Assistenza

La formazione dei caregiver ora è a misura d’Europa

Sarà lanciato venerdì 14 novembre dalla sede bolognese di Fondazione Ant “Spes4Cargivers”. Progetto Erasmus+ di cui la realtà italiana è capofila. Partner operativi da Grecia, Francia e Romania. Raffaella Pannuti sottolinea che «per vincere le sfide che il futuro ci offre, ci sia bisogno prima di tutto delle competenze e dei talenti». L’iniziativa conferma l’orizzonte internazionale di Ant

di Antonietta Nembri

Il kick-off  meeting del progetto Erasmus+ “Stand by Palliative and Elderly Caregivers” sarà venerdì 14 novembre negli spazi bolognesi dell’Istituto Ant di via Jacopo di Paolo. E non è un caso che questa iniziativa, il cui nome abbreviato è “Spes4Cargivers”, prenda il via nella sede della realtà fondata dal professor Franco Pannuti nel 1978. Fondazione Ant, infatti, è promotore e capofila del progetto. 

Partner operativi in questa costruzione di strumenti formativi efficaci e inclusivi che mirano alla tutela della qualità della vita dei caregiver familiari e professionali ci sono: la Galilee Palliative Care Unit con sede a Spata, nella provincia greca dell’Attica, i francesi degli Hospices Civils de Lyon, lo Institutul Postliceal Phoenix Associatie di Cluj Napoca, in Romania, e l’Università degli Studi di Padova.

Questo progetto si inserisce nel solco delle attività di tutela dei caregiver culminate con la partecipazione di Fondazione Ant al tavolo interministeriale finalizzato alla stesura dell’ultimo Ddl sul riconoscimento del caregiver familiare.

Il progetto

Dopo una prima fase dedicata all’individuazione dei bisogni specifici della popolazione target attraverso interviste a 20 caregiver, le cinque realtà coordinate da Fondazione Ant lavoreranno, nei prossimi mesi, alla progettazione di materiali didattici ad hoc e alla messa a punto di un programma formativo articolato in tre moduli (“Riconoscimento e consapevolezza dei sintomi del burnout”, “Uso dell’empatia per imparare meglio a riconoscere le emozioni proprie e altrui” e, infine, “Strategie per ridurre lo stress e prevenire il burnout”). 

Le risorse didattiche saranno poi proposte sotto forma di e-book, video e tracce audio disponibili sul web, per consentire un accesso facile e diretto ai contenuti da parte di più persone possibile.

Gli obiettivi pratici:

  • l’ideazione di uno strumento di misurazione e valutazione quali-quantitativo per analizzare i risultati dell’apprendimento e l’efficacia del corso;
  • la redazione di una griglia per riportare i principali temi delle interviste e consentire così un’analisi tematica qualitativa;
  • la costruzione di un modello per riportare i vissuti e le osservazioni degli intervistatori durante ogni intervista;
  • la pubblicazione di articoli scientifici nelle principali riviste del settore, il coinvolgimento e la partecipazione in importanti conferenze scientifiche europee, e la co-organizzazione, con gli altri partner, di una Conferenza/Congresso Internazionale;
  • la creazione, insieme con i partner clinici e i soggetti esterni interessati, di linee guida per interventi finalizzati alla prevenzione e alla promozione della salute, che possano essere facilmente utilizzati per realizzare futuri interventi o possano essere condivisi attraverso una piattaforma di co-working all’interno di iniziative simili.
Un operatore di Fondazione Ant

Il progetto Erasmus+ “Spes4Caregivers”,  si inserisce nel solco delle tante iniziative di “addestramento del caregiver” (inteso come un percorso di coinvolgimento e di formazione che mira a fornire le competenze necessarie per assistere efficacemente una persona anziana o con disabilità a domicilio, riducendo stress e ansia e migliorando la qualità di vita del paziente e della famiglia) con le quali Fondazione Ant integra da decenni i propri percorsi assistenziali. 

La formazione periodica

Tra queste iniziative spiccano i corsi periodici di formazione, attivi in quasi tutte le sedi di Ant, rivolti a tutti i cittadini che si occupino di un proprio caro sofferente di tumore o di altre patologie croniche, i cui contenuti sono riassunti all’interno del manuale “Vicino a chi sta vicino”, scaricabile dal sito Ant e disponibile in forma cartacea nelle sedi.
Dal punto di vista clinico, il Servizio di psico-oncologia Ant segue ogni anno più di mille caregiver, sia durante la fase dell’assistenza al paziente oncologico sia dopo, qualora ci sia bisogno di un aiuto per l’elaborazione del lutto. Senza contare che il caregiver rappresenta poi un tema centrale anche per la ricerca di Ant, da anni impegnata in numerosi studi sui bisogni assistenziali dei caregiver allo scopo di proporre modelli di intervento innovativi e sempre più orientati all’efficacia, alla personalizzazione e alla sostenibilità.

«La dimensione nazionale di Ant, lo conferma la diffusione delle nostre attività di assistenza e prevenzione, è da decenni un dato assodato. Ma da qualche tempo, grazie soprattutto alla preparazione e alla competenza della nostra unità operativa di Formazione e Ricerca, ci misuriamo con successo anche sul teatro delle collaborazioni, dei progetti didattici e dei bandi europei», sottolinea Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione Ant.  

Il progetto Spes, continua Pannuti, «però, per la prima volta ci vede addirittura capofila di un quintetto di meritorie realtà internazionali, con l’obiettivo concreto di fornire un sostegno sempre più organico ed efficace a un portatore di interesse chiave per il mondo dell’oncologia e delle cure palliative quale è il caregiver».

«Crediamo sia particolarmente opportuno rivolgerci alle istituzioni europee per affermare che Ant è pronta a cogliere le esigenze della nostra società e metterle a sistema. Siamo, insomma, maturi per sederci ai tavoli della Comunità Europea e per scrivere le linee guida dei prossimi bandi europei. Convinti che, per vincere le sfide che il futuro ci offre, ci sia bisogno prima di tutto delle competenze e dei talenti che in Ant non mancano» conclude la presidente. 

Il lancio di “Spes4Caregivers” conferma l’orizzonte continentale delle attività di Fondazione Ant, che da anni figura all’interno di numerosi network internazionali come l’International Association for Hospice & Palliative Care, l’European Cancer Patients Coalition e l’European Association for Palliative Care.

Il caregiving in Europa e in Italia

Del resto, la questione del caregiving in ambito di cure palliative (ma anche in altri ambiti, come l’assistenza all’anzianità e alla cronicità patologica in generale) è quantomai seria, se è vero che in Europa i caregiver informali/familiari costituiscono il 12-18% della popolazione adulta e forniscono l’80% di tutta l’assistenza a lungo termine a 30,8 milioni di individui, e si prevede che aumenterà di oltre 7 milioni di persone entro il 2050. 

Parlando di Italia, invece, i caregiver familiari sono circa 7 milioni, dei quali il 60% donne, spesso persone anziane e a loro volta affette da una o più patologie croniche, oppure figli che devono riuscire a trovare un equilibrio tra l’assistenza al genitore anziano e la loro vita personale, familiare e professionale. Tutto ciò, peraltro, sullo sfondo di un pesante carico fisico, psicologico, emotivo, organizzativo ed economico con quattro caregiver su dieci (41%) che dichiarano di aver sviluppato malattie croniche che prima non avevano, con in testa quelle psichiatriche seguite da quelle scheletro-muscolari, cardiovascolari e gastro-intestinali.

Nell’immagine in apertura un momento di caregiving – tutte le foto da ufficio stampa

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