Immigrazione
L’inclusione sociale dei migranti? Passa (anche) per il lavoro nelle coop
Legacoop Produzione e servizi e l’associazione Don Vincenzo Matrangolo Ets hanno firmato un protocollo d’intesa per offrire concrete opportunità agli stranieri accolti in Italia attraverso la rete del sistema Sai. Sono previsti percorsi di orientamento e formazione finalizzati all'inserimento dei migranti nelle cooperative
di Redazione
Oggi a Roma i rappresentanti di Legacoop Produzione e servizi e l’associazione Don Vincenzo Matrangolo Ets hanno firmato un protocollo d’intesa per «costruire un ponte funzionale e strutturato tra il mondo dell’accoglienza e il sistema cooperativo, promuovendo percorsi di inclusione socio-lavorativa per le persone migranti e offrendo, al contempo, risposte concrete alle esigenze di personale delle cooperative associate», come viene sottolineato in una nota congiunta. L’associazione è attiva nella rete del Sistema di accoglienza e integrazione – Sai, ha sede ad Acquaformosa e opera nell’area dell’Alto Ionio e della provincia di Cosenza, gestendo percorsi dedicati all’accoglienza e all’inclusione delle persone migranti.
Il protocollo definisce una cornice di collaborazione finalizzata a valorizzare competenze e capacità individuali, attraverso percorsi di orientamento, preparazione e avvicinamento al lavoro, fino al loro inserimento nelle cooperative. Allo stesso tempo, l’intesa consente alle imprese cooperative di accedere a un canale stabile e trasparente di selezione e reperimento del personale, in settori strategici come trasporti, logistica, pulizie, servizi ambientali, costruzioni, impianti, industria, ristorazione, vigilanza privata, beni culturali e Ict.
La collaborazione mira a rendere più efficiente il matching tra domanda e offerta di lavoro, prevedendo inoltre un monitoraggio periodico congiunto e la possibilità di attivare insieme percorsi formativi mirati sulla base dei fabbisogni richiesti dai settori cooperativi — dall’alfabetizzazione professionale alla sicurezza sino alla formazione specifica — per garantire inserimenti lavorativi sostenibili e monitorati.
L’accordo nasce anche con l’intento di favorire l’integrazione sociale, culturale ed economica dei migranti, contribuendo alla costruzione di percorsi di autonomia e inclusione, sostenendo la partecipazione dei migranti alla vita economica, il superamento di barriere culturali e sociali e un modello di welfare generativo fondato sulla collaborazione.
«Abbiamo conosciuto l’associazione Don Vincenzo Matrangolo in occasione della nostra assemblea annuale, svolta lo scorso ottobre in Calabria, dove ha portato un contributo significativo sul tema dell’accoglienza e dell’inserimento socio-lavorativo dei migranti», spiega Andrea Laguardia, vicepresidente di Legacoop Produzione e Servizi. «Da quel confronto è emersa con immediatezza una visione condivisa: certezze giuridiche e reali opportunità lavorative sono i pilastri su cui si costruisce un vero percorso di integrazione. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato la difficoltà, per le nostre cooperative associate, di reperire personale in determinati ruoli e, unita alla prospettiva del calo demografico in atto, questa situazione ci impone di guardare con lungimiranza a soluzioni concrete e strutturate, anche attraverso politiche migratorie responsabili. Partiamo da qui, da questo progetto, per dare una risposta concreta e immediata, mettendo in relazione domanda e offerta di lavoro. La cooperazione di lavoro nasce per offrire, attraverso il lavoro, opportunità di riscatto e dignità per le persone. Questo progetto aderisce pienamente a questo nostro principio fondante».
«Fermo restando le numerose criticità del Patto europeo sulla migrazione e asilo, che entrerà in vigore nel giugno del 2026, la firma del protocollo mira a rendere effettivo l’inserimento lavorativo dei cittadini di Paesi terzi, che sono e saranno accolti nei nostri Progetti Sai», commenta Lidia Vicchio, vicepresidente dell’associazione Don Vincenzo Matrangolo. «L’inserimento lavorativo rappresenta una componente strutturale del Patto europeo, in quanto l’integrazione funziona solo se si tengono insieme certezza giuridica e prospettive concrete. Lavoro, formazione e riconoscimento delle competenze non sono un “dopo” dell’asilo, ma il cuore di un modello che vuole trasformare la gestione in progettualità. Questo protocollo tiene insieme due piani: offrire alle persone accolte nei nostri Progetti Sai percorsi chiari di inserimento lavorativo, e allo stesso tempo offrire a Legacoop Produzione e servizi energie e talenti, di cui le cooperative associate hanno bisogno. Il futuro delle politiche migratorie si giocherà anche sulla capacità di tenere insieme accoglienza, legalità e inclusione».
Credit: nella foto Legacoop, Andrea Laguardia e Lidia Vicchio al momento della firma del protocollo
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