Diversity & Inclusion
La lotta alla violenza di genere nella mostra contro gli stereotipi
Il Gruppo Assimoco ospita nella sua sede “Com’eri vestita – Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale”, un’installazione progetto che si apre al territorio fino al 29 ottobre. Questa iniziativa e il sostegno alla cooperativa e centro antiviolenza Cerchi d’Acqua rientra nelle iniziative D&I della società Benefit. Una ventina i dipendenti che hanno partecipato a un corso di formazione sui contenuti e i temi della violenza che fanno da guida ai visitatori
Gli stereotipi di genere sono duri a morire. Ed è per questo che non ci si deve mai stancare di farli notare e invitare a cambiare atteggiamento. Va in questa direzione anche la mostra “Com’eri vestita? Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale”.
Si tratta di un’installazione nata una decina di anni fa nelle università Usa da un progetto (ne avevamo scritto qui ) con il titolo “What were you wearing?”. L’installazione in Italia è portata avanti da Cerchi d’Acqua, cooperativa e centro antiviolenza fin dal marzo del 2018.
Questa mostra-progetto fino al 29 ottobre è visitabile gratuitamente nella sede del Gruppo Assimoco a Milano (Centro Leoni B, via Spadolini 7).
Occhi puntati sulle violenze
La società Benefit ha scelto di sostenere l’iniziativa e il centro antiviolenza Cerchi d’Acqua per contribuire alla riflessione sulla violenza e sulle diverse tipologie e sfaccettature che questa può avere. La mostra del resto con le testimonianze e gli outifit indossati dalle vittime di violenza (anche minori) mira a contrastare gli stereotipi ancora diffusi sulla violenza di genere. E mette sotto la lente la vittimizzazione secondaria, gli atteggiamenti accusatori verso le sopravvissute,
La tappa di un percorso
L’installazione è una tappa del percorso di Diversity & Inclusion di Assimoco, «L’educazione su questo tema è ancora molto carente», ha osservato Alessia Borrelli, Persone, cultura e sostenibilità del Gruppo.
Borrelli ha ricordato come da un paio d’anni Assimoco abbia: «abbracciato sempre più il tema delle pari opportunità, della parità di genere e quindi del sostegno di questo ambito che ha comunque a radici lontane. Però, da quando abbiamo deciso di abbracciare il tema della certificazione della parità di genere, abbiamo adottato un approccio più strutturato sul tema e ci siamo presi l’impegno di sostenere questi temi in misura più ampia e continuativa».

Durante il percorso per la certificazione, ha ricordato Claudia Abbruscato, D&I manager di Assimoco è stata fatta una survey anonima interna che «a sorpresa ha avuto una forte partecipazione, con circa 160 persone del gruppo che hanno risposto e molti hanno dichiarato di aver subito un qualche tipo di discriminazione». Abbruscato ha anche osservato che non volendo limitarsi al racconto della survey «abbiamo contattato Cerchi d’Acqua che ha passione e competenze per aiutarci a superare stereotipi e creare una comunità educante».
Piantando semi di consapevolezza
Entrando nello specifico, inoltre la manager D&I ricorda che nel parlare di certi temi «si piantano tanti semini, noi stiamo piantando un modo di agire» e i risultati si vedono a partire «dal linguaggio inclusivo. All’inizio c’è stato un contraccolpo perché nei corridoi si faceva la battuta: “adesso non si può dire niente?” In realtà era solo necessario un po’ di tempo per capire».
In Assimoco del resto «abbiamo la fortuna di aver sempre parlato di determinate cose», conclude Abbruscato facendo riferimento al fatto che il percorso sulla parità di genere non era estraneo alla cultura aziendale, «ma è stato importate decidere di strutturarci».

Alla presentazione dell’installazione hanno partecipato anche le fondatrici di Cerchi d’Acqua, psicologhe e psicoterapeute Simona Scalzi e Francesca Scardi, Paola Conversano che è operatrice d’accoglienza e responsabile della mostra, l’avvocata penalista e collaboratrice del centro antiviolenza Marta Buti. L’incontro – moderato da Sabrina Bonomi, professoressa di organizzazione aziendale e consigliera di Bcc Assicurazioni – ha aperto uno squarcio non solo sul mondo dei centri antiviolenza e delle realtà che aiutano le donne in un percorso verso la consapevolezza dei propri diritti. Ma anche sulla difficoltà a riconoscere abusi e la necessità di un’educazione puntuale delle bambine e dei bambini.

Una ventina di dipendenti del Gruppo ha partecipato a un percorso di formazione dedicato, diventando guide e facilitatori per i visitatori in un percorso di introduzione all’esposizione.
La mostra
“Com’eri vestita?“, promossa da Cerchi d’Acqua, racconta attraverso 17 capi di abbigliamento e brevi testimonianze le storie di donne e bambine che hanno subìto violenza sessuale e abusi. Ogni indumento, accompagnato da una breve frase, diventa parte di un percorso di consapevolezza contro la colpevolizzazione delle sopravvissute.
La mostra è aperta ai lavoratori dei due building del Centro Leoni, alla community delle B Corp e al pubblico esterno, previa registrazione sul sito www.assimoco.it
In apertura alcuni outfit esposti nella mostra “Com’eri vestita?” esposta al Centro Leoni di Milano – foto della mostra da ufficio stampa, immagini dell’incontro dell’autrice
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