Banche

Il senso del credito cooperativo per le aree interne: «Agli sportelli facciamo comunità, non solo credito»

L’incidenza del numero di sportelli in aree interne sul totale delle Bcc è quasi dieci punti percentuali (30,6%) superiore a quella del resto del comparto (21,3%). Augusto Dell'Erba, presidente di Federcasse: «Il mantenimento degli sportelli bancari va ben oltre la semplice erogazione di servizi finanziari: lo sportello diventa un vero e proprio punto di incontro aggregativo per una comunità spesso fragile e isolata»

di Stefano Arduini

Sono 4.546 gli sportelli bancari sopravvissuti nelle aree interne (intermedie, periferiche e ultraperiferiche; dato 2024). Di questi 1.253 appartengono a banche di credito cooperativo — Bcc, ovvero il 27,5% del totale. Non solo. L’incidenza del numero di sportelli in aree interne sul totale delle Bcc è quasi dieci punti percentuali (30,6%) superiore a quella del resto del comparto (21,3%). Nelle zone ultraperiferiche (a più di 66 minuti di percorrenza dai servizi essenziali come ospedali, scuole secondarie e stazioni ferroviarie) il peso del credito cooperativo balza al 45,2% di tutto il comparto bancario. Altri dati. Negli ultimi dieci anni, le filiali bancarie sono diminuite di oltre 11mila unità, passando da 30.787 nel 2014 a 19.557, con una contrazione complessiva del 36,5%. Solo nei primi sei mesi del 2025, sono stati chiusi altri 261 sportelli. I Comuni privi di servizi bancari sono aumentati nell’ultimo decennio di quasi mille unità, arrivando a quasi 3.400, pari al 43% del totale delle municipalità. L’incidenza dei Comuni senza presidi bancari supera il 50% nelle Aree Interne, il 52% nei soli Comuni Periferici e Ultraperiferici.

La copertina dell’ultimo numero di VITA magazine dedicato alle aree interne da cui è tratto l’articolo che leggete in questa pagina

«In questo scenario, le Bcc si sono differenziate dalle banche commerciali, avendo puntato sulla vicinanza al territorio, la partecipazione attiva dei soci e l’impegno nello sviluppo delle comunità locali. La riduzione degli sportelli da noi è stata limitata e di natura fisiologica, legata al processo di concentrazione interno alla categoria», spiega Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo). Oggi sono 781 i Comuni in cui il credito cooperativo rappresenta l’unica presenza bancaria: 376 di questi sono localizzati nelle Aree Interne, quasi 200 nei Comuni periferici e ultraperiferici. «L’inverno demografico si combatte anche in questo modo, e le nostre banche lo testimoniano, decidendo di restare nei territori d’origine per ascoltare e sostenere famiglie e imprese e promuovere iniziative di coesione sociale e cultura che possano rivitalizzare le comunità più fragili», aggiunge Dell’Erba. Che chiosa: «Il mantenimento degli sportelli bancari va ben oltre la semplice erogazione di servizi finanziari: lo sportello diventa un vero e proprio punto di incontro aggregativo per una comunità spesso fragile e isolata. Qui, dove la distanza dai grandi centri urbani “si fa sentire” e la popolazione tende a essere più anziana, lo sportello non solo facilita l’accesso e la gestione delle risorse economiche, ma rappresenta anche uno spazio di incontro e scambio, contribuendo a preservare il tessuto sociale».

In apertura Augusto Dell’Erba (Foto Uff. Stampa Federcasse)

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