Il dato più citato per riferirsi ai problemi della sanità italiana è quello della rinuncia alle cure, che riguarda circa un italiano su dieci. Ci si domanda che ne è del principio costituzionale del diritto alle cure se circa 5,9 milioni di cittadini hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti per problemi economici, di liste di attesa o di difficoltà di accesso ai servizi. Sono in crescita, infatti, coloro che rimandano un controllo necessario, magari anche di follow-up, o ne fanno a meno. Chi è in possesso delle risorse necessarie, di fronte alla malattia, mette comprensibilmente mano al portafoglio e, pagando, ottiene la visita o l’esame in pochi giorni. Ciò aggrava le diseguaglianze tra cittadini e mina i concetti fondanti del sistema nazionale di universalismo, equità e solidarietà.
Lenta agonia di un bene comune
«Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute» va dritto al punto il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. «Da anni i Governi, di ogni colore politico, promettono di difendere il Servizio sanitario nazionale, ma nessuno ha mai avuto la visione e la determinazione necessarie per rilanciarlo con adeguate risorse e riforme strutturali. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie, personale sempre più demotivato che abbandona la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi».
Cambiare le unità di misura
Come mostra l’8° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale Snn della Fondazione Gimbe, dopo i tagli del decennio 2010-2019 e le imponenti risorse assegnate nel 2020-2022 assorbite interamente dalla pandemia, il Fondo sanitario nazionale Fsn nel triennio 2023-2025 è cresciuto di ben 11,1 miliardi di euro: da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi del 2025.
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