Burocrazia
Lazio, la Regione bacchetta gli enti cancellati dal Registro del Terzo settore: «Avvisati per tempo. Ma possono presentare una nuova iscrizione»
L’assessore Maselli interviene sul “caso” delle oltre 2.600 associazioni bloccate. «Sono circa 14.500 gli enti iscritti al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore) del Lazio. L’ente che non aggiorna le informazioni essenziali, ai sensi di quanto prevedono le norme, non è verificabile, non è trasparente, non è affidabile. A chi non era in era in regola, abbiamo inviato diffida a luglio 2024 e poi atteso un altro anno intero. Ma chi è stato cancellato può presentare nuova domanda»
I 2.619 enti per i quali è stata disposta la cancellazione dal Registro Unico degli enti del terzo settore erano stati «avvistati per tempo». Così l’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, spiega e difende la decisione presa e comunicata nei giorni scorsi, di cui abbiamo parlato su queste pagine.
«Il Runts è diventato operativo il 23 novembre 2021. Da tale data, ed entro il 21 febbraio 2022, tutte le APS e le ODV che risultavano già iscritte nei precedenti albi e registri regionali, sono state iscritte d’ufficio al registro unico attraverso una procedura di trasmigrazione automatica prevista dal codice del terzo settore», ricorda l’assessore. «Al 21 febbraio 2022, la Regione ha provveduto a trasmigrare i dati di 6.675 enti, di cui 2.731 organizzazioni di volontariato e 3.944 associazioni di promozione sociale».

A quel punto, si è avviato il processo di verifica, da parte della Regione, della sussistenza dei requisiti di tutti gli enti trasmigrati. «2.648 enti si sono attivati ed hanno regolarizzato la loro posizione», riferisce Maselli. «Per i restanti 4.027 enti trasmigrati d’ufficio, la Regione ha disposto, il 1 luglio 2024, una diffida, assegnando il termine di 120 giorni per accedere alla piattaforma e inserire o aggiornare i dati mancanti».
La diffida è stata pubblicata e diffusa, anche grazie, precisa Maselli, al «prezioso aiuto del Forum del Terzo Settore e del CSV Lazio, con il quale nello specifico è stata anche stipulata un’apposita convenzione di collaborazione per la diffusione dell’atto tra gli enti diffidati allo scopo precipuo di accompagnarli nell’adempimento richiesto».
Da allora ad oggi, «1.409 enti hanno adempiuto regolarmente agli obblighi previsti, i restanti 2.618 enti sono rimasti inadempienti ad un obbligo di legge. La Regione, comunque, ha atteso un intero ulteriore anno, adottando solo a fine dicembre 2025 l’atto di cancellazione», osserva ancora Maselli.
14.500 enti iscritti al Runts nel Lazio
«Ricordo – prosegue Maselli – che sono circa 14.500 gli enti iscritti al Runts del Lazio. Il Runts è un registro fondato sulla trasparenza e affidabilità, istituito per permettere a tutti (Pubbliche Amministrazioni e cittadini) di conoscere gli enti del Terzo Settore, di sapere cosa fanno e chi li rappresenta. Solo chi è iscritto al Runts può fregiarsi del titolo di ente del terzo settore e, di conseguenza, partecipare ai bandie avvisi della Pubbliche amministrazioni ad essi riservati. Ricordo, inoltre, che il cittadino può, consultando il Runts, scegliere consapevolmente l’ente cui destinare il proprio 5 per mille e erogazioni liberali. In questo quadro, quindi, l’Ente che non aggiorna le informazioni essenziali, ai sensi di quanto prevedono le norme, non è verificabile, non è trasparente, non è affidabile dal punto di vista istituzionale e induce in errore il cittadino, quindi tutti noi»
«Il Registro – precisa l’Assessore Maselli – può funzionare ed assolvere alla sua funzione di tutelare le legittime istanze ed aspettative dei cittadini solo se gli enti iscritti rispettano un livello minimo di organizzazione amministrativa. Pertanto il rispetto dei requisiti formali che qualificano un ente come ente di terzo settore, non può essere considerato un mero adempimento burocratico! Gli enti cancellati possono in ogni caso procedere anche immediatamente a nuova domanda di iscrizione al Runts».
Amministrazione regionale, Forum Terzo settore Lazio e Csv Lazio sono in questi giorni al lavoro, per trovare una soluzione che scongiuri il blocco delle attività di un numero così significativo di associazioni, molte delle quali operano in convenzione con l’amministrazione stessa e rappresentano un presidio sociale essenziale nel proprio territorio. La domanda è: se queste associazioni si fermeranno, a seguito di un’inadempienza burocratica, chi risponderà ai bisogni sociali crescenti nei territori?
Non resta che attendere l’esito dei lavori, con questo, la risposta a questo interrogativo.
Foto Wikipedia: sede Regione Lazio
Vuoi accedere all'archivio di VITA?
Con un abbonamento annuale puoi scaricare e leggere più di 100 numeri del nostro magazine: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.