Idee Impact investing

Città sostenibili: l’impatto delle iniziative di rigenerazione urbana

Per rendere gli interventi di recupero e riqualificazione urbana realmente efficaci «è essenziale valutarne l’impatto sulla collettività: prima dell’investimento, per avere un’aspettativa dei ritorni ambientali e sociali; durante, per monitorarne l’attuazione; dopo per verificarne gli effetti finali», dicono i dirigenti di Cassa depositi e prestiti che spiegano la recente intesa con l'Agenzia del Demanio

di Cristina dell'Aquila e Andrea Montanino

Da alcune settimane VITA ragiona con interlocutori competenti di social housing. Oggi è la volta di due figure di vertice di Cassa depositi e prestiti – Cdp, l’istituzione attrice di primo piano dei grandi interventi di recupero e riqualificazione spesso premessa di quelli di housing, appunto. Si tratta di Cristina Dell’Aquila, responsabile Monitoraggio e Impatto Imprese, Infrastrutture e Cooperazione internazionale di Cdp e Andrea Montanino, capo economista e direttore Strategie settoriali e Impatto. Scriveteci a g.cerri (at) vita.it

Valutare e misurare gli impatti, soprattutto sociali, delle iniziative di rigenerazione urbana per usare bene le risorse finanziarie e rispondere con efficacia ad alcuni fabbisogni del Paese. È con questa finalità che Cassa depositi e prestiti – Cdp ha avviato una collaborazione con l’Agenzia del Demanio per definire standard e modelli di misurazione d’impatto, che integrino la valutazione finanziaria dei progetti.

Andrea Montanino, capo economista e direttore Strategie settoriali e Impatto di Cdp

La rigenerazione urbana è oggi cruciale per rendere le città più sostenibili, accessibili e inclusive, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove oltre il 70% della popolazione vive in aree urbane. La qualità della vita in tali aree dipende dalla capacità delle amministrazioni di rispondere a bisogni sempre più complessi, tra cui emergono con forza quelli abitativi: affitti elevati, scarsità di alloggi (soprattutto per studenti e lavoratori in mobilità) e carenza di soluzioni a prezzi calmierati. È di un anno fa l’immagine degli studenti nelle principali città universitarie italiane, accampati con tende davanti agli atenei, in protesta contro la mancanza di alloggi e contro il caro affitti. 

A ciò si aggiungono deficit infrastrutturali, mancanza di servizi e spazi di socialità, patrimonio immobiliare obsoleto e consumo di suolo crescente: in alcune periferie italiane mancano servizi essenziali, come i trasporti, ma a volte persino i marciapiedi. 

Per rispondere a questi fabbisogni crescenti, Cassa depositi e prestiti ha messo la coesione sociale al centro del suo Piano strategico, individuando nella rigenerazione urbana e negli interventi per l’housing sociale, declinato secondo le cosiddette 4S – Social, Student, Senior e Service housing – due strumenti fondamentali per perseguire questo obiettivo. 

Particolare della sede di Cassa depositi e prestiti in via Goito a Roma

Valutare l’impatto ex-ante, per avere un’aspettativa dei ritorni ambientali e sociali

Per rendere gli interventi di rigenerazione urbana realmente efficaci è essenziale valutarne l’impatto sulla collettività: prima dell’investimento, per avere un’aspettativa dei ritorni ambientali e sociali; durante, per monitorarne l’attuazione; dopo per verificarne gli effetti finali. È un’operazione non banale, anche in considerazione della multidimensionalità dei progetti di rigenerazione urbana, che producono effetti in ambito economico, ambientale, sociale e di governance. Se, però, rispetto alla categoria ambientale, esiste un sistema strutturato e condiviso di indicatori e framework metodologici di stima, la misurazione degli impatti sociali – come coesione, inclusione, qualità della vita – è ancora poco standardizzata. 

Il progetto condiviso tra Cdp e l’Agenzia del Demanio si inserisce quindi in questo contesto e si pone l’obiettivo di valutare in termini rigorosi l’impatto prodotto dalle iniziative di rigenerazione e di riqualificazione del patrimonio immobiliare, attraverso lo sviluppo di un framework condiviso per il monitoraggio e la valutazione d’impatto della rigenerazione urbana.

Il modello analizza quattro dimensioni: fisica, ambientale, sociale e di governance, definendo Kpi e indicatori di outcome, relativi agli effetti strutturali di lungo periodo, con i quali stimare l’impatto dei progetti. Propone inoltre una toolbox di metodi di misurazione, con approcci sia quantitativi sia qualitativi, e punta alla monetizzazione degli impatti, sul modello del Social return on investment, per facilitare la comparazione tra progetti.

L’obiettivo finale è diffondere un approccio sistemico e multidimensionale alla rigenerazione urbana, fornire strumenti pratici agli operatori e contribuire alla definizione di standard condivisi. Il framework vuole supportare la selezione di progetti più efficaci, favorire la scalabilità delle buone pratiche e promuovere investimenti capaci di generare reale valore sociale.

Nella foto di apertura, di Sandro Michahelles per Agenzia Sintesi, gli esterni della Manifattura Tabacchi di Firenze, oggetto di un intervento di rigenerazione urbana di Cassa depositi e prestiti. Le altre foto sono dell’ufficio stampa di Cdp.

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