Innovazione

Legacoopsociali, ecco il Manifesto “Controvento” per un welfare universale

Lavoro sociale e inclusione delle persone fragili sono tra gli elementi necessari per garantire diritti per tutte e tutti. L’associazione delle cooperative sociali aderenti a Legacoop (2.300 realtà) ha realizzato un documento (in allegato) che il presidente Massimo Ascari definisce: «Punto di partenza per il welfare universale»

di Redazione

Restituire pieno valore economico e professionale al lavoro sociale migliorando il contratto collettivo nazionale; garantire alle persone svantaggiate opportunità di inclusione lavorativa attraverso l’impresa sociale; promuovere un welfare innovativo per rispondere alle sfide sociali e garantire i diritti per tutti e tutte. 

Le tappe e le persone

Sono questi i tre assi del Manifesto “Controvento” di Legacoopsociali presentato all’Eurostars Roma Aeterna oggi mercoledì 10 dicembre in occasione dell’evento finale degli Stati Generali della cooperazione sociale. Una delle tappe verso la Biennale dell’economia cooperativa di Legacoop.

Il Manifesto è il frutto delle tre tappe di Biella, Fabriano e Salerno oltre a quelle regionali di Umbria e Sardegna. Si tratta di un percorso che ha coinvolto oltre 500 persone e una campagna di comunicazione #controvento con 300 video dove operatori e operatrici sociali da tutta Italia hanno preso parola per rivendicare il proprio ruolo.

I numeri di Legacoopsociali

L’associazione nazionale delle cooperative sociali aderenti a Legacoop conta oltre 2.300 realtà. Occupa complessivamente 135.658 persone di cui il 74% sono donne, 12mila sono persone svantaggiate inserite al lavoro nelle cooperative di tipo B, l’82% sono soci della cooperativa in cui lavorano. Il valore di produzione è pari a circa 6 miliardi di euro.

«Le cooperative possono davvero rispondere a esigenze più generali del profitto e massimizzare il benessere dei membri lungo l’intero ciclo di vita, non solo il valore per l’azionista nel breve periodo»», afferma il professore Tito Boeri.
Che ricorda inoltre: «Un socio–un voto con un forte coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni d’investimento e nella distribuzione del reddito. Minore distanza fra chi decide e chi subisce gli effetti di lungo periodo. Inoltre con la loro governance partecipata e orizzonte a lungo termine riducono incentivo a “greenwashing” e rendono più credibile la transizione verde».

La cooperazione leva dell’economia

Per la ministra del Lavoro Marina Calderone la cooperazione è «riferimento per politiche sociali e lavoro». In un videomessaggio la ministra ha affermato: «Mi preme sottolineare il valore sociale della cooperazione come leva della nostra economia attraverso il lavoro e come connessione con la società. Il valore cooperativo è un riferimento importante per il ministero, il Manifesto #Controvento ha obiettivi di grande valore per le professioni della cura e del welfare».

La titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali  ha aggiunto: «Le politiche del lavoro e sociali pongono la cooperazione al centro: vogliamo mettere in campo interventi per rafforzare i Gol insieme alle Regioni per disoccupati di lunga durata e persone svantaggiate. La nuova prospettiva deve evolversi in maniera più attenta verso le persone in difficoltà, la cooperazione sociale con il Manifesto diventa un riferimento. Vogliamo promuovere reti tra Pubblico, privato e Terzo settore con il coinvolgimento particolare della cooperazione con cui costruire un percorso comune fatto di innovazione».

Riaffermare il valore del welfare universale

«Questo manifesto non è una dichiarazione statica, ma un punto di partenza per riaffermare il valore di un welfare universale e di comunità; riconoscere la funzione della cooperazione sociale come infrastruttura democratica e produttiva; indicare strade concrete da percorrere insieme per innovare, valorizzando le persone, le competenze, le relazioni e il bene comune», ha affermato il presidente nazionale di Legacoopsociali Massimo Ascari (qui una sua recente intervista).

«Il manifesto si rivolge al movimento cooperativo, alle Istituzioni, ai rappresentanti politici, alle associazioni di rappresentanza e di categoria, alle organizzazioni sindacali, agli enti del terzo settore, al mondo imprenditoriale responsabile e alla cittadinanza, perché il vero cambiamento nasce dalla cooperazione. Condividere obiettivi, elaborare proposte, agire insieme, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, unendo l’impegno della nostra associazione, quello delle cooperative sociali a quello comune», ha poi aggiunto Ascari.

Le cooperative sociali e la qualità del welfare

Da parte sua il presidente di Legacoop Simone Gamberini sottolinea: «Il manifesto “Controvento” vuole essere un primo contributo in vista di un confronto, non più rinviabile, per assicurare un futuro sostenibile al nostro sistema di welfare, minacciato dalla crisi demografica, dalle crescenti disuguaglianze economiche e territoriali, dalla riduzione della spesa pubblica. Serve un progetto di welfare per l’Italia, con politiche di medio periodo che delineino il livello di risposta ai bisogni, la governance, le risorse, il modello di compartecipazione e di gestione, l’apporto che possono dare i tanti attori dell’economia sociale». 

E aggiunge: «Le cooperative sociali danno un contributo insostituibile e spesso non riconosciuto alla qualità del welfare, perché assicurano servizi che rispondono a bisogni reali dei cittadini nel segno dell’inclusione, con un impegno costante per la cura e il benessere delle comunità. Per questo rappresentano interlocutori affidabili per le pubbliche amministrazioni, alle quali chiediamo una maggiore disponibilità alla co-programmazione e co-progettazione dei servizi, nonché ad un giusto riconoscimento, anche economico, del valore del lavoro sociale».

 Il Manifesto #Controvento qui e in allegato

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