Tutela animali
In 29mila contro le corse clandestine dei cavalli
Gli attivisti della Lav chiedono un incontro al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e ai presidenti di Camera e Senato per consegnare la petizione contro questo fenomeno. Nella relazione annuale della commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie si approfondisce questo aspetto. Aggiornati i dati sulle attività illecite
“Le corse clandestine di cavalli, un fenomeno radicato in Italia, soprattutto al Sud, sono molto più di semplici infrazioni: rappresentano una palese manifestazione del potere criminale, una sfida aperta alle istituzioni democratiche e una grave minaccia per la sicurezza pubblica e il benessere degli animali”. Sono queste le parole che si possono leggere nella Relazione annuale della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, pubblicata lo scorso 12 febbraio.
La Relazione completa e arricchisce di nuovi contenuti l’attività d’inchiesta, grazie all’aggiornamento dei dati acquisiti e delle risultanze di indagine emerse nell’ambito dei numerosi filoni di approfondimento avviati, tra cui appunto quello sulle corse clandestine di cavalli. Un fenomeno – ricorda una nota di Lav – già analizzato in un’apposita relazione presentata a Catania il 24 luglio 2025 dal titolo “Le zoomafie e le corse clandestine di cavalli: analisi, contrasto e proposte di intervento per la tutela del benessere animale e della legalità”.
Il Rapporto Zoomafie di Lav
Le corse clandestine di cavalli, come documentato dal Rapporto Zoomafia Lav, oltre a ledere il benessere e la sicurezza dei cavalli, integrano una delle più eclatanti manifestazioni del prestigio criminale e del controllo mafioso del territorio, e consentono di manifestare all’esterno il completo governo del territorio, attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi.
Eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che pongono in essere un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui Social.
Il maltrattamento degli animali – osservano alla Lav – è una costante: frustate, detenzione in ambienti insalubri, sottoposizione a somministrazioni di sostanze farmacologiche vietate, corsa su piste non idonee e in condizioni di stress ecc.
I numeri
I numeri sono chiari: nel 2024 sono stati registrati 17 interventi delle forze dell’ordine, 7 corse clandestine denunciate, 70 persone denunciate, 29 cavalli e 1 pony sequestrati.
In 26 anni, «da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati per il Rapporto Zoomafia, ovvero dal 1998 al 2024 compreso, sono state denunciate 4.324 persone, 1.430 cavalli sequestrati e 165 corse e gare clandestine bloccate».
Nel documento della Commissione si legge: “Le indagini hanno mostrato come queste corse siano intrinsecamente legate alla criminalità organizzata, che le utilizza non solo per generare ingenti profitti tramite scommesse illegali, ma anche per affermare il proprio controllo sul territorio e ostentare la propria supremazia”.
La Relazione Annuale ha poi ripreso le conclusioni e le proposte di riforma normativa già presentate nella precedente Relazione sulle corse clandestine.
Le proposte contro il fenomeno
Si tratta di proposte – che la Lav con un’apposita petizione chiede di tradurre in Legge – volte a rafforzare l’azione dello Stato e delle Istituzioni, quali il potenziamento del quadro normativo e l’inasprimento delle pene, l’adozione di nuovi strumenti investigativi e di prevenzione e nuove misure amministrative e patrimoniali.
In particore:
- Punizione per chi promuove in modo reiterato e organizzato le corse clandestine. In questo modo viene riconosciuta la natura strutturata e lucrativa del fenomeno e viene consentito l’utilizzo di strumenti investigativi più incisivi, come le intercettazioni telefoniche e ambientali,
- L’utilizzo di agenti sotto copertura per le operazioni di polizia. Incredibile, ma attualmente la polizia giudiziaria non può ricorrere ad uno strumento investigativo così utile poiché la normativa vigente non lo consente.
- L’aumento delle pene per gli organizzatori delle gare clandestine;
- Sanzioni penali per chi diffonde in rete video relativi ai maltrattamenti di animali, anche se non è l’autore degli stessi;
- L’istituzione di centri “protetti” di recupero per i cavalli sequestrati;
- La distruzione delle stalle abusive dei cavalli coinvolti;
- La costruzione di una Banca dati interforze sui reati contro gli animali;
- Formazione specialistica interforze.
La petizione
Nella petizione – indirizzata al ministro della Giustizia,Carlo Nordio, al presidente del Senato, Ignazio La Russa, a quello della Campera Lorenzo Fontana oltre che e ai capigruppo della Commissione Giustizia del Senato e della Camera – si chiede al Governo e al Parlamento di tradurre in Legge le proposte avanzate dalla Commissione Parlamentare di inchiesta nella sua Relazione.
Si tratta di provvedimenti necessari perché il contrasto alle corse clandestine di cavalli richiede un impegno coordinato e una visione strategica ed è necessario agire sulla prevenzione, rafforzare gli strumenti investigativi, inasprire le pene, colpire le infrastrutture criminali per smantellare le radici profonde di un fenomeno che lede non solo la legalità, ma anche l’etica e il benessere degli animali.
Nel frattempo la Lav ha inviato la richiesta di incontro al ministro della Giustizia, ai presidenti del Senato e della Camera e ai Capigruppo delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, per la consegna formale delle 29mila firme raccolte finora.
In apertura photo by Levi Arnold on Unsplash
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