Dieta senza glutine

Gli esperti italiani di celiachia a confronto

Aderenza alla dieta, etichettatura degli alimenti, ultime ricerche e aspetti nutrizionali dei prodotti senza glutine: gli esperti che in Italia si occupano di celiachia si sono riuniti venerdì scorso per discutere di dieta senza glutine. Dall’incontro, promosso dall'Associazione italiana Celiachia, nascerà un documento programmatico per i pazienti, a cui è dedicato un evento online il 19 novembre

di Redazione

Si è svolto venerdì a Milano il convegno annuale di Aic – Associazione italiana Celiachia, per presentare le più recenti ricerche sulla dieta senza glutine, sui sistemi che monitorano il rispetto della dieta, la normativa nazionale ed europea sulle etichette, i metodi di analisi del glutine e gli aspetti nutrizionali degli alimenti senza glutine. Un momento di confronto che lascerà in eredità un documento programmatico sulla dieta senza glutine, fruibile e pensato in modo specifico per i pazienti celiaci, per offrire consigli e indicazioni pratiche volte a migliorare la qualità della vita.

Una riflessione su diagnosi e cura

Il convegno, finanziato grazie ai fondi del 5 per mille, rappresenta il principale appuntamento italiano dedicato alla comunità medico-scientifica impegnata nella diagnosi e cura della celiachia e ha riunito i medici specialisti, esperti e altre professioni sanitarie come dietisti e biologi. Hanno presenziato l’onorevole Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, le senatrici Maria Cristina Cantù ed Elena Murelli, rappresentanti dell’Intergruppo parlamentare malattia celiaca, e Floris van Overveld, presidente di Aoecs – Association of European Coeliac Societies.

«Nonostante la dieta senza glutine sia l’unico trattamento al momento disponibile per la celiachia, la sua implementazione non è sempre facile», ha commentato il dottor Marco Silano, direttore scientifico del convegno e direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di Sanità e coordinatore del board scientifico di Aic: «i pazienti celiaci affrontano problematiche legate a contaminazioni, aderenza alla dieta, bilanciamento e varietà nutrizionale, costi e falsi miti e disinformazione. Con il 13° convegno annuale di Aic vogliamo ricordare ai colleghi medici l’importanza di continuare a parlare e aggiornarsi sulla dieta senza glutine perché il nostro obiettivo primario è la tutela della salute delle persone celiache».

Che cosa significa “senza glutine”

La professoressa Renata Auricchio, pediatra del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali all’Università degli Studi Federico II di Napoli, nel suo intervento “Definizione di dieta senza glutine” ha presentato il documento della società scientifica Espghan che per primo fornisce una definizione di dieta senza glutine, una panoramica delle normative per definire il termine “senza glutine” e le raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica su come supportare l’aderenza dietetica.

Al 13° Convegno Aic, l’intervento di Rossella Valmarana e Marco Silano (Fotografia Videora)

Con “Aspetti nutrizionali degli alimenti senza glutine”, la professoressa Nicoletta Pellegrini del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali all’Università di Udine ha presentato i risultati di uno studio che dimostra che quando la dieta senza glutine segue le linee guida per una sana alimentazione, risulta del tutto adeguata a una dieta con glutine. Lo studio conferma che gli alimenti devono essere scelti secondo un criterio nutrizionale ed è necessario indirizzare i pazienti celiaci verso una scelta più consapevole degli alimenti.

Aderenza alla dieta e soglia di tolleranza

La professoressa Elena Lionetti, pediatra all’Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato che «l’aderenza alla dieta senza glutine ancora oggi ha percentuali variabili comprese tra il 40% e il 96%. Studi recenti mostrano una correlazione positiva tra aderenza rigorosa e migliore qualità di vita, suggerendo che l’educazione continua, il follow-up multidisciplinare e il supporto psicologico siano essenziali per una gestione ottimale del paziente celiaco».

Il professor Carlo Catassi, pediatra dell’Università Politecnica delle Marche ha affrontato il tema del limite di tolleranza delle tracce di glutine nei prodotti alimentari, in particolare in quelli etichettati come gluten-free. «Studi recenti preliminari indicano che una quantità di glutine infinitesima (pari a 3 mg) può causare l’aumento di alcuni marcatori di infiammazione: se confermati, si dovrà rivedere l’attuale soglia di tolleranza di 20 mg/kg (ppm) di glutine che, comunque, non comporta rischi per i pazienti celiaci».

Dopo un excursus sul successo dello studio pilota D1ce Screen, la dottoressa Olimpia Vincentini ha illustrato i prossimi passi per l’attuazione della legge che includono l’implementazione del programma di screening in ulteriori regioni, il perfezionamento delle strategie di screening mirate per età e l’integrazione del follow-up a lungo termine per monitorare gli esiti di salute e ottimizzare gli interventi precoci.

Oggi la scienza analitica si comporta come un vero “detective molecolare”, in grado di offrire una completa e accurata visione della presenza del glutine, anche in quantità infinitesimali

Gianfranco Mamone, Istituto di Scienze dell’Alimentazione, Consiglio nazionale delle Ricerche

Il dottor Gianfranco Mamone, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione, Consiglio nazionale delle Ricerche, ha invece approfondito il tema delle contaminazioni accidentali che possono verificarsi in fase di produzione, trasporto e confezionamento dei prodotti “gluten-free”. «Oggi la scienza analitica si comporta come un vero “detective molecolare”, in grado di offrire una completa e accurata visione della presenza del glutine, anche in quantità infinitesimali o in matrici complesse, e garantire così la sicurezza per le persone celiache».

Il punto di vista dei pazienti

Caterina Pilo, direttrice generale di Aic, con il suo intervento ha portato all’attenzione degli esperti riuniti al convegno il punto di vista dei pazienti, ricordando l’importanza che ogni aggiornamento scientifico si traduca in azioni e progetti che abbiano una ricaduta concreta nel migliorare la qualità della vita delle persone celiache.

Infine, il dottor Marco Silano si è focalizzato sul percorso che ha portato alla definizione del contenuto massimo di 20 mg/kg (20 ppm) di glutine negli alimenti etichettati “senza glutine”: risultato di un equilibrio complesso tra evidenze scientifiche, tutela della salute pubblica e la sostenibilità di tecnologie alimentari industriali.

«Il tema della terapia senza glutine, in tutti suoi aspetti, sociali, normativi, di sicurezza e qualità degli alimenti, è tra i più seguiti e attrattivi per i pazienti e per le famiglie, perché ha un grande impatto nella quotidianità e sulla qualità della vita dei celiaci», dichiara Rossella Valmarana, presidente Aic. «È per questo motivo che abbiamo pensato di tradurre in chiave divulgativa i contenuti scientifici emersi nel corso del convegno, attraverso un incontro online (il 19 novembre sui canali Social di Aic, ndr) dedicato proprio alle famiglie».

La fotografia in apertura è di Chiranjeeb Mitra su Unsplash

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