Terzo settore
Irap al non profit: la Lombardia conferma l’esenzione per altri due anni
Dal 1° gennaio 2026 ex Onlus, Odv e cooperative sociali in Lombardia rischiavano di dover pagare l'Irap. Un lavoro di squadra, che ha coinvolto anche VITA e il suo comitato editoriale, ha trovato sponda nella politica: la Manovra di Bilancio 2026-2028 di Regione Lombardia, appena approvata, conferma l'esenzione senza soluzione di continuità per i prossimi due anni. Il prossimo obiettivo? L'esenzione dall'Irap per tutti gli Enti del Terzo settore - Ets
Regione Lombardia conferma, senza soluzione di continuità, l’esenzione dal pagamento dell’Irap per le organizzazioni di volontariato iscritte alla sezione a) del Runts, per le Onlus che abbiano perso tale qualifica a seguito dell’iscrizione al Runts (a patto che fossero iscritte all’Anagrafe delle Onlus al 22 novembre 2021) e per le cooperative sociali. La norma è contenuta nella Manovra di Bilancio 2026-2028 della Regione, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia il 19 dicembre: sarà valida in via transitoria e sperimentale per gli anni d’imposta 2026 e 2027, a partire dal 1° gennaio 2026.
«Continuiamo ad investire sulle donne e gli uomini del Terzo settore, attraverso anche le esenzioni di natura tributaria. Vogliamo così sottolineare la spirito sussidiario lombardo, a tutela delle tante realtà che sono spina dorsale del nostro sistema socio-sanitario», ha dichiarato a VITA il vicepresidente con delega al Bilancio, Marco Alparone.
Sulla medesima lunghezza d’onda le parole di Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia: «Con la continuità dell’esenzione Irap nella Manovra di bilancio 2026-2028, la Regione Lombardia compie una scelta politica netta: stare dalla parte di chi ogni giorno genera valore sociale sui territori. È una misura che difende il modello lombardo di sussidiarietà, riconosce il ruolo centrale del Terzo settore e contrasta una visione meramente fiscale che penalizzerebbe chi opera senza fini di lucro. In questo quadro, si valorizza anche il contributo delle realtà impegnate nella cooperazione internazionale, che portano solidarietà e competenze lombarde oltre i confini regionali. Una decisione coerente con un’idea di welfare vicino alle persone, alle comunità e aperto al mondo».
Perché serve una nuova modifica? Un passo indietro
L’Irap – Imposta regionale sulle attività produttive è un tributo locale, introdotto nel 1997. Onlus e OdV in Lombardia hanno un’esenzione totale dall’Irap fin dal 2003: è una materia in cui le regioni si sono sempre mosse in ordine sparso, con regioni (11) che storicamente prevedevano l’esenzione totale per le Onlus, altre (Calabria e Lazio) che non hanno mai previsto alcuna agevolazione e 8 regioni che prevedevano una aliquota agevolata per le Onlus. Con l’entrata in vigore del Runts, nel 2021, le agevolazioni esistenti sono state messe a rischio per una ragione molto banale: le Onlus, divenendo Ets, perdevano le agevolazioni le leggi regionali che – essendo state scritte ben prima della riforma del Terzo settore – non potevano fare riferimento a soggetti che all’epoca non esistevano. Nell’autunno 2023, così, con la prima massiccia iscrizione di enti nel Runts, il problema si era imposto con urgenza: Valle d’Aosta, provincia autonoma di Bolzano e Friuli Venezia Giulia modificarono le proprie leggi per prevedere l’esenzione dall’Irap di tutti gli Ets, mentre diverse regioni – tra cui la Lombardia – si mossero per dare continuità all’esenzione pre-esistente.
Primo gennaio 2026
Il quadro è cambiato di nuovo a seguito dell’attesa Comfort letter inviata dalla Commissione europea nel 2025, che dichiara la conformità delle misure fiscali previste dal Codice del Terzo Settore ai principi del diritto dell’Unione: a seguito di essa, a partire dal 1° gennaio 2026 l’Anagrafe unica delle Onlus sarà soppressa. Da quel giorno così si sarebbero spente anche alcune di quelle “toppe” transitorie che alcune regioni – tra cui appunto la Lombardia – avevano introdotto, ma senza adeguare esplicitamente la normativa regionale alla nuova realtà disegnata dal Codice del Terzo Settore e al nuovo soggetto rappresentato dagli Ets.
Insieme, più forti
A sollevare il problema, in Lombardia, sono state proprio alcune realtà del Terzo settore. Aperta l’interlocuzione con la politica, in poche settimane, grazie al supporto di Carlo Mazzini, consulente di enti non profit per la fiscalità e la legislazione sociale e dell’avvocato Luca Degani, si è raggiunto il risultato. «Abbiamo trovato in Regione Lombardia persone come il vicepresidente Alparone e il sottosegretario Cattaneo che si sono dimostrate molto disponibili nei confronti del non profit», commenta Maurizio Carrara, presidente onorario di Cesvi. «Grazie anche al contributo di VITA e del suo comitato editoriale, siamo riusciti a rappresentare con forza le istanze delle nostre organizzazioni, raggiungendo un risultato molto importante: per i prossimi due anni noi onlus, cooperative sociali e odv continueremo a non pagare l’Irap. Un grazie, quindi, va anche a tutte le organizzazioni che hanno dato un contributo significativo per raggiungere questo risultato e ai tecnici che ci hanno supportato. Crediamo però che valga la pena andare avanti e cominciare ad organizzarsi fin dal prossimo anno affinché tutti gli Enti di Terzo settore iscritti al Runts godano dello stesso regime di favore e siano esenti dal pagamento l’Irap, senza distinzioni basate su personalità giuridiche ormai superate. L’Irap infatti ci sembra una tassa iniqua nei confronti di realtà che non hanno finalità di profitto, ma che lavorano esclusivamente nella direzione dell’interesse generale, per accrescere il benessere delle nostre comunità».
In apertura Palazzo Lombardia, sede della Regione. Foto LaPresse
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