Aziende & carcere

I benefici delle piante, a San Gimignano nasce il giardino officinale dei detenuti

Nella casa di reclusione di Ranza sono stati inaugurati un giardino officinale e un frutteto, realizzati grazie al sostegno di Estra. Il progetto coinvolge circa 20 ristretti, tra attività pratiche e un percorso di formazione in fitoterapia. Sono state piantate 200 specie officinali e 100 piante da frutto, creando una piccola filiera interna. Giuseppe Rubechi, responsabile Sostenibilità di Estra: «Questo progetto riflette un’idea di sostenibilità che parte dai territori e dalle persone che li abitano»

di Ilaria Dioguardi

È un progetto che unisce agricoltura sociale, formazione professionalizzante e reinserimento. Un giardino officinale e un frutteto sono stati inaugurati nella casa di reclusione di Ranza (San Gimignano), grazie al sostegno di Estra, nell’ambito della campagna nazionale “Ortofrutteto solidale diffuso” di AzzeroCo₂ e Legambiente. Sono coinvolti circa 20 detenuti tra attività pratiche e un percorso di formazione in fitoterapia, sviluppato con la Società italiana di fitoterapia, con l’intento di permettere ai partecipanti di acquisire competenze spendibili anche al termine della detenzione.

200 specie officinali e 100 piante da frutto

L’iniziativa è volta ad introdurre vere e proprie tecniche produttive, dalla messa a dimora alla trasformazione in tisane, oleoliti e sciroppi, con un valore sia formativo sia terapeutico, grazie all’utilizzo dell’agricoltura come ergoterapia per persone con fragilità psicologiche o culturali. In totale, sono state piantate 200 specie officinali e 100 piante da frutto (uva spina e ribes nero), creando una piccola filiera interna.


Sostenibilità che parte dai territori

«Portare un frutteto e un giardino officinale dentro un istituto penitenziario significa trasformare uno spazio chiuso in un luogo generativo: un percorso che dà nuova dignità al tempo e offre competenze utili», dice Giuseppe Rubechi, responsabile Sostenibilità di Estra. «Il progetto è stato sostenuto dalla nostra azienda perché riflette un’idea di sostenibilità che parte dai territori e dalle persone che li abitano. Il concetto di sostenibilità, per Estra, significa anche restituire valore alle comunità in cui l’azienda opera e creare opportunità laddove ce ne sono meno».

Riqualificazione dell’ambiente carcerario

«Estra ha una grande attenzione ai territori e alle comunità. Non è il primo progetto che attiviamo con le carceri, ne abbiamo avviato uno a Sollicciano, in parte analogo. Nel carcere fiorentino abbiamo piantumato delle piante da frutto per favorire l’economia circolare e avviare un progetto rieducativo per i detenuti», prosegue Rubechi. «Su questa scia abbiamo inserito, nel contesto della campagna “Ortofrutteto solidale diffuso”, il finanziamento e la compartecipazione del progetto a San Gimignano».

Nella foto dell’inaugurazione, da sinistra: Giuseppe Rubechi, responsabile Sostenibilità Estra, Andrea Marrucci, sindaco comune San Gimignano, Giuseppe Renna, direttore casa di reclusione di San Gimignano

«Questi progetti ci stanno a cuore anche perché permettono la riqualificazione dell’ambiente carcerario, con un numero considerevole di piante officinali e da frutto, e l’assorbimento delle emissioni di Co2, oltre al miglioramento diretto della vita dei detenuti e di chi lavora nel carcere», dice Rubechi. Poi c’è l’aspetto legato alla fitoterapia: «I partecipanti non solo si occupano della messa a dimora delle piante ma seguono anche il corso di formazione che li porterà a qualificarsi».

Migliorare il benessere fisico urologico dei detenuti

Le piante officinali hanno proprietà benefiche, «lo scopo è anche quello di migliorare il benessere fisico urologico dei detenuti. Il 40-50% degli uomini ultracinquantenni soffre di problemi legati all’urologia, è anche un modo di fare prevenzione e cura delle persone che sono ospiti dell’istituto», continua. «I beneficiari del progetto sono direttamente 20 detenuti, ma a beneficiarne indirettamente è tutto l’istituto di pena».

Replicare in altri istituti. E non solo…

L’ intenzione di Estra è non solo di replicare il progetto in altri istituti penitenziari, «il proposito dell’azienda è di portare avanti negli anni un percorso, coinvolgendo gli istituti del centro Italia, soprattutto dove insiste territorialmente la nostra realtà, per dare attenzione sempre di più alle nostre comunità», sottolinea Rubechi. «Nell’ambito di “Ortofrutteto solidale diffuso”, come Estra valutiamo le opportunità che si creano nei territori, compartecipiamo alla progettazione e finanziamo gli interventi, che poi sono gestiti da AzzeroCo2 nella campagna di Legambiente».


Progetti senza fine

«La peculiarità dei progetti che supportiamo è di essere potenzialmente infiniti. La cura legata non solo alla pianta, ma al processo fa sì che sia di grande interesse, per gli istituti, proseguire con programmi e corsi che valorizzino il progetto negli anni», spiega Rubechi. «Non prevediamo, all’inizio, un ulteriore intervento da parte nostra, anche se ovviamente non possiamo escluderlo».


Foto dell’ufficio stampa di Estra

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