuto problemi con le autorità francesi ed è praticamente impossibile che sia dettata dal contenuto di Sindrome Italia. Attraverso la testimonianza della protagonista, Vasilica, il libro parla della condizione delle donne che dall’Europa dell’Est vengono in Italia e lavorano come assistenti familiari, cioè come «badanti». «È un libro profondo, dove si intrecciano i temi del lavoro di cura, della migrazione, le questioni economiche, ma non ha un carattere politico», spiega Mistrello. Alcuni suoi lavori, invece, sono «impegnati»: «Sicuramente a qualcuno possono non piacere o dare fastidio, ma non ho prove di censura nei miei confronti o in quelli di altri qui in Europa», sottolinea, anche se, come ha scritto sul proprio blog, non si stupisce di «potere essere oggetto di “attenzioni” da parte degli organi di polizia, dato che ormai l’attivismo politico, anche blando e alla luce del sole, costituisce motivo di profilazione da parte dello Stato».

La vignetta disegnata da Elena Mistrello riguardo al suo respingimento

L’unica spiegazione che si è data è che la segnalazione nei suoi confronti sia dovuta alla sua partecipazione, il 5 giugno 2023, alle manifestazioni per il decennale dell’assassinio di Clément Méric, il giovane militante nella sinistra radicale ucciso da due neonazisti. Partecipata da decine di migliaia di persone provenienti da tutta Europa, la commemorazione, spiega Mistrello, si era svolta senza incidenti o tensioni, il che renderebbe comunque strano che questo evento l’avesse portata all’attenzione della sicurezza nazionale francese. Per di più, alcuni suoi amici con cui era andata non hanno avuto problemi a tornare in Francia successivamente e lei stessa è stata a Parigi nell’ottobre del 2024. «Ero andata per vedere una mostra al Centre Pompidou, ma non ci sono stati intoppi. Io credo che la segnalazione nei miei confronti ci fosse già e che se questa volta mi hanno fermata forse è stato per un eccesso di zelo da parte della polizia di Tolosa, che ha dato una sua interpretazione di questa segnalazione». In ogni caso, aggiunge, «mi sembra una repressione arbitraria. Il motivo per cui ho reso pubblico l’accaduto non è tanto per raccontare la mia vicenda, ma perché penso che sia importante per tutti. La gente deve rendersi conto di queste pratiche di sorveglianza preventiva sempre più usate contro militanti e attivisti. Sta diventando normale, ma non dobbiamo abituarci a pensare che lo sia».

Mistrello, che ha ricevuto la solidarietà di amici e colleghi, delle case editrici per cui lavora e degli organizzatori del festival di Tolosa, farà ricorso, anche perché in Francia ci deve andare per lavorare. Sulla vicenda, le autorità italiane non sono ancora intervenute.

In apertura: da sinistra, l’autrice e attrice Tiziana Francesca Vaccaro e l’illustratrice Elena Mistrello durante una presentazione di Sindrome Italia (foto di Emanuel Vignati)

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