Confronti
Fornero, lezione ai giovani Bcc: «Il welfare rispetti il contratto fra generazioni»
A Trento per due giorni 400 giovani soci hanno discusso in rappresentanza dei 172mila che compongono la base associativa del Credito cooperativo italiano. Federcasse ha chiamato l'ex-ministro del Lavoro del Governo di Mario Monti a dialogare con loro
Le banche di credito cooperativo, da anni, si sono date l’obiettivo di salvaguardare i valori della cooperazione bancaria coinvolgendo i giovani soci. Non un traguardo vagamente accennato, ma un’azionecconcreta, che sta nell’agenda di Federcasse: che trova il suo culmine nel Forum nazionale delle giovani socie e dei giovani soci, giunto alla 13ma edizione e svoltosi sabato e domenica a Trento.
Qui la federazione guidata da Augusto Dell’Erba aveva proposto questo titolo: CambiaMENTI che uniscono: un ponte tra generazioni. «È tema scelto per quest’anno», avevano spiegato da Federcasse, «con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei giovani nelle banche anche di credito cooperativo e costruire una cooperazione intergenerazionale capace di raccogliere proposte, richieste e impegni concreti da portare a beneficio dell’intero sistema, componendo innovazione e tradizione».
Programmi per 172mila
Non un discorso o una pagina di brochure: sono oltre 172 mila i giovani soci e socie under 30 del Credito cooperativo, 72 i gruppi attivi in altrettante Bcc mentre la rete è composta da una Consulta formata da due giovani per ogni gruppo e da un Comitato di coordinamento nazionale, a cui danno vita i rappresentanti dei diversi gruppi. Non solo, il presidente dei Giovani è anche membro del Consiglio nazionale di Federcasse.
A Trento, i giovani erano arrivati da tutt’Italia, in quasi 400, e per loro, era stato pensato un programma intenso, fatto di lezioni, momenti di approfondimento, laboratori di gruppo, sessioni di dialogo, visite guidate, attività culturali e conviviali, che è un po’ il marchio di fabbrica di Federcasse: il ragionamento guidato, sostenuto con autorevoli confronti, corroborato dal lavoro di insieme ma cordiale, dentro cioè un clima positivo e accogliente, non senza attenzione ai luoghi, alla loro cultura e alla loro bellezza. Un modo intelligente di fare squadra che i vertici della Federazione, il presidente Dell’Erba ma anche il direttore generale, Sergio Gatti, perseguono, sapendo che poi, quando un giovane socio rientra a Carate Brianza (Mb), un’altra a Salerno, un altro ancora a Pontassieve (Firenze), lo faranno avendo rafforzato quella visione ideale di fare banca per le persone e, quel che più conta, avendo sostenuto un’amicizia operativa.
In dialogo con la Fornero
A dialogare con loro, i vertici delle Bcc avevano chiamato una studiosa che, in una relativamente breve fase vita politico-istituzionale, s’è in qualche modo spesa per i giovani e il loro futuro più di altri: si tratta di Elsa Fornero che, nelle sue vesti di ministra del Lavoro dell’esecutivo “emergenziale” di Mario Monti, si era impegnata per la sostenibilità del sistema pensionistico, provando a moderare il meccanismo che accollava alle giovani generazioni il peso di una spesa previdenziale ormai fuori registro.
E a Trento, alla necessità di costruire un ponte tra le generazioni ha fatto più volte riferimento la professoressa “onoraria” del Dipartimento di Scienza economico-sociali dell’Università di Torino.

A interrogarla, per una volta invertendo i ruoli, tre giovani soci: Veronica Panigutti e Enrico Poniz, entrambi di Banca 360 Credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia, e Andrea Pressendo di Bcc Valdostana. «Il welfare va ripensato lungo tutto il ciclo di vita della persona», ha ribadito Fornero «dalla nascita fino alla pensione, per garantire la sostenibilità del sistema e il rispetto del contratto generazionale, che rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra società»
L’ex ministra: «Più donne al lavoro e salari più alti. Grazie all’innovazione»
Secondo Fornero, «serve un mercato del lavoro più inclusivo che aumenti il tasso di occupazione femminile e che permetta salari più elevati. L’obiettivo della politica è quello di migliorare il funzionamento del mondo del lavoro. Per farlo, è necessario partire dalle basi: istruzione, investimenti delle imprese e credito alle imprese. Con investimenti e innovazione, infatti, aumenta la produttività. Dobbiamo dare ai giovani», ha proseguito, «la possibilità di scegliere di restare nei loro territori, con una scuola e un’università di qualità e, successivamente, buone prospettive di lavoro, che rispettino anche le loro aspirazioni. Dobbiamo avere fiducia e trasmettere fiducia ai giovani».
Il profitto di per sé non è “immorale”, se lo si realizza sulla base di una organizzazione produttiva e uno scambio circolare che metta al centro i valori sociali, i valori civili, il rispetto della persona.
Elsa Fornero
Secondo la professoressa torinese, «il lavoro, soprattutto per le donne, è ciò che rende indipendenti sotto il profilo economico. Essere economicamente indipendente significa conquistarsi la libertà».
Purtroppo, l’Italia resta il Paese «con il più basso tasso di occupazione in Europa. Per migliorare la produttività e valorizzare il capitale umano, servono politiche adeguate: il profitto di per sé non è “immorale”, se lo si realizza sulla base di una organizzazione produttiva e uno scambio circolare che metta al centro i valori sociali, i valori civili, il rispetto della persona. Che sono i valori della nostra Costituzione».

Confronto con i giovani di altre realtà
Successivamente il confronto si è svolto con le rappresentanze imprenditoriali giovanili di Confartigianato, Confindustria, Confcooperative, Giovani albergatori del Trentino, Confcommercio “Imprese per l’Italia”, mentre nella mattina ieri, domenica, si sono approfondite alcune storie di cooperazione “d’impatto”, espressioni del territorio.
Quest’anno, tra l’altro, il Forum ha coinciso con la celebrazione del 130° anniversario della Federazione Trentina della Cooperazione, «organismo di rappresentanza delle centinaia di esperienze imprenditoriali cooperative del territorio, da sempre motore di sviluppo economico e sociale della provincia autonoma». Una storia di impatto che più di impatto non si può.
La presidente della Rete giovani: «Il nostro contributo per nuove idee»
«Ogni tempo, presente e futuro», ha detto Ilaria Rinaldi, responsabile giovani proprio della Federazione trentina, «è sempre una corresponsabilità condivisa tra giovani, senior e tutti coloro che lavorano nel mondo cooperativo. Quando parliamo di futuro non parliamo solo di “quando i giovani diventeranno qualcosa”, ma di come costruire insieme questo percorso».
«Mi auguro», le ha fatto eco, in conclusione, Giulia Pittatore, presidente Rete nazionale Giovani, «è che anche questo Forum possa aver fatto nascere nuove idee e nuovi spunti. Sono certa che, come giovani, abbiamo offerto un contributo, anche piccolo, portando una prospettiva diversa. Forse non sempre percorribile, forse solo in parte, ma comunque utile: questo è stato lo spirito che ci ha accompagnato durante questi giorni di confronto».

Dell’Erba: «Siate classe dirigente»
Il senso di questo lavoro lo ha ribadito, alla fine, il presidente di Federcasse, Dell’Erba, ricordando che iniziative come il Forum «servono a caratterizzare il nostro sistema e a rappresentarne la diversità. Affinché le generazioni, soprattutto, la vostra generazione, possano guardare al futuro con fiducia, è necessario creare occasioni come questa: occasioni che, al di là dei temi trattati di volta in volta, rafforzano conoscenza, esperienza e cultura nei confronti del nostro modello d’impresa, un modello che diventa ancora più complesso da praticare quando si parla di attività bancaria».
Secondo Dell’Erba «questi incontri, mescolano esperienze diverse e creano un contesto formativo anche quando non affrontiamo temi prettamente tecnici. Qui si impara a stare insieme, a parlare di ciò che facciamo, senza vendere un prodotto ma trasferendo cultura, sapere e informazione e formazione».
Il presidente di Federcasse ha concluso con un appello ai 400 della sala trentina: «Dovete formarvi: siete la classe dirigente del futuro, in senso generale, e – ce lo auguriamo – anche la futura classe dirigente del sistema cooperativo e dovrete ricordare che non vi occupate solo di soldi, ma della vita e dell’esperienza delle persone».
Le foto sono dell’Ufficio stampa Federcasse. Quella dei giovani lombardi proviene dal profilo LinkedIn della Federazione lombarda Bcc.

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