Democrazia alla prova

Genova capitale del dibattito democratico: analisi e idee per il futuro

Forum Disuguaglianze e Diversità e Palazzo Ducale organizzano a Genova, con la curatela di Fabrizio Barca e Luca Borzani, tre giorni di analisi e dialoghi per comprendere le sfide alla democrazia e la sua capacità di reagire e rigenerarsi. Tra gli ospiti Gaetano Azzariti, Vincent Bevins, Lucio Caracciolo, Jayati Gosh, Evgeny Morozov, Serena Sorrentino, Susan Stokes, Nadia Urbinati, Chiara Volpato

di Redazione

Può la democrazia rinnovare i propri strumenti e la propria credibilità? Riuscirà a rigenerarsi? È attorno a queste domande che si dipana una tre giorni di analisi e dialoghi promossa a Genova da Forum Disuguaglianze e Diversità e Palazzo Ducale con la curatela di Fabrizio Barca e Luca Borzani. Si chiama “Democrazia alla prova” ed è una risposta a un mutamento sociale e politico segnato da profonda complessità, all’indirizzo preso dalla trasformazione digitale, alla straordinaria concentrazione di ricchezza e potere in poche mani, a una potente dinamica autoritaria.

Dal 23 al 25 gennaio, il confronto tra relatori e relatrici di diverse discipline e campi d’azione, di ogni fascia generazionale e di Paesi diversi, aiuterà a comprendere “che fare”. La prospettiva non sarà quella della “crisi della democrazia”, «poiché la democrazia, per sua natura, non è mai data una volta per tutte», si legge nel comunicato stampa di presentazione, «ma è un sistema che legittima e governa conflitti e tensioni, che è in continuo divenire e che deve continuamente adattare i propri dispositivi al contesto e rigenerarsi».

Un documento da cui partire

Il punto di partenza è offerto da un insieme di assunti, curato da Fabrizio Barca e Luca Borzani, che sarà messo al centro dei lavori. Nel documento vengono argomentate alcune questioni, a partire dalle quali si ragionerà sulla necessità della democrazia di rigenerarsi e su come questo processo possa compiersi. Eccole:

  • «Per “democrazia” intendiamo un sistema costituzionale che mira ad assicurare a tutti e tutte un peso effettivo sulle decisioni pubbliche, la possibilità di non essere dominati e subalterni e una comune uguaglianza».
  • «La democrazia non è mai data una volta per tutte, ma è per sua natura un sistema in continuo divenire che deve continuamente adattarsi al contesto».
  • «La democrazia, pur non essendo necessaria al capitalismo, può convivere con esso e influenzarlo».
  • «Il neoliberismo ha eroso la capacità della democrazia di conseguire i propri obiettivi».
  • «Il neoliberismo ha anche saputo intercettare la transizione digitale piegandola a strumento di concentrazione di ricchezza e potere».
  • «La democrazia non è stata capace di rinnovarsi per far fronte alla crescente complessità delle decisioni pubbliche».
  • «Gli strumenti per il controllo e il confronto pubblico sono stati indeboliti, favorendo la direzione autoritaria».
  • «Molti movimenti e organizzazioni di cittadinanza attiva, con un significativo ruolo delle nuove generazioni, si sono opposti al neoliberismo, ma non hanno pesato a livello di sistema».
  • «Il neoliberismo ha progressivamente perso egemonia, e ha così accentuato il suo tratto illiberale. In assenza di alternative democratiche, dentro al populismo si è spesso affermata la versione autoritaria».
  • «La fase in atto in molta parte dell’Occidente e del mondo può essere interpretata come una convergenza di neoliberismo e autoritarismo».
  • «La dinamica autoritaria è cementata e incoraggiata da un’azione possente sul senso comune».

Le cinque sessioni

La tre giorni vedrà alternarsi analisi e dialoghi a più voci. Le prime due sessioni – “Democrazia, Stato, neoliberismo e autoritarismo: passato e presente” e “Democrazia, Stato, neoliberismo, autoritarismo: futuro” – guardano alle stesse vicende con due diverse prospettive. La terza sessione “Nuove generazioni e democrazia” è guidata dal punto di vista delle nuove generazioni, per comprendere l’equilibrio fra la consapevolezza delle ingiustizie e le intuizioni sul rinnovamento della democrazia. Nella quarta sessione, “Stati Uniti, India e Cina”, viene preso di petto il caso Stati Uniti, per cogliere l’essenza della svolta autoritaria in atto, e domandarsi se essa anticipi tendenze generali. Ci si pongono poi simili domande anche sull’India, la più grande democrazia al mondo, e sulla Cina, analizzando come vengano prese le decisioni in quel particolare modello di governo. Si chiude con una quinta sessione dedicata all’Italia.

Per partecipare alla tre giorni (qui il programma) occorre prenotarsi a questo link.

La fotografia è di Aleksandr Popov su Unsplash

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