Forum internazionale
L’Europa dell’economia sociale si incontra a Torino: un cantiere per il futuro
Alcuni tra i principali esperti europei si danno appuntamento a Torino il 20 febbraio per il forum “Business, Social, One Vision”, promosso da Camera di commercio, Torino Social Impact e Centro internazionale di formazione dell’Oil in occasione della Giornata mondiale della Giustizia sociale. Al centro del dibattito, il ruolo dell’economia sociale come infrastruttura democratica capace di coniugare competitività, inclusione e diritti
Alcune tra le voci più autorevoli in Europa sull’economia sociale si riuniranno a Torino venerdì 20 febbraio per il forum pubblico Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice. L’evento – che si svolgerà nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università di Torino – è promosso da Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact e Centro internazionale di formazione dell’organizzazione internazionale del lavoro. L’occasione (e non è un caso) è la Giornata mondiale della Giustizia sociale.
Una fase cruciale per l’economia sociale
«L’economia sociale ha vissuto una metamorfosi che le ha permesso di assumere una serie di identità sempre più definite nel tempo. Oggi attraversa una fase cruciale, un vero e proprio cambiamento di scala». A parlare è il portavoce di Torino Social Impact Mario Calderini, uno degli ideatori di un appuntamento che posizionerà ancora una volta la città al centro del dibattito internazionale. «Da un lato l’economia sociale ha valicato un processo di allargamento dei confini: a partire da una perimetrazione “tradizionale” nei confini del Terzo settore, ha saputo aprirsi a un insieme di attori molto più ampio, che guarda al profit e all’economia in generale. L’altra questione è semantica e di visione: dopo aver chiesto al sociale di non essere soltanto riparativo ma anche generativo di valore economico, ora puntiamo a un passo ulteriore affinché si assesti come una grande infrastruttura democratica». In un’epoca in cui i pilastri valoriali e democratici sembrano sul punto di crollare, «l’economia sociale può diventare il cantiere in cui si costruiscono le grandi regole del vivere civile, in cui respirare un clima di convivenza e coesione tra le persone».
Ripartire dalla giustizia e dai diritti sociali
Per Calderini, una sorta di paradosso attraversa il presente: «In un mondo in cui la centralità del sociale e i valori della sostenibilità stanno franando, l’azione politica raggiunge il suo apice, con la maggior parte dei Paesi europei (compresa l’Italia) che stanno adottando un Piano nazionale per l’Economia sociale e alcune Città metropolitane e Regioni, tra cui il Piemonte, che sta lavorando a una legge sul tema».
Ripartire dalla giustizia e dai diritti sociali per pensare al futuro dell’economia sociale non più come risposta ai bisogni e alle sfide, bensì ai desideri. Soltanto così ritroveremo la voglia, il coraggio e la capacità di immaginare alternative
Mario Calderini, portavoce Torino Social Impact
Accendere una luce su quello che sta accadendo non è soltanto un modo per unire i puntini: permette di perfezionare la rotta. «Tutti i grandi movimenti che hanno cercato di introdurre una dimensione valoriale, sociale e ambientale attraverso i meccanismi dell’economia di mercato ci sono riusciti soltanto in parte», aggiunge. «Il motivo, a mio parere, è che ci siamo dimenticati di una teoria della giustizia sociale che ispirasse il ridisegno dei sistemi economici e il ripensamento del capitalismo. Per questo il Forum è inserito nel calendario degli eventi della Giornata mondiale della Giustizia sociale. Ripartire dalla giustizia e dai diritti sociali per pensare al futuro dell’economia sociale non più come risposta ai bisogni e alle sfide, bensì ai desideri. Soltanto così ritroveremo la voglia, il coraggio e la capacità di immaginare alternative».
Il programma
Con il contributo di imprese sociali e modelli a impatto, l’iniziativa approfondirà la comprensione del ruolo dell’economia sociale come motore strategico per integrare la competitività e metterà in evidenza il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. «I territori sono il luogo in cui l’economia sociale dimostra tutta la sua forza trasformativa. Eventi come questo aiutano a mettere in dialogo imprese, istituzioni e comunità, mostrando che la competitività passa anche dalla capacità di generare inclusione, resilienza e giustizia sociale», spiega Paola Babos, direttrice aggiunta del Centro internazionale di formazione dell’Oil. Ci sarà anche lei tra i relatori, in un parterre di altissimo profilo.

Alle 9,30, i saluti istituzionali saranno affidati a Cristina Prandi, rettrice dell’Università di Torino, Massimiliano Cipolletta, presidente Camera di commercio di Torino, la vicesindaca di Torino Chiara Foglietta, il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo e l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone.
Dopo il discorso di apertura a cura del professor Mario Calderini, il primo panel affronterà il tema de “L’economia sociale e solidale in una prospettiva globale” con Olivier de Schutter, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani, Simel Esim, presidente della task force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale, e (in attesa di conferma) Alessandro Lombardi, capo del Dipartimento per le Politiche sociali, il Terzo settore e la migrazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Modera Paola Babos, direttrice aggiunta del Centro internazionale di formazione dell’Oil.
Alle 10,35 è attesa la sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano. A seguire, si parlerà de “L’economia sociale come motore strategico per integrare la competitività” con il presidente di Social Economy Europe Juan Antonio Pedreño, la direttrice del Centre for entrepreneurship, Smes, regions and cities Lamia Kamal-Chaoui e il presidente di Social Impact Agenda Italy Stefano Granata. Modera Marella Caramazza, direttrice del Cottino Social Impact Campus.
Eventi come questo aiutano a mettere in dialogo imprese, istituzioni e comunità, mostrando che la competitività passa anche dalla capacità di generare inclusione, resilienza e giustizia sociale
Paola Babos, direttrice aggiunta del Centro internazionale di formazione dell’Oil
Alle 11,30, nel panel su “L’economia sociale come pilastro strategico per promuovere l’inclusione e i valori democratici”, interverranno il direttore generale delle Dg Employment della Commissione europea Mario Nava, la deputata Silvia Roggiani, il segretario generale di Euricse Gianluca Salvatori, la direttrice generale per l’economia sociale e la responsabilità d’impresa del Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale spagnolo Aicha Belassir e la direttrice di Social Economy Europe Sarah de Heusch. Moderatrice: Raffaella Scalisi, advisor Torino Social Impact.
Su “L’integrazione dell’economia sociale nelle strategie di sviluppo territoriale”, si confronteranno i referenti dei Piani per l’economia sociale di Bologna (Daniela Freddi, Città Metropolitana) e Milano (Valerio Pedroni, consigliere comunale), oltre a Massimo Gaudina, special advisor to the director European Training Foundation.
Le conclusioni vedranno protagonista Irene Tinagli, membro del Parlamento europeo, presidente dell’intergruppo sull’economia sociale e i servizi di interesse generale. L’agenda dei lavori sarà coordinata da Simona De Giorgio, responsabile del Comitato per l’imprenditoria sociale della Camera di commercio di Torino e del coordinamento di Torino Social Impact.
Torino, laboratorio dell’economia sociale
Per Torino si tratta di un’ulteriore consacrazione. Da tempo la città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

È in questo contesto che cresce Torino Social Impact, piattaforma nata nel 2017 e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato vita a progetti innovativi come la Borsa dell’impatto sociale e ha contribuito all’adozione del Piano metropolitano per l’economia sociale Torino 2030. La città ospita inoltre dal 1964 il Centro internazionale di formazione dell’Ilo (Itcilo): come parte integrante dell’Organizzazione internazionale del lavoro, è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.
Nel 2025 Torino Social Impact ha dato vita alla campagna Business, Social, One Vision che dà il titolo all’evento del 20 febbraio. Una visione di impatto e di economia per una piattaforma che punta a far coesistere le istanze del business e quelle della diversità e dell’impegno sociale.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.
L’immagine nel testo è di Torino Social Impact. In apertura, fotografia di Mirko Mina su Unsplash
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