L’appello delle organizzazioni

La fiamma olimpica non si accende con l’azzardo

«Finanziare lo sport ampliando l’azzardo è una scelta che preoccupa. Così si alimentano fragilità e sovraindebitamento». È la reazione delle organizzazioni impegnate nel contrasto alle dipendenze e al gioco d’azzardo di fronte alla proposta di istituire un nuovo gioco numerico per finanziare il Comitato olimpico nazionale. Il direttore della Caritas: «Lo sport ha una vocazione educativa, inclusiva, comunitaria. L’azzardo invece alimenta solitudine, debito e fragilità»

di Redazione

Si chiama Win for Italia Team il nuovo gioco numerico che sta destando preoccupazione tra le organizzazioni impegnate nel contrasto alle dipendenze e al gioco d’azzardo. Volto a finanziare il Comitato olimpico nazionale, compare in un emendamento depositato al Senato all’articolo 36-ter al disegno di legge di bilancio.

«Lo spirito olimpico non può e non deve in alcun modo essere associato all’azzardo», denunciano in un comunicato congiunto il Coordinamento lombardo Mettiamoci in Gioco, le sezioni milanesi di Cgil, Libera, Forum Terzo settore, Arci, Movimento Slot Mob, Casa della Carità, Cisl, Uil, Acli, Caritas Ambrosiana e la senatrice del Pd Cristina Tajani. «Lo diciamo da Milano, città che si prepara a ospitare le Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali 2026».

Ludopatia, un fenomeno strutturale

I dati più recenti, si legge nella nota stampa, segnalano un aumento dei disturbi legati al gioco d’azzardo patologico con il record di 157 miliardi di euro giocati dagli italiani nel 2024 e milioni di famiglie alle prese con le conseguenze sanitarie ed economiche di queste patologie. «Abbiamo giudicato un grave passo indietro nel contrasto alle ludopatie la cancellazione dell’apposito fondo istituito presso il Ministero della Salute e riteniamo grave che lo sport venga finanziato incentivando comportamenti potenzialmente patologici. Liberiamo le Olimpiadi dall’azzardo, il governo ritiri l’emendamento».

Il coordinatore dell’intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo Stefano Vaccari la definisce in un comunicato «una nuova lotteria di Stato, presentata come strumento per promuovere la pratica sportiva e finanziare il Coni, in particolare in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Ogni anno si giocano quasi nove miliardi di euro. Decine di migliaia di persone hanno problemi di ludopatia, con ricadute pesantissime sulle famiglie, sui servizi sociali, sulla sanità pubblica. È un fenomeno strutturale, non marginale, e cresce quando cresce l’offerta».

Un cortocircuito culturale e sociale

Anche Caritas Italiana si è espressa sulla questione: «La finalità dichiarata di promuovere e rilanciare la pratica sportiva non può giustificare l’estensione di una pratica di azzardo che nei territori e nelle comunità, produce conseguenze sociali rilevanti e spesso drammatiche». Il direttore don Marco Pagniello spiega che «legare il sostegno allo sport all’ampliamento dell’azzardo è un cortocircuito culturale e sociale. Lo sport ha una vocazione educativa, inclusiva, comunitaria. L’azzardo, invece, alimenta solitudine, debito e fragilità. Nei nostri Centri di Ascolto incontriamo ogni giorno persone schiacciate dal sovraindebitamento, spesso aggravato proprio dall’azzardo. Non possiamo far finta che questa connessione non esista».

La Caritas riflette inoltre sulla presunta straordinarietà della misura: «L’esperienza degli ultimi anni mostra come interventi presentati come temporanei tendano, di fatto, a diventare strutturali. È accaduto nel 2009, con l’introduzione delle VideoLottery nel decreto Abruzzo per finanziare la ricostruzione de L’Aquila, così come con l’aggiunta della quarta estrazione settimanale del Lotto per sostenere la Romagna, colpita dalle alluvioni. Misure annunciate come limitate nel tempo e poi rimaste operative per anni. Oggi il rischio è che logiche analoghe si ripropongano, non più per rispondere a emergenze circoscritte, ma come soluzione stabile a esigenze di bilancio, normalizzando progressivamente il ricorso all’azzardo».

Il Rapporto Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale 2025, Fuori campo. Lo sguardo della prossimità, dedica uno specifico approfondimento alla pratica dell’azzardo, mettendo in luce il nesso sempre più evidente tra dipendenza, indebitamento cronico e nuove forme di povertà. «Sostenere lo sport è una priorità», conclude don Pagniello, «ma farlo attraverso l’estensione dell’azzardo significa spostare il costo sociale sulle spalle dei più fragili».

In apertura, il nuotatore italiano Gregorio Paltrinieri accende la torcia delle Olimpiadi invernali Cortina di Milano 2026 a Roma mentre inizia il suo viaggio attraverso l’Italia, sabato 6 dicembre 2025, un viaggio che si concluderà a Milano nel febbraio 2026. (Foto AP/Andrew Medichini)

Vuoi accedere all'archivio di VITA?

Con un abbonamento annuale puoi scaricare e leggere più di 100 numeri del nostro magazine: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.