Nuovi strumenti per l'integrazione

Migranti, più valore per tutti se lavoro e territorio si incontrano

A Verona il 10 novembre in programma “Lavoro senza confini: strumenti per accelerare l’inserimento lavorativo dei migranti e rifugiati”, una giornata di studio organizzata da Flora Fund tra imprese, istituzioni e Terzo settore per fare il punto sul quadro normativo, ragionare sulle dinamiche dei territori e provare a immaginare strumenti e soluzioni

di Alessio Nisi

lavoro

come favorire l’incontro della domanda e offerta di lavoro e quale il ruolo che il territorio ricopre nella valorizzazione dei talenti e delle inclinazioni individuali? Ma soprattutto che rapporto c’è tra un matching efficace di domanda e offerta di lavoro e dinamiche territoriali.

Questi i temi sul tavolo del laboratorio di discussione (oltre al matching tra domanda e offerta di occupazione, le altre sessioni collaborative si focalizzeranno anche sui percorsi integrati di formazione e lavoro, sul ruolo delle policy e della partecipazione femminile), organizzato da Fondazione Human Age institute nel corso di Lavoro senza confini: strumenti per accelerare l’inserimento lavorativo dei migranti e rifugiati: giornata di studio in programma il 10 novembre a Verona, negli spazi del Magazzino delle professioni (via Santa Teresa 2), dalle 9 alle 17.30.

Il convegno è promosso da Flora Fund in collaborazione con, tra gli altri, Fondazione Human Age institute e Fondazione italiana Accenture. Iniziativa filantropica orientata all’ascolto e all’azione concreta, Flora Fund sostiene soluzioni per l’integrazione dei migranti nei tessuti sociali e produttivi della nazione di arrivo, la transizione energetica e la lotta alla crisi climatica.

Dalle migrazioni al lavoro extra Ue

Il filo rosso della giornata? In Italia la domanda di lavoro supera l’offerta interna, sia per profili a bassa che ad alta specializzazione. Oggi l’afflusso dall’Europa e in particolare dall’est non fornisce più i numeri sufficienti per coprire il fabbisogno delle imprese italiane, sia in termini di lavoratori stagionali che stabili: occorre dunque rivolgere lo sguardo più lontano, trasformando una criticità in leva strategica. Come farlo, con quali strumenti legislativi e quali risorse?

Ad aprire i lavori Migrazioni e numeri: cosa ci dicono (davvero)?, una fotografia aggiornata dei flussi e del loro impatto economico, oltre che della distribuzione della domanda di lavoro nel Paese, perché quando manca l’integrazione aumentano i costi e si perdono opportunità. Ne discutono Tommaso Frattini, economista, Università di Milano, e Luca Di Sciullo, presidente Idos. 

Alle 10 sarà la volta di Lavoro extra-Ue: assunzione e inclusione di profili operativi. Dietro ogni cantiere, linea produttiva, azienda agricola, ospedale e famiglia c’è il contributo di persone che arrivano da lontano, portando esperienza, capacità e motivazione, e che necessitano di case, trasporti, accesso ai servizi di base.

La sessione, in cui interviene Stefania Grea, segretario generale Fondazione human age institute – Manpower, è moderata dal caporedattore di VITA, Giampaolo Cerri, e vuole esplorare come imprese, parti sociali e Terzo settore possano collaborare per superare queste sfide e trasformare l’inserimento lavorativo in un percorso di stabilità e crescita reciproca.

Integrazione lavorativa qualificata e sostenibile

Segue alle 11 la tavola rotonda Lavoro extra-Ue: assunzione e inclusione di profili specializzati, rifugiati e corridoi lavorativi. Giulio Di Blasi, vice president global partnership Pathways international, Simona Torre, segretario generale Fondazione italiana Accenture ed Elena Atzeni, integration associate Unhcr, discuteranno di strumenti e collaborazioni che rendano possibile un’integrazione lavorativa qualificata e sostenibile.

Alle 12.30 il panel Politiche che abilitano: il ruolo delle istituzioni per un’integrazione che funziona riunisce rappresentanti istituzionali per chiarire le politiche attuali e indicare strumenti di supporto che possano facilitare l’incontro tra domanda e offerta e accelerare i tempi di inserimento e integrazione.

Nel pomeriggio alle 14.30 si continua con Soluzioni che rompono lo schema. 4 idee dall’Europa per superare i colli di bottiglia, in cui vengono presentate quattro esperienze che hanno saputo ribaltare la prospettiva e provare strade nuove: piattaforme digitali capaci di rendere visibili competenze sommerse, programmi che aprono corridoi globali per attrarre talenti, sistemi di mentoring che uniscono generazioni e modelli di microfinanza che trasformano vulnerabilità in possibilità di crescita. Raccontano il loro percorso Breaking barriers, Talent beyond boundaries, Duo for a job e Refuaid. 

In apertura foto di Land O’Lakes, Inc. per Unsplash

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