Agroindustria
La Corte di giustizia Ue: «Il via libera al glifosato è fuorilegge»
Non si può prorogare in modo automatico o sistematico l'uso di sostanze erbicide, come il glifosato, e fungicide: boscalid e dimossistrobina. Così ha stabilito il tribunale con sede a Lussemburgo, che vigila sulla corretta applicazione delle norme comunitarie. I giudici hanno dato ragione a tre associazioni ambientaliste, giudicando illegittima la condotta della Commissione Ue.
La proroga dell’autorizzazione, nell’Unione europea, all’uso del glifosato e delle sostanze fungicide boscalid e dimossistrobina non è legittima. Lo ha stabilito mercoledì 19 novembre la Corte di giustizia dell’Ue, rispondendo al ricorso di tre organizzazioni ambientaliste: la fondazione tedesca Aurelia, la ong francese Pollinis e la rete Pesticide Action Network, con base a Bruxelles. Due anni fa, aveva fatto clamore la decisione della Commissione Ue di approvare per ulteriori dieci anni, fino al 2033, il glifosato. L’erbicida, largamente diffuso, già nel 2015 era stato classificato come probabile cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – Iarc. Quest’anno, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Health, realizzato da un team di ricercatori dell’Istituto Ramazzini di Bologna, ha fornito ulteriori prove della sua tossicità e della correlazione con il cancro.
Proroghe illegittime
La Corte di giustizia dell’Ue (da non confondere con la Corte europea per i diritti dell’uomo) garantisce che il diritto comunitario sia interpretato e applicato allo stesso modo in ogni paese membro e che tutti gli Stati e istituzioni rispettino la normativa dell’Ue. Le proroghe per glifosato, boscalid e dimossistrobina, concesse dalla Commissione, per i giudici sono contrarie alla legge europea. Si legge nel comunicato stampa del tribunale: «La proroga dell’approvazione di una sostanza attiva ha carattere provvisorio ed eccezionale. Deve essere adottata alla luce delle circostanze concrete del caso di specie e, di conseguenza, non può essere applicata in modo automatico, o addirittura sistematico».

Sostanze dannose in circolazione
Hans Muilerman, di Pesticide Action Network, ha commentato: «Questa sentenza dovrebbe aiutare a vietare pesticidi dannosi, la cui pericolosità per la salute e l’ambiente è stata provata. Porrà fine alla pratica ricorrente dell’agroindustria di fornire dossier incompleti per le richieste di autorizzazione, che portano a ritardi fino a dieci anni nell’iter di rivalutazione della sicurezza di sostanze attive. È una strategia che mantiene sul mercato sostanze già dichiarate pericolose per molti anni». La rete ambientalista specifica che ogni anno vengono concesse decine di proroghe di autorizzazione di pesticidi dannosi. Nel 2021, l’anno prima dell’avvio del procedimento giudiziario relativo al fungicida dimossistrobina, la Commissione ne aveva concesse ben 136, circa il 30% di tutte quelle approvate in Ue. Ora, però, l’esecutivo a guida Ursula von der Leyen propone la deregulation anche sul tema dell’uso della chimica in agricoltura.
In apertura, le Torri Montesquieu e Comenius, foto della Corte di giustizia dell’Unione europea
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