Disabilità

Investito in carrozzina, prende la multa perché non era sul marciapiede

A Grosseto un quarantenne disabile è stato investito da un’auto, mentre era sulla strada in sedia a rotelle. Dopo due mesi ha ricevuto una multa perché sarebbe dovuto passare sul marciapiede. Vincenzo Falabella, presidente Fish: «La polizia municipale avrebbe potuto attivare l’accomodamento ragionevole, per evitare il sanzionamento. Ma l'episodio pone un problema di fondo: l’inaccessibilità degli spazi esterni delle nostre città»

di Ilaria Dioguardi

Oltre il danno, la beffa. Andrea Canessa, quarantenne di Grosseto, lo scorso luglio è stato investito da un’auto, a distanza di due mesi si è visto recapitare una multa: 42 euro da pagare perché secondo la polizia municipale non avrebbe dovuto circolare sulla sede stradale, ma sul marciapiede. 

Canessa, persona disabile con tetraplegia, al Corriere fiorentino ha raccontato: «La sera del 24 luglio, intorno alle 22,40, stavo prendendo una boccata d’aria passando per via Giusti con la mia sedia a rotelle parzialmente elettrica. Ero sulla strada, ma solo perché con la carrozzina sul marciapiede non riuscivo a passare. All’incrocio un’auto mi ha tagliato la strada e ci siamo toccati, la sedia a rotelle si è ribaltata sull’asfalto, io sono caduto a terra, mentre la macchina proseguiva per la sua strada. Si è fermato a soccorrermi un altro guidatore, che ha chiamato la polizia municipale».

L’accomodamento ragionevole

«Viste le circostanze, la polizia municipale avrebbe potuto attivare da subito l’accomodamento ragionevole, per evitare il sanzionamento nei confronti della persona», dice Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie – Fish. «L’uomo coinvolto si è giustificato dicendo che c’era l’impossibilità di utilizzare il marciapiede, conseguentemente ha dovuto utilizzare la sede stradale. Qui c’è un problema di fondo: l’inaccessibilità degli spazi esterni delle nostre città, dei nostri paesi. La persona con disabilità che si muove con la sedia a rotelle, laddove ci sono degli obiettivi problemi e delle barriere, necessariamente deve trovare strade alternative».

Vincenzo Falabella

Un giustificato motivo per violare il Codice della strada

«Se la persona in carrozzina fa ricorso, il giudice di pace o il prefetto accoglierà le sue motivazioni. In questo caso, c’è un giustificato motivo per violare la norma del Codice della strada, c’è un’esimente, conseguente al fatto che c’era un impedimento a seguire il regolare corso del marciapiede». Falabella sottolinea che «spesso la sede stradale è più scorrevole rispetto a molti marciapiedi, per questo a volte le persone in sedia a rotelle sono costrette ad andarci».

«Pongo una domanda», continua Falabella. «Come ha fatto il conducente dell’auto a non accorgersi che c’era una persona sulla strada? Al di là del fatto che l’uomo in carrozzina abbia utilizzato la sede stradale, c’è di fondo una condotta non regolare del guidatore dell’autovettura che non ha attivato le elementari regole di prudenza, così come prevede il nostro Codice stradale».

Foto di apertura da Pixabay e, nell’articolo, dal sito Fish ets

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