Idee Stocks (and) Change

Investimento responsabile, attenzione a “comprare il mercato”

La finanza personale e le sue conseguenze. La via che, a volte, viene presentata come la più semplice e comoda, quella dei fondi diversificati, non è priva di risvolti etici. Cinque mosse facili

di Matias Nestore e Osman Siddiqi

Venerdì il Dow Jones, l’indice che raccoglie le 30 maggiori società statunitensi quotate, ha sfondato il suo massimo storico: 50.000 punti. In Italia, trionfano, sopratutto fra più giovani, podcast che presentano la finanza come una macchina estremamente redditizia, anche per piccoli investimenti, e alla porta di tutti. Due esperti ci ricordano che investire non è mai privo di conseguenze. (G.Cerri)

Ricordiamo la prima volta in cui ci siamo imbattuti in uno di quei video di finanza personale: un uomo dall’aspetto rassicurante, sulla trentina, in piedi davanti a una lavagna bianca, che spiegava come costruire ricchezza attraverso il mercato azionario. Il suo messaggio era semplice e persuasivo: “Investi in un fondo diversificato come l’S&P 500, dimenticatene e lascia che i tassi di interesse facciano il resto”.

Alcuni di noi avevano già incontrato questa intuizione in un corso introduttivo di finanza aziendale all’università, annuendo mentre il grafico dell’indice mostrava una crescita apparentemente lineare nel tempo, interrotta solo da qualche flessione qua e là.

Veniva presentata come una verità di buon senso: il percorso razionale e a basso rischio verso la libertà finanziaria. Una sorta di formula universale che chiunque, con un po’ di risparmi, poteva seguire. Il suo fascino era immediato: si poteva far crescere il proprio patrimonio in silenzio, senza speculare, semplicemente affidandosi al mercato, a un portafoglio diversificato di aziende “solide” e alla forza del tempo. Un metodo comodo, facile, replicabile da molti, che non richiedeva conoscenze specifiche dei mercati finanziari.

Quando si compra il mercato

Ciò che non veniva però menzionato era cosa si stesse effettivamente acquistando quando si “compra il mercato”.

Quando si investe in un fondo indicizzato come l’S&P 500, si diventa azionisti di una moltitudine di aziende. Non solo quelle di cui utilizziamo i prodotti ogni giorno, ma anche quelle di cui forse preferiremmo dimenticarci. Produttori di armi, conglomerati dei combustibili fossili e multinazionali minerarie siedono fianco a fianco con i marchi che popolano la nostra quotidianità. Lo stesso portafoglio diversificato include aziende che producono bombe e missili che hanno devastato la Palestina, il Sudan e molti altri luoghi, spesso sostenute da compagnie fossili che contribuiscono alla distruzione di milioni di vite in diversi Paesi.

Molti di noi traggono profitto diretto da questa violenza su larga scala, osservando crescere i rendimenti dei propri investimenti mentre condannano, a parole, la violenza a cui stanno contribuendo. Il tutto restando seduti, in silenzio, su una faglia morale non riconosciuta.

Questo è diverso dalle scelte di consumo. Quando facciamo un acquisto, possiamo decidere cosa sostenere: evitare il fast fashion, boicottare un marchio sfruttatore, preferire prodotti locali a quelli importati. Negli investimenti, invece, l’intera architettura del mercato lavora per offuscare questa possibilità di scelta. I fondi vengono confezionati come soluzioni efficienti, diversificate, intelligenti. Offrono astrazioni prive di conseguenze, creando l’illusione che il denaro sia neutro e non un moltiplicatore di impatti. I consulenti finanziari non parlano di ciò che c’è dentro il pacchetto che vendono, ma solo di ciò che se ne ricava.

I fondi vengono confezionati come soluzioni efficienti, diversificate, intelligenti. Offrono astrazioni prive di conseguenze, creando l’illusione che il denaro sia neutro e non un moltiplicatore di impatti.

Matias Nestore, Osman Siddiqi

Un problema sistemico

Il problema non è limitato all’ignoranza individuale: è sistemico, e coinvolge sia gli investitori sia le istituzioni finanziarie. L’industria finanziaria ha costruito un ecosistema che premia la passività e il disimpegno. Personalità mediatiche, blogger e influencer ripetono gli stessi mantra: compra il mercato e non pensarci. Ma la prudenza finanziaria non richiede un’abdicazione morale. Strategie di investimento che escludono armi e combustibili fossili possono, in alcuni casi, eguagliare gli indici tradizionali nell’ultimo decennio.

Di fronte a un problema di questa portata, è naturale chiedersi se ci sia qualcosa che noi, come individui, possiamo fare. Ecco alcune idee su come contribuire, ognuno sulla base delle proprie conoscenze.

Responsabilità in cinque mosse

Ricerca: inizia esplorando risorse complete come Bank.green, Investigate.info e Weapon Free Funds per capire come i tuoi investimenti attuali possano essere collegati alla produzione di armi e all’estrazione di combustibili fossili. Queste piattaforme offrono database dettagliati e strumenti di screening che mostrano quali fondi e aziende sono coinvolti in settori che potresti voler evitare.

Cambia: sposta i tuoi investimenti da opzioni standard come i fondi indicizzati sull’S&P 500 verso alternative Esg come Esgv (Vanguard Esg U.S. Stock Etf), Dsi (iShares Msci Kld 400 Social Etf) o Spyx (Spdr S&P 500 Fossil Fuel Reserves Free Etf), che escludono la maggior parte dei produttori di armi e delle aziende fossili, mantenendo comunque un’esposizione ampia al mercato e rendimenti competitivi. Questi fondi non sono perfetti: possono includere grandi aziende tecnologiche abilitatrici o imprese con modelli di business misti che comprendono attività legate alle armi. Tuttavia, rappresentano un passo concreto verso un allineamento tra portafoglio e valori.

Fai sentire la tua voce: usa la tua influenza per incoraggiare individui e istituzioni a disinvestire da armi e combustibili fossili. Avvia conversazioni con amici, familiari e colleghi sul perché il disinvestimento sia importante e condividi le risorse che ti hanno aiutato a informarti. Sul posto di lavoro, promuovi opzioni di investimento etico nei piani pensionistici e nei fondi aziendali. Se sei affiliato a un’università, sostieni o partecipa a campagne che chiedono il disinvestimento degli endowment da settori complici. Interroga la tua banca sulle sue pratiche di credito e investimento e valuta di cambiare istituto se non è disposta a migliorare.

Costruisci: se possiedi competenze tecniche, finanziarie o organizzative, mettile a disposizione per rendere il disinvestimento più accessibile ad altri. Aziende come TulipShare offrono soluzioni promettenti per dare potere agli individui. Sviluppatori possono creare strumenti, pulsanti, chatbot, analisi di portafoglio basate su Ia e Api che integrino i dati in insight pratici e utilizzabili, aiutando le persone a valutare rapidamente i propri investimenti, identificare alternative e agire in autonomia o tramite intermediari. I professionisti della finanza possono progettare portafogli modello che escludano armi e combustibili fossili e condividerli apertamente, così che altri possano replicarli con facilità.

Comunica: chiunque può spiegare e diffondere questi principi fondamentali. Educatori, personaggi pubblici e comunicatori possono creare contenuti accessibili (video, infografiche, workshop) che chiariscano il concetto di disinvestimento e ne democratizzino la conoscenza. Pretendere che le organizzazioni per cui lavoriamo gestiscano i propri asset in modo coerente con i valori che dichiarano non è solo legittimo: se operano nel campo umanitario o dello sviluppo, investire contemporaneamente in armi e combustibili fossili è una contraddizione evidente. Questa azione, se comunicata in modo chiaro, empatico e razionale, può avere un forte effetto catalizzatore.

Più che azioni, principii

La domanda, dunque, non è se dovremmo investire in azioni, ma in quali principi scegliamo di investire per costruire il futuro. I nostri portafogli non sono separati dal mondo in cui abitiamo. Fanno parte dello stesso paesaggio strutturale e morale dei voti che esprimiamo, delle cause che sosteniamo e delle vite che conduciamo. Investire significa costruire un sistema allineato ai nostri valori, attraverso le tasse che paghiamo, le scelte di consumo e le decisioni di investimento. Investitori e risparmiatori non devono rinunciare ai propri standard etici: quando pratica e principio si allineano, una leadership chiara può ispirare altri e il mercato può cambiare.

La comodità dell’investimento passivo. E le sue insidie

La comodità dell’investimento passivo ci ha fatto dimenticare che il denaro ha una forte capacità di azione: lavora mentre dormiamo, a volte costruendo, a volte distruggendo, ma non è mai neutro né inefficiente. Essere consapevoli della sua natura dinamica, di come il denaro fluisca dalle nostre buste paga e dai nostri conti verso attività che potremmo profondamente contestare, è una delle sfide del nostro tempo. In questa consapevolezza risiede il nostro potere: un potere da coltivare ogni giorno, come consumatori, risparmiatori e investitori, per contribuire a plasmare un mondo migliore. Abbiamo suggerito alcune azioni, nessuna particolarmente complessa; ma se vogliamo costruire quel mondo, piccoli passi compiuti da tutti possono fare molta strada.

Chi sono gli autori:
Matias Nestore si occupa di educazione, imprenditoria sociale e sviluppo internazionale, con un’attenzione particolare all’impatto sistemico e alla promozione della dignità umana. È research and evaluation manager di The Life You Can Save, dove lavora per aiutare i donatori a massimizzare l’impatto delle risorse destinate al contrasto della povertà globale. Ha conseguito un MPhil in Education and International Development presso l’Università di Cambridge.

Osman Siddiqi è un imprenditore nel settore climatico e un leader organizzativo nei campi della tecnologia, degli investimenti e della misurazione dell’impatto. Attualmente è ceo di Acclimate, dove il suo team sta sviluppando le risposte necessarie alla crisi climatica nei paesi in via di sviluppo. Ha conseguito un Mpaid presso la Harvard Kennedy School.

Nella foto di apertura, di AP Photo/Richard Drew/LaPresse, lo Stock Exchange di New York

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