Raccontare la salute
Giornalismo scientifico, premiata Nicla Panciera
Alla nostra collega, che tratta di medicina su VITA, il prestigioso riconoscimento dell’Unione nazionale medico-scientifica d’informazione – Unamsi. Un attestato al lavoro appassionato e scrupoloso su tematiche delicatissime
«Per la sua capacità di raccontare i progressi in ambito bio-medico con rigoroso spirito scientifico ma con un taglio divulgativo e chiaro, capace di avvicinare il pubblico anche ai temi più complessi e di tradurre la conoscenza scientifica in una comunicazione autenticamente utile e rispettosa per il paziente». Con questa motivazione, Nicla Panciera, la nostra collega Nicla, ha ricevuto ieri il premio “per il giornalismo scientifico” dall’Unione nazionale medico-scientifica d’informazione – Unamsi.
Con lei, per la medesima categoria, premiata Roberta Villa, medico e saggista e apprezzatissima anche per le sue capacità di fare debunking delle peggiori fole antiscientifiche. “Per la ricerca” invece sono stati premiati il direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori – Int, Giovanni Apolone, e l’oncologo del Pascale di Napoli, Paolo Antonio Ascierto. Premiati anche, con le targhe, “per la comunicazione” Lino Grassano, comunicatore all’Ospedale Niguarda. Riconoscimenti sono andati anche a Maurizio Fossati, a lungo firma de Il Giorno, e a Fulvia Salvi, per il progetto MediCinema.

Noi di VITA, che conosciamo la passione e il rigore di Nicla per il giornalismo che tratta questioni delicatissime come quelle attinenti alla salute, ci rallegriamo del riconoscimento ma, ovviamente, non ce ne stupiamo. Il suo giudizio in ogni riunione fa Cassazione quando analizziamo una proposta, ragioniamo di un’idea narrativa, discutiamo di un pezzo su questi temi.
Quando poi scrive lei è un piacere doppio: da colleghi, perché il racconto è sempre essenziale, senza fronzoli ma mai scarno e sempre ricco degli elementi necessari alla comprensione; da lettori, perché anche a noi capita, ogni tanto, di capire qualcosa, grazie alla “tigna” – non la dermatofitosi eh, ma la cocciutaggine nel far le cose bene, con la completezza necessaria e in modo deontologicamente ineccepibile – con cui scrive.
Da qualche anno, anche le associazioni di pazienti e fle ondazioni di ricerca che frequentano VITA, hanno constato quanto sia importante una giornalista di questa levatura e con questo sguardo sui problemi, per raccontare le loro battaglie e il loro impegno.
Non le diamo premi, come i colleghi di Unamsi, ma cogliamo l’occasione della loro attenzione alla qualità del lavoro, per dirle il nostro, pubblico, grazie.

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