Le sfide per il nuovo Forum

Lo stare insieme è il valore del Terzo settore

Tra pochi giorni il Forum Terzo Settore eleggerà i nuovi organi, che lo guideranno per i prossimi quattro anni. La portavoce uscente, Vanessa Pallucchi, rilegge il suo mandato, segnato dalla policrisi del contesto nazionale e internazionale. Partecipazione dei soci, unità del Forum e autonomia politica sono le condizioni che hanno permesso, permettono e permetteranno al Terzo settore di generare e rigenerarsi: sono quindi i principi da tutelare anche nel nuovo mandato. «Al Forum Terzo Settore auguro di avere il coraggio di crescere insieme», scrive Pallucchi

di Vanessa Pallucchi

vanessa pallucchi

Martedì 21 ottobre oltre 100 reti nazionali di Terzo settore eleggeranno i nuovi organi che guideranno il Forum Terzo Settore per i prossimi quattro anni. Concludo il mio mandato da portavoce con la consapevolezza di aver attraversato, alla guida di un’organizzazione che dà voce al Terzo settore italiano, una porzione di storia fortemente segnata da una policrisi sul piano nazionale e internazionale, che ha messo in discussione – indebolendoli – quei principi di solidarietà e democrazia che sono stati le più grandi conquiste collettive degli ultimi decenni.

In questo momento siamo nel pieno di una trasformazione sociale globale e non possiamo non constatare che anche l’Italia ha ceduto a involuzioni su vari terreni: per citarne alcuni, quello della lotta alle povertà e alle disuguaglianze, o quello di un welfare che viene sacrificato per il riarmo. 

Il Terzo settore agisce e si forma nel terreno sociale di questo Paese. Non è impermeabile alle “tempeste”, ma certamente è in grado di resistere alle intemperie e di crescere, come i dati Istat dimostrano: di generare e ri-generarsi.

Certo, ad alcune condizioni, che in questi anni nel lavoro fatto al Forum ci siamo fortemente impegnati per salvaguardare. 

Innanzitutto ci sono l’unità e la partecipazione: il Terzo settore, anche grazie alla riforma, sta allargando il suo perimetro, arricchendosi di nuove sensibilità ed energie. Si tratta di valore aggiunto, che rende orgogliosi del percorso compiuto in 30 anni, quando tutto iniziò con la mobilitazione “La solidarietà non è un lusso”. Si tratta anche di una sfida che va raccolta con determinazione, affinché tutte le varie sensibilità possano contribuire a rafforzare il ruolo del Terzo settore nella società e a portare avanti, aggiornandola al contesto, la base valoriale originaria, di cui solidarietà, democrazia e inclusione sono gli elementi cardine. 

Insieme, nel Forum Terzo Settore, grazie alla partecipazione dei soci nelle consulte e nei tavoli tecnici, abbiamo in questi anni presentato alla politica – italiana ed europea – le nostre priorità, abbiamo individuato i nodi focali di un auspicabile sistema di welfare; indicato la strada per una gestione più efficace e più umana del fenomeno migratorio; abbiamo chiesto con forza il rispetto del diritto internazionale e la pace, mentre la pace abbiamo continuato a portarla sui territori di guerra attraverso l’operato delle ong; abbiamo denunciato le misure che avrebbero rischiato, o rischiano ancora, di danneggiare il non profit; infine, abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione alle istituzioni per approdare alle migliori soluzioni possibili e siamo infatti riconosciuti come interlocutori stabili e autorevoli. 

Sul piano delle norme per il Terzo settore tanti risultati ci sono stati, dalle semplificazioni al via libera delle norme fiscali, su tanti siamo ancora al lavoro (tra cui l’eliminazione del tetto al 5 per mille, le questioni relative all’Iva e all’Irap). Questo ha richiesto un lavoro importante e non semplice, che ha puntato sulla partecipazione, principio su cui si regge l’impianto del Forum.

Lo stesso percorso per l’elezione dei nuovi organi necessita di ampia partecipazione e convergenza di intenti e garantisce la possibilità di iniziativa a tutti i soci. Ecco perché mi auguro che l’impegno per un’efficace sintesi delle diversità, vecchie e nuove, sarà non solo portato avanti nel futuro ma anche migliorato: l’allargamento della partecipazione, sia interna al Forum che in termini di alleanze esterne, è necessario per rafforzare la rappresentatività e, dunque, la capacità del Terzo settore di parlare con un’unica voce. 

L’altra condizione che abbiamo sempre avuto come faro durante il mandato che sta per concludersi e che auspico venga salvaguardata per il futuro, è l’autonomia politica del Terzo settore: l’azione di quest’ultimo deve essere libera dai condizionamenti degli interessi peculiari della politica. Tutte le realtà che compongono l’universo del Terzo settore sono, ciascuna con la propria sensibilità, portatrici di una capacità trasformativa nelle relazioni, nei territori, nelle comunità. Questa capacità ha un valore – non un colore – politico. Maturare questa consapevolezza, per riconoscersi e agire come un vero e proprio sistema orientato al cambiamento, e tutelarla da spinte esterne sarà forse la sfida più importante. 

Al Forum Terzo Settore auguro di avere il coraggio di crescere insieme. 

Vanessa Pallucchi è portavoce del Forum Terzo Settore

Cosa fa VITA?

Da oltre 30 anni VITA è la testata di riferimento dell’innovazione sociale, dell’attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un’impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell’interesse generale e del bene comune. Se riusciamo a farlo è  grazie a chi decide di sostenerci.