Idee Welfare culturale

L’arte cura. E trasforma la cura

A giorni, in uscita internazionale "Art Cure", il libro che promette di ridefinire il concetto stesso di salute. La psicobiologa ed epidemiologa Daisy Fancourt dà infatti risposte scientifiche alla correlazione tra esperienza culturale, espressione creativa e ben-essere. Presentazione italiana il 16 febbraio

di Catterina Seia

Esce fra pochi giorni, l’8 gennaio, e molti lo definiscono già un “libro spartiacque”: Art Cure: The Science of How the Arts Transform Our Health, promette infatti di ridefinire il concetto stesso di salute. Perché Daisy Fancourt dà risposte scientifiche alla correlazione tra esperienza culturale, espressione creativa e ben-essere.

Direttrice del Centro Arte e Salute dell’Oms

Psicobiologa ed epidemiologa di fama internazionale, tra le principali esperte in tema, direttrice del Collaborating Centre on Arts and Health dell’Oms “Region Europa” e del Social Behavioural Departiment di University college of London-Ucl, è autrice del primo rapporto Oms su questo tema, il 67 del 2019 che, con l’analisi di 3mila studi dell’ultimo ventennio, ha cambiato la percezione del ruolo della cultura come alleata nei percorsi di promozione della salute, prevenzione e alleata nella cura favorendo, anche nel nostro Paese, l’ingresso del welfare culturale nelle agende politiche. 

Daisy Fancourt in una presentazione video da Expeditions (guarda)

«L’arte non è solo nutrimento per l’anima: è un comportamento umano integrato, che influenza tutto l’organismo», scrive infatti Fancourt. E Art Cure (edito da Cornerstore Press) non è un libro di consigli o aneddoti romantici sull’arte: è un’opera fondata su decenni di ricerche neuroscientifiche, epidemiologiche e comportamentali che dimostra che la musica può potenziare la neuroplasticità nei bambini, che la danza aiuta il recupero in pazienti con lesioni cerebrali e che la scrittura espressiva abbassa stress e dolore con effetti comparabili ad alcuni trattamenti medici.

L’arte infatti ha effetti tangibili sul corpo: partecipare a eventi culturali, come concerti o visite museali, riduce l’isolamento sociale e può migliorare la funzione cardiaca, immunitaria e persino la longevità. Il libro mostra come l’arte stimoli neurotrasmettitori di benessere, riduca marcatori di stress e rafforzi il sistema immunitario. In pratica, nell’esperienza artistica si fa esercizio, con il cervello e il cuore che lavorano insieme.

L’attenzione alla salute mentale

Una grande componente del volume è dedicata poi alla salute mentale: l’arte aiuta a ridurre ansia e depressione, rafforza l’autostima e accresce la resilienza in momenti di crisi. Le evidenze sono presentate con le storie di chi ha ritrovato equilibrio emotivo attraverso l’esperienza artistica, riscoprendo un senso di identità e connessione sociale, elementi fondamentali per il ben-essere psicologico.

Oltre a spiegare i benefici con rigore scientifico e narrazione coinvolgente.  Art Cure suggerisce strategie concrete per integrare l’arte nella vita quotidiana, con l’adozione di policy che aumentino l’accessibilità e la partecipazione, soprattutto la più vulnerabile, arrivando alla “prescrizioni artistiche” per pazienti.

La copertina del libro

Il libro adatto a chi cerca prove solide, storie emozionanti e strumenti pratici per vivere meglio, diventa così un manifesto sul ruolo della Cultura: non un passatempo, un lusso, ma un atto di cura per sé stessiun diritto e un potente strumento di salute pubblica.

La presentazione italiana

Come Cww – Cultural welfare center, mentre lavoriamo alla traduzione e alla pubblicazione di questo importante lavoro, abbiamo organizzato la prima presentazione in Italia con l’autrice. Sarà il 16 febbraio, dalle 16,30 alle 18,00, sulla piattaforma Ccw-school, insieme ai nostri partner scientifici: Centro Bach Università di Chieti e Pescara, Dors Centro di documentazione per la Promozione della Salute, Rete Hph ospedali e sanità territoriale che promuovono Salute, Dairi Centro di Medical Humanities Aou Alessandria, in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo.

La partecipazione è gratuita, registrandosi a questo link

La foto di apertura è di Y M su Unsplash.

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