Cooperazione

L’allarme di Legacoop: stabilità a rischio, calano domanda e occupazione

La rilevazione sull'andamento del terzo quadrimestre 2025 scatta la fotografia di un sistema al bivio: se il 75% delle cooperative dichiara una domanda ancora stazionaria, le prospettive occupazionali crollano dal 21 al 12%. Pesano il calo dell’export e la crisi del manifatturiero, mentre la scarsità di manodopera diventa un ostacolo strutturale alla crescita. Il presidente Simone Gamberini: «Servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione»

di Redazione

Un presente grigio che non sembra destinato a schiarirsi nei prossimi mesi. È il quadro tratteggiato dall’analisi congiunturale dell’andamento delle cooperative di Legacoop nazionale nel terzo quadrimestre del 2025. Se per il momento la domanda di beni e servizi e la crescita occupazionale rimangono prevalentemente stabili, cresce il clima di sfiducia per l’andamento nei prossimi mesi. A dettare questo pessimismo diversi fattori: contesto geopolitico internazionale, scarsità di manodopera, disponibilità di risorse.

Per il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, i dati dimostrano la capacità del sistema delle cooperative di adattarsi a un momento storico complesso, di difficile navigazione, ma non basta più. «La cooperazione continua a essere pronta a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione, ma servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione», ha sottolineato. In questo senso, le cooperative possono essere un osservatorio privilegiato sull’andamento dell’economia italiana, in grado di coglierne in anticipo criticità e opportunità grazie alla sua presenza trasversale in tutti i settori economici. «Preoccupano, in particolare, le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero, dove si concentra una quota rilevante delle segnalazioni di ulteriore calo della domanda, anche in relazione al peggioramento del contesto internazionale», ha sottolineato Gamberini.

Venendo ai numeri, nel terzo quadrimestre del 2025 il 75% delle cooperative ha registrato un andamento stazionario della domanda rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quelle che hanno favorito di un aumento della domanda rappresentano l’11% del totale, mentre il 14% ha segnalato un calo. C’è, però una disparità a livello settoriale nella distribuzione delle performance. Le attività manifatturiere e quelle culturali e turistiche sono quelle più in difficoltà, con, rispettivamente il 37% e il 20% che hanno registrato un calo. Nel settore abitativo, invece, rispetto a un anno fa la domanda è cresciuta per il 50% delle cooperative. In calo anche l’export: solo il 3% ha registrato un aumento delle esportazioni, mentre a segnalare una contrazione è il 21%. A pesare, su questo fronte, l’aumento dei costi di esportazione, segnalato come elemento critico dal 57% delle imprese (+15 rispetto alla precedente rilevazione), l’instabilità geopolitica internazionale (50%, in calo però del 33%) e il peso degli impedimenti burocratici (36%, in crescita di 28 punti percentuali).

A conferma del quadro stazionario tendente al negativo è anche il confronto con l’andamento del secondo quadrimestre del 2025. Mentre il 74% delle cooperative non ha rilevato cambiamenti sostanziali tra maggio-agosto e settembre-dicembre, la quota di quelle che hanno registrato un aumento della domanda si è contratta dal 18 al 13%.

Risultati analoghi anche sul fronte occupazionale. Rispetto allo scorso quadrimestre, il 75% delle cooperative conferma una situazione di stabilità, ma quelle che hanno ampliato l’organico sono scese dal 20 al 16%, mentre crescono dall’8 al 9% quelle che hanno ridotto il personale. La crescita occupazionale si è concentrata nel settore dei servizi (+ 14% rispetto alla precedente rilevazione) e nella cooperazione sociale (+ 10%), mentre i settori che hanno registrato i livelli più alti di contrazioni sono stati quello abitativo (-13% nonostante l’aumento della domanda), quello del consumo/distribuzione (- 12%) e le attività manifatturiere (-5%).

Per quanto riguarda, invece, le attese per il futuro, la quota di chi si aspetta un miglioramento del contesto macroeconomico nazionale cala dall’8 al 7%, mentre cresce dal 29 al 31% la fetta dei pessimisti. L’aumento della sfiducia si registra anche rispetto alle previsioni dell’andamento della domanda: il 63% delle cooperative non si aspetta cambiamenti, il 19% (in calo rispetto del 5% rispetto al precedente quadrimestre) prevede un miglioramento e il 15% (+4) un peggioramento. A conferma delle difficoltà affrontate dai rispettivi settori, il sentiment più pessimista si riscontra nell’industria delle costruzioni, della cultura, delle attività manifatturiere e dell’agroalimentare.

Un dato, su tutti, certifica però il fatto che ci si sta addentrando in un periodo difficile. Rispetto alla precedente rilevazione, le imprese che prospettano di aumentare l’organico crollano dal 21 al 12%, mentre il 78% non prevede una variazione. Per quanto riguarda l’occupazione, per i prossimi 4–5 mesi il 78% delle cooperative prevede di mantenere invariato l’organico.

Come detto, il principale fattore di criticità è la scarsità di manodopera qualificata, segnalata dal 41% delle cooperative (+ 2 punti rispetto alla precedente rilevazione). Un problema, avvisa Legacoop, «ormai strutturale». Cresce anche la quota di chi segnala difficoltà legate alla liquidità a breve termine (31%, 3 punti in più). L’impatto dei costi delle materie prime e dell’energia, invece, calano leggermente nella valutazione delle imprese rispetto alle proprie difficoltà: rispettivamente, 28% (-2 punti percentuali) e 23% (- 5).

In apertura: Rolled alloys specialty metal supplier via Pexels

Abbonarsi a VITA con la carta docenti?

Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento annuale che si intende acquistare (1 anno carta+digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a abbonamenti@vita.it