Nella città della frana
EsserCi per restituire la socialità perduta ai giovani di Niscemi
Il progetto "EsserCi" potenzia gli sportelli di sostegno psicologico attivati all'Istituto di istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” e al Centro di educazione ambientale. Un intervento con capofila il circolo Arci “Le Nuvole” che punta anche a ricreare spazi di socializzazione. «Il disagio dei nostri ragazzi ci arriva con forza e dobbiamo dare loro risposte immediate», dice Luciana Carfì, la presidente del circolo
Come si fa a decidere in dieci minuti cosa si deve portare via da casa? L’abito da sposa che era stato della nonna, l’album delle foto di tutta la famiglia, il pupazzo senza il quale tua figlia non riusciva mai ad addormentarsi? Con che coraggio devi guardare per l’ultima volta quella casa che ti è costata tanta fatica, anticipi, rate di mutuo, finite le quali sarebbe stata finalmente tua? Con che coraggio si può immaginare un futuro senza più fondamenta?
Questo hanno dovuto vivere le famiglie sfollate dalle loro case di Niscemi, che solo per un miracolo non sono franate a valle insieme alle loro abitazioni. Se, infatti, tutto fosse successo durante la notte, oggi dovremmo fare anche la conta di quanti genitori non avrebbero più figli o di quanti figli sarebbero diventati orfani. A Niscemi, in questi giorni, ci si confronta comunque con il lutto perché perdere casa è qualcosa a cui nessuno è mai preparato, un evento che va metabolizzato.
L’Arci Le Nuvole di Gela, forte del fatto che sul territorio stava già lavorando come capofila del progetto “EsserCi”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, da martedì 2 febbraio potenzierà i servizi di ascolto e di accompagnamento per minori e adolescenti di Niscemi, in particolare per l’età compresa tra gli 11 e i 18 anni. Un’esigenza sentita dagli operatori, ma espressa in modo particolare da Viviana Morello, dirigente dell’Istituto di istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” di Niscemi, partner del progetto, per la quale già 50 ragazzi hanno bisogno di essere sostenuti. Una richiesta subito accolta: infatti gli sportelli saranno aperti la mattina nei locali della scuola, mentre nel pomeriggio si svolgeranno nella sede del Centro di educazione ambientale, anch’esso partner del progetto.
La perdita anche dei luoghi di socialità giovanile
«Questi ragazzi», spiega la dirigente, «hanno già perso la casa e i ricordi. Alcuni di loro non possono neanche rientrare per recuperare qualcosa di ciò che hanno abbandonato per scappare. L’emergenza è certamente data dalla perdita del luogo in cui ci sentivano sicuri con la famiglia, ma anche dalla scomparsa delle zone in cui i ragazzi si incontravano, dei luoghi di socializzazione per eccellenza dei giovani niscianesi, praticamente il cuore della loro vita. Grazie al progetto amplieremo il numero delle ore che serviranno a dare supporto. Ovviamente saremo a disposizione di tutti gli studenti. La nostra scuola ne ha 900 e molti di loro sono venuti a chiedermi se c’erano compagni senza libri di testo, da aiutare. Ho anche avuto delle richieste di tablet e computer in comodato d’uso perché, essendo sfollati e magari vivendo in casa di parenti e amici, non hanno niente a loro disposizione. C’è anche l’esigenza di tenere la scuola aperta nel pomeriggio, cosa che noi già facciamo grazie ai fondi del Pnrr, ma qualora ce ne fosse il bisogno anche i docenti si sono resi disponibili ad organizzarsi con i ragazzi».
Un progetto, EsserCi, che punta a strutturare una rete di presidi, luoghi fisici esistenti che svolgono già attività aggregative con gli adolescenti, dislocati nei Comuni di Gela, Mazzarino, Riesi e, appunto, Niscemi, facilmente accessibili e aperti all’intera comunità, In tutto 42 i mesi previsti per la durata del progetto che ha come partner anche l’associazione “I Girasoli Onlus”, l’Istituto per la Ricerca Sociale e diverse scuole del comprensorio.
Un momento che ci deve vedere tutti uniti
«Scontato dire che siamo distrutti prima di tutto moralmente», afferma Luciana Carfì, presidente del circolo Arci “Le Nuvole”. Quando sta accadendo a Niscemi sta richiedendo grande impegno da parte di tutti, ma la nostra prima e più grande preoccupazione sono i ragazzi per i quali erano stati pensati gli sportelli di ascolto. La richiesta è arrivata dalla dirigente della scuola di Niscemi, come anche dell’Asp che ha firmato un protocollo d’intesa con il progetto, ma inevitabilmente, rendendoci conto delle necessità della popolazione, abbiamo deciso di potenziare immediatamente gli sportelli, aumentando anche la presenza di psicologi, psicoterapeuti ed educatori. In momenti come questo non si può stare a guardare, riflettendo su ipotesi di intervento future, ma bisogna di volere “esserci”. Serve, infatti, che tutti si mettano concretamente a disposizione, tendendo concretamente le loro mani».
Un’equipe di progetto a disposizione per le diverse esigenze, espresse anche da parte delle altre scuole di Niscemi.

La psicologa: «Tra i bambini, tanta paura»
«Siamo consapevoli che l’emergenza è estesa», sottolinea Adriana Pennino, una delle psicologhe di EsserCi. «Proprio per questo abbiamo ampliato il numero di professionisti che saranno agli sportelli, ma anche sul territorio. Vogliamo offrire supporto prima di tutto ai ragazzi, quindi alle famiglie, dando loro l’opportunità di aprirsi per noi accogliere tutto il loro disagio. In questo momento le paure sono numerose. Io mi posso considerare fortunata perché i miei figli sono oggi rientrati a scuola in maniera serena, forse perché sono riuscita a trasmettere loro molta tranquillità. Ho, però saputo che in molte famiglie ci sono bambini impauriti, con la conseguenza che è salita loro la febbre e diverse altre complicanze di carattere medico. Avere il terrore che la terra frani sotto i piedi, rendersi conto di non potere più tornare nella propria stanzetta, venire meno tutte quelle certezze che sembravano acquisite, scontate, perchè scomparse, destabilizzerebbe chiunque. La cosa bella, però, è che Niscemi è sempre stata una comunità unita, solidale, e lo sta dimostrando in questi tragici giorni».
Ma quanto la politica comprende veramente?
«Sono stata per cinque giorni con la mia gente e ho fatto mio tutto il loro dolore e lo sconforto per un futuro che loro vedono e sentono incerto», commenta con non poca fatica la senatrice del Pd, Enza Rando, originaria proprio di Niscemi, che in passato in città è stata consigliera, assessore e vice sindaco. «Chiaramente ci sono molti di loro che hanno perso tutto, ho tanti amici tra di loro, ma riflettevo anche sul grande dolore causato dalla perdita dei 4mila volumi della biblioteca dello storico Angelo Marsiano che custodiscono la storia di Niscemi. Mi piange il cuore perché le perizie erano state fatte, tutti sapevano quali rischi si correvano, magari se si fossero avvisati gli abitanti qualcosa si sarebbe salvato. Io credo che si debba parlare di grandi responsabilità, ma soprattutto che sia mancata quella attenzione, cura e ascolto che la politica deve avere nei confronti dei territorio e delle persone. Durante la mia esperienza come consigliera, assessore comunale e vice sindaco a Niscemi tutto questo è stato al primo posto. Vedere quel che è accaduto è una ferita che sanguina, ma non permetteremo che questa terra venga lasciata sola».
Le foto sono state fornite dell’Ufficio Comunicazione del progetto EsserCi
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