Autismo
La farfalla di Gio volerà alla Cattolica
Giovanni Lenzi, giovane poeta nello spettro autistico, la cui storia VITA raccontò a fine agosto, sarà martedì 18 novembre nell'ateneo milanese, su invito del Dipartimento di Pedagogia. Con lui anche il padre Alberto, presidente della Fondazione BlueButterfly, e Luisa Bonfiglioli, psicologa e musicista. Tutti insieme racconteranno la loro esperienza e l'impegno nella diffusione della musicoterapia. Una lezione aperta della professoressa Marisa Musaio
Segnatevi questo numero, “C.011”, e martedì 18 novembre, se siete a Milano, alle 9,30 infilatevi nei chiostri della Università Cattolica (entrando dal civico 28 di via Carducci). C’è una lezione aperta del Dipartimento di Pedagogia dell’ateneo fondato da padre Gemelli, precisamente del corso di laurea magistrale in Consulenza pedagogica per la disabilità e la marginalità – Insegnamento di Teoria della relazione d’aiuto.
Si intitola Musica, poesia e musicoterapia. Per educare alla promozione del benessere e interverranno, con la professoressa Marisa Musaio, ordinaria di ordinaria di Pedagogia generale e sociale, Giovanni Lenzi, con suo padre Alberto e Luisa Bonfiglioli, della Fondazione Blue Butterfly.
Chi è Giovanni “Gio” Lenzi? Se siete una delle oltre 60mila persone che hanno letto la loro storia, che VITA ha pubblicato a fine agosto, il suo nome e gli altri vi diranno tutto e, se vi trovate nelle condizioni di avere del tempo quella mattina, non esiterete certo ad affacciarvi in Cattolica.
Se invece quella storia non l’aveste letta, oltre a inserirne il link qui sotto, vi riassumo: si tratta di un giovane nello spettro autistico che è uno straordinario poeta. Suo padre Alberto ha avuto la forza di costruire, intorno alla sua inattesa creatività, scoperta quasi per caso come mi raccontò, una realtà interessante di promozione della musicoterapia, e di cui Luisa Bonfiglioli, psicologa clinica e musicista, è la consulente scientifica.
Tutti insieme, martedì racconteranno del progetto Poesia in musica, musica in poesia che la Fondazione sta portando in molte scuole a sostegno della diffusione della musica per il benessere delle persone.
Martedì avete (avremo, ché conto di poterci essere) la possibilità di vedere volare ancora la farfalla della poesia, che è stata a lungo nel petto di Gio e che suo padre Alberto, come ha raccontato, è riuscito a liberare. La vedremo librarsi al suono delle musiche che la stessa Luisa compone, con Riccardo Melis, un altro valente musicoterapeuta, e che tutti e due eseguono, anche insieme a Gabriele Soncini, bassista, storico amico di Giovanni.
Quando il giornalismo s’immischia
Con un po’ di imbarazzo, anche per aver usato sin qui la prima persona singolare, quell'”io” che, scriveva Gadda «è il più lurido dei pronomi» – errore blu per un giornalista un po’ depassé come chi scrive – con un po’ di imbarazzo, dicevo, pubblico di seguito anche un video che quelli di Fondazione Blue Butterfly mi avevano inviato nel settembre scorso, quando li avevo avvisati che, dopo appena due settimane, l’articolo che raccontava la loro storia era il più letto sul nostro portale.
Pochi secondi di immagini e di parole che però fanno intuire come fare cronaca sociale quasi sempre scardini un altro vecchio assunto giornalistico, ossia della necessità di frapporre una distanza fra sé e le persone e le cose che si raccontano. È prossoché impossibile, anche a volerlo.
E noi di VITA abbiamo avuto un maestro, Riccardo Bonacina, che ci ha insegnato a non volerlo mai.
Nella foto in apertura, dell’autore dell’articolo per VITA, Giovanni “Gio” Lenzi durante una prova a Castenaso (Bologna).
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