Fra profit e non profit
Firenze, al nido in pediatria ci pensa la banca
Nello storico ospedale pediatrico del capoluogo toscano, il Meyer, apre il nono asilo nido di Intesa Sanpaolo. Realizzazione nell'ambito del "Programma educativo per bambini lungodegenti" della banca. La gestione affidata a una cooperativa sociale del Consorzio Pan. Per il chief social Impact officer, Paolo Bonassi, «un modello innovativo di collaborazione pubblico – privato che nasce dalla volontà di sostenere in modo concreto chi si trova in difficoltà»
Un asilo nido nell’ospedale pediatrico, realizzato da una banca e gestito da una cooperativa sociale. Questo incrocio, abbastanza insolito, di bisogni pubblici, progettazione privata for profit e gestione senza fine di lucro, vedrà sorgere l’asilo a Firenze, dove il locale (e storico) ospedale per i più piccoli, il Meyer, sarà presto dotato di questa struttura al servizio dei bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia.
L’Azienda ospedaliera universitaria – Aou Meyer Irccs, l’ospedale pediatrico, accoglie infatti ogni anno una media di 70-100 nuovi pazienti, per un totale di 700 ricoveri ogni anno (fra pazienti nuovi, appunto, e quelli già in cura).
Il programma per i bambini in ospedale
La struttura nasce dal progetto di Intesa Sanpaolo nell’ambito Programma educativo per bambini lungodegenti, grazie al quale la prima banca italiana offre gratuitamente servizi di asilo nido ai bambini sino a 36 mesi, lungodegenti presso i reparti di Oncologia di ospedali di eccellenza. «L’apertura di asili nido negli ospedali di Torino, Napoli, Monza, Padova, Bologna, Genova, Bari e Trieste», spiega una nota di Intesa Sanpaolo, «risponde alle esigenze educative e di socializzazione dei piccoli ricoverati offrendo un sostegno verso una vita futura e offrendo loro un sostegno per la vita presente e uno sguardo positivo verso il futuro. Sono circa 900 i bambini già coinvolti nei presidi ospedalieri in cui è stato attivato il servizio aiutando i piccoli pazienti e i loro familiari».
L’iniziativa è stata presentata stamane a Firenze, da Paolo Morello Marchese, direttore generale Aou Meyer Irccs, Paolo Bonassi, chief Social Impact officer di Intesa Sanpaolo, Emanuele Gori, direttore sanitario Aou Meyer, Annalisa Tondo, direttrice del Dipartimento ad attività integrata – Dai di Oncoematologia pediatrica e Luigi Paccosi, presidente Cooperativa Sociale Età Insieme.
La gestione alla cooperazione sociale

Proprio alla cooperativa sociale sarà affidato il servizio educativo: si tratta di una realtà aderente Pan – Servizi per l’infanzia, primo network italiano di servizi per l’infanzia senza fini di lucro istituito da Intesa Sanpaolo, ormai nel 2004, insieme a importanti reti dell’imprenditoria sociale (Cgm e Consorzio Con-Opera), «con l’obiettivo di garantire servizi per l’infanzia di qualità certificata a livello europeo».
«Il progetto ha l’obiettivo è quello di migliorare la qualità del soggiorno di questi piccoli lungodegenti», spiegano da Intesa Sanpaolo, «nella struttura ospedaliera attraverso un programma educativo calibrato sulle singole esigenze. Le attività vengono portate avanti compatibilmente con le esigenze di cura e assistenza medico infermieristica dei bambini, e vengono svolte sia nelle stanze di degenza sia in un apposito spazio nido allestito nel reparto, accogliente, sicuro, adeguatamente arredato con attrezzature tecniche, ludiche e materiali educativi».
Nidi Intesa Sanpaolo a quota nove
Giustamente fiero di questa nuova apertura è Bonassi: «Siamo orgogliosi di inaugurare oggi al Meyer un nuovo servizio dedicato ai bambini lungodegenti. I nove nidi di Intesa Sanpaolo negli ospedali pediatrici portano sollievo e un aiuto concreto a centinaia di piccoli pazienti e alle loro famiglie. Questo progetto rappresenta un modello innovativo di collaborazione pubblico – privato e nasce dalla volontà di sostenere in modo concreto chi si trova in difficoltà. Il nostro impegno», ha sottolineato, «segue non solo una logica filantropica, ma la convinzione che stare accanto alle persone in difficoltà contribuisca a costruire una società più forte e coesa».

L’ospedale Meyer: «Prezioso aiuto alle famiglie»
Per il d.g. Marchese Morello, «questo progetto è particolarmente importante perché va a sostenere i nostri piccoli pazienti oncologici, affinché la loro quotidianità in ospedale sia il meno traumatica possibile. Il servizio sarà un aiuto prezioso anche delle famiglie di questi bambini che vivono un momento non facile. Ringraziamo Intesa Sanpaolo per questa iniziativa che rispecchia il nostro modo di intendere la cura». Un modo che la pediatra Tondo ha spiegato così: «Le attività volte a garantire una normalità in un percorso di cura di bimbi così piccoli motiva e supporta loro e le famiglie nel trovare motivazione alla cura stessa. Si tratta di una visione olistica della cura delle persone in tutte le fasi della vita e non della sola malattia».
Cosa offrirà il servizio
Il servizio offrirà attività personalizzate dedicate ai bambini mirate al loro sviluppo e articolate sulla base dei suoi bisogni. «Lo scopo», spiega la nota, «è quello aiutare i piccoli a superare l’isolamento sociale e psicologico derivanti dalla malattia, dalle pesanti cure e dalla lungodegenza, favorendo lo sviluppo cognitivo e affettivo. Al lavoro, ci sono educatrici qualificate. Il gioco e il disegno, la lettura e tutte le attività creative offrono stimoli indispensabili per un percorso di crescita serena e aiutano la rielaborazione fantastica della realtà. Le attività didattiche mettono in atto un grande cambiamento nei piccoli. La voglia di sorridere, parlare, ascoltare storie, camminare, disegnare, creare, cantare una canzone e battere le mani. Basta poco per dimenticare il dolore e il contesto ospedaliero: quando si gioca, si entra in un mondo diverso dove ci sono solo leggerezza, esperienza e divertimento».

L’iniziativa intende sostenere anche i genitori, «in particolare le mamme che nella maggior parte dei casi assistono direttamente il bambino durante il periodo della degenza. Proprio la relazione tra educatori e genitori è parte essenziale del progetto ed è volta a promuovere il confronto sull’esperienza dei bambini».
Giusto infine ricordare perché una banca, cioè una realtà profit, si sia messa a costruire asili nido: l’iniziativa rientra nell’ambito del contributo alla riduzione dei divari sociali realizzato dal Gruppo guidato da Carlo Messina «a favore della crescita del Paese, un obiettivo strategico inserito nel Piano di impresa dal 2018 e sviluppato dalla struttura Intesa Sanpaolo per il Sociale».
Le foto di questo servizio sono dell’Ufficio stampa di Intesa Sanpaolo.
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