Migranti
Meno di 300 giorni: l’accoglienza breve dei minori stranieri non accompagnati
In media durano meno di 300 giorni i percorsi di accoglienza dei minorenni migranti soli. E poi? Al 31 dicembre 2025 sono circa 17mila - in calo - i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia. Per lo più maschi, per lo più over 16 o prossimi alla maggiore età. Le ragazze sono più giovani e arrivano soprattutto dall’Ucraina. I dati e le analisi nel Rapporto semestrale del ministero del Lavoro
17.011: tanti erano, al 31 dicembre 2025, i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia: oltre 1.500 in meno (1.614, per l’esattezza) rispetto al 31 dicembre del 2024, quando erano 18.625. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo Rapporto di approfondimento semestrale pubblicato dalla Direzione Generale per le Politiche Migratorie del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il Rapporto fa riferimento ai dati gestiti attraverso il Sim-Sistema informativo minori dalla Direzione generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti. A partire dal 2027, la pubblicazione avverrà con cadenza annuale e non più semestrale, vista la disponibilità di dati aggiornati sulla dashboard dedicata, attiva sul sito istituzionale del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Intanto, torniamo ai numeri relativi al secondo semestre del 2025. Dopo l’aumento costante registrato dal 2021 al 2023 (8.216 nel 2021, 16mila nel 2022 e 20mila nel 2023). dallo scorso anno la tendenza si è invertita, «con una leggera ma costante decrescita delle presenze che continua anche nel primo semestre del 2025», si legge nel rapporto.
«In termini assoluti, il numero medio dei Msna accolti nel territorio italiano nel 2024 si attesta sempre al di sopra delle 20mila unità, mentre nei primi sei mesi del 2025 il dato medio mensile delle presenze scende al di sotto delle 17 mila unità. Nella seconda metà del 2025, invece, si assiste ad un leggero incremento delle presenze con un dato medio mensile pari a circa 17.400 minori».

Per lo più maschi, per lo più grandi. Ma le femmine sono più giovani
Esaminando i dati più nel dettaglio, emerge innanzitutto un forte sbilanciamento di genere: ben l’88,6% dei minori stranieri non accompagnati presenti al 31 dicembre 2025 è di genere maschile. Le ragazze sono in tutto 1.934 e rappresentano appena l’11,4% del totale.
Anche rispetto all’età, c’è un forte sbilanciamento, con differenze significative però tra maschi e femmine. Tra i primi, prevalgono i più grandi: quasi il 79% ha più di 16 anni di età e il 58% di questi ha 17 anni. Solo il 14% del totale ha meno di 14 anni, mentre appena il 7,6 % ha 15 anni.
Al contrario, per quanto riguarda le ragazze, la metà ha meno di 15 anni (50,1%), mentre poco più del 39% ha 16 o 17 anni ( a fronte del 79% dei Msna di genere maschile).
Come si spiega questa differenza? Con la forte presenza di minori stranieri provenienti dall’Ucraina, che al 31 dicembre 2025 sono 2.963. Di questi, 1.498 sono di genere femminile e rappresentano il 78% circa del totale delle minori di genere femminile presenti nel territorio italiano.

«Il 50% delle minori ucraine accolte in Italia ha meno di 15 anni e se dal complesso delle presenze femminili si esclude il gruppo di cittadinanza ucraina, anche la distribuzione per età delle minori di genere femminile si normalizza rispetto a quella maschile e la presenza delle minori si conferma maggiore per le classi di età più elevate (16 e 17 anni)», si legge nel rapporto.
Da dove vengono?
Sono ben 70 i paesi di provenienza dei Msna, ma con una prevalenza del continente africano: il 63% dei minori (10.862) arriva infatti da 32 paesi africani. Segue l’Asia, con 14 paesi coinvolti e 2.435 minori, pari al 14% del totale.
I paesi dell’Est Europa di origine dei minori sono 10, da cui provengono 3.649 minori (21,5%). Chiudono la lista 10 i paesi del continente americano, da cui provengono un totale di 54 minori (0,3% del totale minori).
Per quanto riguarda la cittadinanza, prevalgono quella egiziana (5.159 minori), l’ucraina (2.963), la bangladese (1.703), la gambiana (1.114), la tunisina (932), la guineana (872), l’ivoriana (564) e l’albanese (418). Queste otto nazionalità, insieme rappresentano oltre l’80% dei Msna presenti in Italia.
Qui l’andamento delle presenze relative a queste nazionalità negli ultimi sette anni:

E dove vanno?
La distribuzione dei Msna nel nostro Paese è tutt’altro che uniforme: il 46% è collocato nelle Regioni del Sud e Isole, il 40% nel Nord e il 14% nel Centro del Paese.

La Sicilia si conferma la Regione che accoglie il maggior numero di minori stranieri: oltre 3mila, pari al 22% del totale.
Segue la Lombardia, con oltre 2mila Msna accolti al 31 dicembre, pari al 13,5% del totale.
A seguire, la Campania (1.500 minori circa, pari all’11,5%), l’Emilia-Romagna (1.100 minori in accoglienza, pari al 7,5% del totale) e il Lazio (circa mille minori, pari al 6,1%). Considerate congiuntamente, queste cinque Regioni accolgono poco meno del 60% dei Msna presenti in Italia a fine 2025.
Le domande di protezione internazionale
Nel secondo semestre 2025 sono state presentate 431 domande di protezione internazionale da parte di minori stranieri non accompagnati (per un totale di 950 nell’intero anno, in calo rispetto alle 2.030 del 2024), provenienti soprattutto da Asia (46%) e Africa (35%).
I principali Paesi di origine sono Afghanistan (25%), Bangladesh (9%), Pakistan (8%), Gambia (6%) e Perù (5%). Prevale nettamente la componente maschile (87%) e quasi tutti i minori hanno più di 14 anni (98%).

Il 62% delle richieste ha avuto esito positivo, quindi il riconoscimento di una forma di protezione internazionale.
Gli ingressi aumentano. Soprattutto via mare
Il numero di ingressi dei minori stranieri è risultato in leggero aumento rispetto agli ingressi registrati nel 2024 (+235 unità). La principale modalità si conferma quella associata agli eventi di sbarco: sono oltre 9mila i minori arrivati in Italia via mare e rappresentano il 56% del totale dei minori censiti nell’anno come nuovi ingressi.
Come negli anni precedenti, anche nel 2025 la principale regione di arrivo per i minori di nuovo ingresso è stata la Sicilia: 7.892 Msna, pari al 48,7% del totale degli ingressi nel Paese.
In particolare, la regione ha rappresentato il primo territorio di approdo per oltre I’85% dei minori arrivati in seguito ad eventi di sbarco. Quasi il 98% dei minori arrivati in Sicilia sono stati coinvolti in eventi di sbarco avvenuti principalmente nel porto di Lampedusa (l’84% dei minori sbarcati in Sicilia).
L’accoglienza dura in media meno di 300 giorni
Interessante anche il dato relativo i minori usciti dal sistema di accoglienza: nel corso del 2025, sono stati 19.268, nella maggior parte dei casi (oltre il 66%) per compimento del 18° anno di età.
Il 31% delle uscite avviene invece per allontanamento per volontà del minore. Ricordiamo infatti che la legge non impedisce al minore di andarsene, ma gli enti di accoglienza hanno l’obbligo di tutela, segnalazione e supporto post-uscita.
I minori che hanno abbandonato volontariamente il sistema di accoglienza nel 2025 sono stati 6.090. Tra questi, coloro che hanno fatto ingresso nel corso dello stesso anno sono pari all’86% del totale dei casi di allontanamento.
I Msna entrati nel Paese in seguito ad eventi di sbarco sono nettamente più coinvolti in eventi di allontanamento (71%) rispetto a coloro che sono stati rintracciati nel territorio italiano (29%).
Il rimanente 3% degli eventi di uscita è riferibile ad altri motivi quali l’affido, il rintraccio dei genitori o di adulti legalmente responsabili, il rimpatrio volontario assistito, la relocation e il rientro in patria dei minori ucraini.
La permanenza media all’interno del sistema di accoglienza dei minori usciti di competenza nel 2025 è di 292 giorni. Questo dato è condizionato dal gran numero di minori in ingresso prossimi alla maggiore età.
La permanenza media dei minori arrivati via mare è più bassa (253 giorni), mentre i minori rintracciati nel territorio hanno registrato una permanenza media di quasi 331 giorni.
Accolti dove?
L’82% degli oltre 17mila minori presenti in Italia al 31 dicembre 2025 sono accolti in strutture di accoglienza (19% circa in strutture di prima accoglienza, il 65% in seconda accoglienza), mentre il 18% dei minori risulta collocato presso un soggetto privato.
La gran parte dei minori accolti in famiglia sono provenienti dall’Ucraina (87%) e nel 60% dei casi sono accolti da propri familiari residenti in Italia, mentre per il restante 40% sono accolti da famiglie senza vincolo di parentela.
Tra le strutture di accoglienza che al 31 dicembre 2025 ospitano almeno un minore, 223 sono dedicate alla prima accoglienza, mentre 1.701 strutture alla seconda.
Tra le strutture di seconda accoglienza, le più diffuse sono le comunità socioeducative: 561, pari al 32% del totale. Seguono le comunità familiari (295 strutture, pari al 17% del total)e e gli alloggi ad alta autonomia (285, pari al 16% del totale).
Qui dati e gli approfondimenti del Rapporto
Foto apertura Unsplash. Grafici e tabelle sono tratti dal Rapporto
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