Teatro
I corpi di ottanta adolescenti per Aristofane e la sua critica alla guerra
Approda al Piccolo Teatro di Milano la straordinaria esperienza della non-scuola di Marco Martinelli. Cori di ragazzi della periferia di Napoli e di Milano portano in scena la “Lisistrata”, un testo pacifista del grande commediografo greco. Meglio dire che la “portano in vita”…
Chi era Aristofane? Un adolescente infuriato, che a diciotto anni iniziò a scrivere contro la guerra che insanguinava Atene. Questa la definizione che Marco Martinelli dà di uno dei massimi commediografi dell’antichità. Lisistrata è uno dei suoi testi più celebri ed è stata rappresentata per la prima volta ad Atene nel 411 a. C. come riposta polemica al perdurare della guerra che opponeva da oltre vent’anni le due principali città greche.
Lisistrata, la protagonista, esasperata dalla situazione, mobilita le donne, compresa una rappresentanza delle nemiche spartane, in uno sciopero del sesso che faccia finalmente ragionare gli uomini guerrafondai. Come le sue protagoniste, anche Aristofane non ne può più della guerra. Ed è a partire dall’idea che un classico come Lisistrata possa diventare un’arma contro la guerra o almeno uno strumento per coinvolgere i cittadini e accrescerne la consapevolezza, che Marco Martinelli ha costruito uno spettacolo fuori dall’ordinario: in scena ci sono infatti 80 adolescenti, la maggior parte provenienti dai comuni dei territori vesuviani.

Dopo l’esordio al Teatro Grande di Pompei davanti a 1.500 spettatori, questa inedita compagnia approda a Milano, ospite del Piccolo Teatro Studio. Per l’occasione arriva in una versione corale e inedita, che coinvolge anche i giovani dei laboratori di Olinda, realtà attiva negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico milanese Paolo Pini. Spiega Martinelli: «Ho messo in relazione le esplosioni satiriche dell’antenato con i disagi e i desideri degli adolescenti di oggi, accomunati dalle stesse urgenze: il ritorno delle idiozie guerrafondaie e la corsa suicida agli armamenti, la stupida arroganza maschile cui solo il coraggio delle donne può mettere argine, le tragiche disuguaglianze che vedono le ricchezze del pianeta concentrate nelle mani di pochi miliardari e la povertà di schiere infinite di lavoratori».
La Lisistrata è parte di un percorso che Marco Martinelli con Ermanna Montanari, fondatori del Teatro delle Albe di Ravenna, hanno iniziato nei primi anni Novanta, partendo dalla loro città: la non-scuola è un percorso di artigianato e arte teatrale che ha coinvolto in questo arco di tempo ormai migliaia di adolescenti in quello che Martinelli chiama «l’atto creativo di “messa in vita” dei testi classici». La non-scuola è un progetto senza confini che ha toccato tante periferie italiane ma è approdato anche negli slum di Nairobi e nel Bronx.

La guerra, che è al centro della trama di Lisistrata, diventa metafora delle guerre lontane e anche vicine, come spiega Martinelli: «Aristofane con questo suo testo non ci ha dato solo l’occasione di riflettere su quanto accade in Palestina o Ucraina. Non c’è solo Gaza, c’è la violenza dei vicoli dove crescono i ragazzi di Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Pompei che fanno parte del percorso di “Sogno di volare”. Ecco ci siamo confrontati su quanto accade nei loro quartieri, sui diritti funestati dai femminicidi partendo proprio dalla figura di Lisistrata».
“Sogno di volare” è un progetto giunto alla quarta edizione e partito grazie ad un’intuizione del conservatore degli Scavi di Pompei Gabriel Zuchtriegel, per coinvolgere chi vive intorno alla grande area archeologica ma ne è sempre rimasto ai margini. Martinelli è il “demiurgo” di questa operazione, capace di far risuonare un testo classico nei corpi di decine di adolescenti. Sulla scia di Aristofane anche per lui il teatro non rappresenta ma interroga, e in questo modo si trasforma in “festa critica”, in domanda collettiva, in invenzione del possibile.
Lisistrata è in scena al Piccolo Teatro Studio sabato 15 e domenica 16. Le foto sono di Mario Spada
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