Giornata persone con disabilità
Il lavoro delle persone con disabilità passa dalle cooperative: 30mila i lavoratori svantaggiati impiegati
Non solo servizi: le cooperative sociali creano le condizioni per una concreta inclusione e la partecipazione delle persone alla vita della comunità. Con una capacità di inserimento 25 volte superiore rispetto alla media del sistema economico nazionale, secondo le stime di Confcooperative. «Un lavoro che unisce professionalità, solidarietà, innovazione e partecipazione democratica», sostiene Legacoopsociali
di Redazione
La Giornata internazionale delle persone con disabilità riguarda molto da vicino il mondo della cooperazione italiana. Confcooperative, in una nota, sottolinea che «le cooperative di tipo B creano opportunità lavorative per 18.500 persone svantaggiate (dato che arriva a 30mila considerando le cooperative aderenti alle altre centrali), di cui 10mila con disabilità, con una capacità di inserimento dei disabili 25 volte superiore rispetto alla media del sistema economico nazionale. Dal lavoro alla formazione, dai servizi innovativi di welfare ai percorsi personalizzati di inclusione, le cooperative combinano potenzialità individuali e produzione di beni e servizi sin dagli anni ‘80. In occasione di questa Giornata, le cooperative sociali di Confcooperative Federsolidarietà ribadiscono il loro ruolo chiave nell’abbattimento delle barriere e nella promozione dei diritti delle persone con disabilità, che sono prima di tutto cittadini, titolari di diritti fondamentali: al lavoro, alla partecipazione sociale, all’autodeterminazione, a una vita indipendente e dignitosa. Le cooperative fanno anche questo: non solo offrono servizi, ma contribuiscono a rendere effettivi questi diritti, trasformando i principi in opportunità concrete di inclusione e di partecipazione alla vita della comunità».

L’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ricorda an cora Confcooperative nella nota, «avviene attraverso percorsi personalizzati, tutoraggio e formazione continua, valorizzando le competenze di ciascuno e promuovendo l’autonomia professionale. Questo modello dimostra come inclusione e produttività possano camminare insieme, generando occupazione, rafforzando la coesione sociale e attuando il diritto al lavoro per tutti. Le cooperative di tipo A garantiscono assistenza e servizi, gestendo oltre 2.800 strutture tra centri diurni, residenze per persone con disabilità, assistenza domiciliare e scolastica. Negli ultimi anni, la Federazione ha intensificato i progetti dedicati al “Dopo di noi”, accompagnando le persone con disabilità e le loro famiglie nella transizione verso una vita autonoma, con servizi personalizzati e innovativi. In questo modo, il diritto alla vita indipendente e alla piena cittadinanza trova risposte concrete nei territori. Nuovi percorsi formativi, inoltre, mirano ad allineare competenze e professionalità alle recenti normative nazionali, rafforzando l’efficacia dei percorsi di inclusione e sostenendo lo sviluppo di una società più equa e inclusiva, in cui i diritti non restino solo dichiarati, ma vengano quotidianamente praticati».
Il presidente di Federsolidarietà Confcooperative, Stefano Granata, sottolinea che «investire sulle persone con disabilità significa costruire un tessuto sociale più giusto e produttivo, dove ciascuno può esprimere il proprio potenziale».

Legacoopsociali, dal canto suo, «dà lavoro a 10mila persone svantaggiate rispetto alle 30mila complessive che si rilevano tra tutte le centrali cooperative in Italia», come spiega Gianni Autorino, coordinatore nazionale del Tavolo sulle disabilità per Legacoopsociali.
«Contiamo tra le 2mila e le 2.300 strutture tra centri diurni e residenziali. In generale, le nostre cooperative sociali operano ogni giorno in migliaia di comunità in tutta Italia, offrendo servizi educativi, sociosanitari, culturali e di inserimento lavorativo che garantiscono supporto, autonomia e opportunità a persone con disabilità e alle loro famiglie. Il loro lavoro si fonda su una visione che unisce professionalità, solidarietà, innovazione e partecipazione democratica. È certamente un impegno che guarda al futuro. Ecco perché quella di oggi non è solo una ricorrenza, bensì un’occasione per rinnovare l’impegno della cooperazione sociale verso una società più accessibile e più giusta. Legacoopsociali continuerà a essere un interlocutore fondamentale per le istituzioni e un motore di cambiamento nel costruire politiche inclusive, servizi di qualità e comunità accoglienti».
In apertura, un lavoratore del Gruppo L’Impronta, una rete di quattro cooperative sociali di tipo a e b ed una onlus che si occupano di attività socio-sanitarie e di inserimento lavorativo rivolte alle persone più fragili e con disabilità. È attiva principalmente nell’area del sud Milano e nella zona meridionale dell’hinterland milanese. È una delle realtà protagoniste dell’evento istituzionale per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità
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