Giovani attivisti

Il volontariato? Mi ha perfino insegnato a giudicare gli altri 

Insegnante di sostegno e volontaria presso il Csi-Centro sportivo italiano di Pistoia, Sara Benassai ha studiato Scienze motorie. È stata una nuotatrice di livello regionale e oggi in piscina fa la giudice: «Capita che chi assiste dagli spalti non comprenda a fondo i meccanismi e a volte pensi che siamo disorganizzati. Invece siamo volontari, preparati, ma volontari. Devono capirlo tutti per costruire sempre quel rapporto di fiducia che è fondamentale in tutte le relazioni umane»

di Giulio Sensi

Fiducia, collaborazione e dialogo sono i principi che Sara Benassai ha messo nella cassetta degli attrezzi che le servono sia nel lavoro sia nel volontariato. Vive a Montemurlo, in provincia di Prato, ed è stata una brava nuotatrice che gareggiava nei campionati giovanili in Toscana. Poi ha dovuto smettere per prosegue gli studi universitari a Perugia. Nella vita ora fa l’insegnante di sostegno, ma non ha mollato le vasche e da volontaria è diventata un giudice di gara con il Centro sportivo italiano — Csi di Pistoia. Il volontariato fa parte della sua vita da molti anni, prima con la Misericordia di Montemurlo e ora con il Csi. «Sono scelte incoraggiate dai miei genitori», racconta «per spingermi a rendermi utile agli altri. Con loro ho trovato una bella alternativa alle competizioni: fare il corso per soccorritrice e come giudice di gara. Una strada intrapresa anche da diverse mie amiche e così siamo andate insieme. Il mio allenatore mi disse che c’era bisogno di dare una mano per gestire le gare dei cronometristi». Sara ha studiato Scienze motorie: l’esperienza sportiva e i valori del volontariato sono rimasti anche nei suoi studi e nel suo mestiere di insegnante di sostegno. «Cambiare posizione, da nuotatrice a giudice, all’inizio non è stato semplice. Ma poi ci si abitua a stare dall’altra parte e a passare il tempo fra una gara e l’altra in modo attivo. L’ambiente sportivo è pieno di ricambio di volontari e anche fra i vecchi e i nuovi c’è una bella accoglienza: i momenti di confronto sono costanti e per qualsiasi bisogno chi è atleta entra nel meccanismo del volontariato». 

Al centro, Sara Benassai

Come tutti gli ambiti di impegno, anche quello con il Csi non è una passeggiata: le attività sono faticose. Poi non ci sono solo le gare, ma le iniziative in piazza di promozione dello sport per tutti. «Certamente», riprende Benassai «anche dopo aver frequentato il corso ci troviamo a svolgere compiti con qualifiche meno strutturate rispetto a quelle dei giudici della Federazione italiana nuoto. Con il Csi andiamo spesso nelle piazze per organizzare attività sportive: giornate a ingresso libero alle quali le famiglie portano anche i bambini per poter giocare e tutto questo genera passione per la pratica sportiva». Sara ha iniziato il nuovo volontariato senza aspettative, ma ha trovato un clima sereno e di fiducia che aiuta a svolgere i compiti a servizio degli altri. «Per fare volontariato funziona il passaparola»,  commenta «che coinvolge le persone. Non sono scelte fatte di punto in bianco, ma serve stare in contatto con gli altri». 

A volte è spinta a staccare per conciliare i tempi di vita e di lavoro, ma non ci riesce. «Perché», rivela «sento la fiducia degli altri e quella mia verso gli altri». Apprendimenti che le sono utili anche nel lavoro. «Sono insegnante di sostegno in un istituto professionale, una scuola non facile dove la relazione è fondamentale, non solo con i ragazzi che ti affidano, ma anche con la classe. Perché l’insegnante di sostegno sta con la classe e deve prendersi cura di tutti. Devi instaurare un clima di fiducia perché i ragazzi hanno un loro modo particolare di affrontare la scuola. E lì sviluppo competenze che mi porto dietro e utilizzo anche nel volontariato». La sua è un’esperienza silenziosa, costante e arricchente. «Il consiglio che darei a chi entra nel volontariato è avere pazienza. Nel mio caso a volte il pubblico delle gare è rumoroso e ha grandi aspettative. Capita che chi assiste dagli spalti non comprenda a fondo i meccanismi e a volte pensi che essendo volontari siamo disorganizzati. Ma non è così, perché dobbiamo seguire e far rispettare determinate regole. Tutti devono capirlo: ci guardano e si rapportano con noi come se facessimo quelle cose di mestiere. Invece siamo volontari, preparati, ma volontari. Devono capirlo tutti per costruire sempre quel rapporto di fiducia che è fondamentale in tutte le relazioni umane». 

Nella foto: Sara Benassai in un meeting con i volontari del Csi di Pistoia

Ogni mese raccontiamo un’esperienza di volontariato e attivismo civico che sta avendo un forte impatto sulla comunità. Lo facciamo a partire da due focus: i giovani capaci di innovare le organizzazioni e le nuove leadership che ne emergono. In collaborazione con Csvnet

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